
Export di Cultura e tempo libero italiani. Business da oltre 3 miliardi di euro
L’Italia non esporta solo i prodotti enogastronomici e non dispone solo di attrazioni turistiche “immobili” ma sa portare fuori dai suoi confini anche cultura e tempo libero, come libri, periodici e articoli sportivi. A evidenziare la tendenza, uno studio della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi
05 novembre 2018 alle ore 10:36
I due settori che la Camera di Commercio ha identificato come “Cultura e tempo libero” generano un export che vale circa 3 miliardi di euro all'anno, 1,4 miliardi nel solo primo semestre del 2018 con una crescita del 13,4%.

Libri, periodici e prodotti editoriali sono la merce italiana maggiormente esportata con valori per 584 milioni di euro (+21,3%). Poi gli articoli sportivi per 483 milioni di euro (+4,7%), attività creative per 169 milioni (+27,8%), strumenti musicali per 67 milioni (+8%). Milano, con 171 milioni di euro in sei mesi (+6,8%), guida la classifica e rappresenta un ottavo del totale nazionale. È seguita da Forlì-Cesena con 168 milioni, Modena che passa da 60 a 142 milioni. A seguire Treviso, Piacenza, Bergamo, Torino, Genova, Trento e Padova.
Ma verso quali destinazioni vanno i prodotti Made in Italy? Francia, Stati Uniti e Germania sono le principali mete. In forte crescita anche la Polonia (+66,1%), poi Spagna e Svizzera (+28%). Tra le prime 15 anche Giappone, Cina e Hong Kong. La Francia guida la classifica come Paese che importa di più i prodotti editoriali, fotografia e articoli sportivi, gli Usa invece acquistano prodotti delle attività creative e di intrattenimento (+24%), delle biblioteche e degli archivi (+62,6%) e per strumenti musicali (+37,9%). Dato particolare quello della Repubblica Ceca che si distingue per investimenti notevoli in attività cinematografiche, video e televisive, la Bulgaria invece per giochi per computer e software, la Serbia per l'editoria musicale.
«Cresce a livello internazionale l'interesse per i prodotti culturali made in Italy - rimarca Carlo Edoardo Valli, vice presidente della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e presidente della sua azienda speciale Promos per l'internazionalizzazione - un fenomeno collegato all'interesse e alla considerazione, sempre più diffusi, per lo stile di vita italiano, dalla cultura al food, dalla moda al design. In questo processo rivestono un ruolo importante le imprese del territorio di Milano, Monza Brianza e Lodi, la cui creatività e capacità produttiva diventano elementi di attrazione internazionale».
La Lombardia, con 327 milioni di export culturale in sei mesi (+5,1%) rappresenta quasi un quarto del totale italiano. Dopo Milano, con 171 milioni, e Bergamo con 48, vengono Monza e Brianza con 29 milioni, Varese e Lodi con 19, Mantova con quasi 11 e Brescia con 8,5. Sono i libri e i prodotti dell'editoria a valere di più in regione: rappresentano il 54% dell'export culturale, seguono le attività di intrattenimento (17%) e gli articoli sportivi (15,2%).

Libri, periodici e prodotti editoriali sono la merce italiana maggiormente esportata con valori per 584 milioni di euro (+21,3%). Poi gli articoli sportivi per 483 milioni di euro (+4,7%), attività creative per 169 milioni (+27,8%), strumenti musicali per 67 milioni (+8%). Milano, con 171 milioni di euro in sei mesi (+6,8%), guida la classifica e rappresenta un ottavo del totale nazionale. È seguita da Forlì-Cesena con 168 milioni, Modena che passa da 60 a 142 milioni. A seguire Treviso, Piacenza, Bergamo, Torino, Genova, Trento e Padova.
Ma verso quali destinazioni vanno i prodotti Made in Italy? Francia, Stati Uniti e Germania sono le principali mete. In forte crescita anche la Polonia (+66,1%), poi Spagna e Svizzera (+28%). Tra le prime 15 anche Giappone, Cina e Hong Kong. La Francia guida la classifica come Paese che importa di più i prodotti editoriali, fotografia e articoli sportivi, gli Usa invece acquistano prodotti delle attività creative e di intrattenimento (+24%), delle biblioteche e degli archivi (+62,6%) e per strumenti musicali (+37,9%). Dato particolare quello della Repubblica Ceca che si distingue per investimenti notevoli in attività cinematografiche, video e televisive, la Bulgaria invece per giochi per computer e software, la Serbia per l'editoria musicale.
«Cresce a livello internazionale l'interesse per i prodotti culturali made in Italy - rimarca Carlo Edoardo Valli, vice presidente della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e presidente della sua azienda speciale Promos per l'internazionalizzazione - un fenomeno collegato all'interesse e alla considerazione, sempre più diffusi, per lo stile di vita italiano, dalla cultura al food, dalla moda al design. In questo processo rivestono un ruolo importante le imprese del territorio di Milano, Monza Brianza e Lodi, la cui creatività e capacità produttiva diventano elementi di attrazione internazionale».
La Lombardia, con 327 milioni di export culturale in sei mesi (+5,1%) rappresenta quasi un quarto del totale italiano. Dopo Milano, con 171 milioni, e Bergamo con 48, vengono Monza e Brianza con 29 milioni, Varese e Lodi con 19, Mantova con quasi 11 e Brescia con 8,5. Sono i libri e i prodotti dell'editoria a valere di più in regione: rappresentano il 54% dell'export culturale, seguono le attività di intrattenimento (17%) e gli articoli sportivi (15,2%).

