Oltrepò Pavese vuole fare rete. Un marchio per promuovere il territorio
Il progetto per il 2018 della Strada del vino e dei sapori dell'Oltrepò Pavese è riunire il territorio intorno a un'identità unica e creare così una rete di comunicazione e promozione
Il progetto è stato illustrato durante un'assemblea pubblica a Riccagioia, alla presenza di amministratori locali, Confindustria, Gal, realtà economiche e associative del territorio.

Sono intervenuti per l'occasione, accanto al presidente della Strada del vino e dei sapori Roberto Lechiancole, l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava, il presidente della Camera di commercio Franco Bosi, il docente universitario Stefano Denicolai e il giornalista di settore Paolo Massobrio (candidato al sondaggio Personaggio dell'anno di Italia a Tavola - CLICCA QUI PER VOTARE) e il direttore di Italia a Tavola Alberto Lupini. A coordinare i lavori Stefano Calvi, direttore di TelePavia.
«Si tratta di un marchio qualitativo - ha spiegato Lechiancole - che, attraverso un protocollo, potrà essere attribuito a tutte quelle realtà imprenditoriali, non solo del comparto turistico ed agroalimentare, che lo potranno utilizzare a garanzia dei servizi offerti. Per l'attuazione della parte progettuale si sta cercando una collaborazione con l'Università e alcune fondazioni locali e regionali, oltre al coinvolgimento dei cittadini con un'operazione di “civic crowdfunding”».
Non si ferma al marchio, l'idea della Strada del vino e dei sapori, che, accanto alla riproposizione delle iniziative che l'anno scorso hanno ottenuto un grande successo, vuole lanciare "Orgoglio Oltrepò". Si tratta di un percorso didattico-culturale da svolgere insieme agli studenti delle scuole di primo e secondo grado per renderli fin da subito consapevoli delle potenzialità che il territorio offre.

«In questi anni all’Oltrepo - ha detto Fava - non sono mai mancate le risorse, a volte sono mancate le idee. D’altronde è l’unico territorio lombardo che non è ancora riuscito a spendere un euro delle risorse arrivate. La percezione all’esterno è quella di una zona che arranca, che si divide e continua a fare tavoli. Io faccio all’Oltrepo i miei auguri e resto convinto che sia importante individuare un prodotto simbolo, un vino, intorno a cui ricostruire buona reputazione».
Ciò che è emerso dal discorso di Fava ma anche da quello di tutti i relatori è, in primis, la necessità di fare chiarezza sui ruoli. Da una parte gli imprenditori dell'agroalimentare e del turismo - come è riportato sulla pagina Facebook della Strada del vino e dei sapori dell'Oltrepò pavese - devono fare unione attorno ad un progetto territoriale importante e comune; dall'altra la politica deve mettersi al servizio degli imprenditori per facilitarne il progetto.
Un progetto che, per volontà di Lechiancole, in ogni caso deve partire con la condivisione di chi ci sta. Meglio in pochi ma decisi, è il suo obiettivo. Le istituzioni sono invitate a partecipare, ma questo è principalmente un progetto imprenditoriale che non può fermarsi ad attendere i tempi, spesso lenti, delle istituzioni. Sull'importanza del territorio e del cibo come fattori trainanti del turismo hanno portato interessanti contributi Lupini e Massobrio, che hanno indicato nella credibilità, nel rigore e nel fare rispettare norme che diano garanzie ai consumatori gli strumenti più importanti.
Per informazioni: www.viniesaporioltrepo.it

Stefano Denicolai, Franco Bosi, Paolo Massobrio, Roberto Lechiancole, Gianni Fava e Alberto Lupini
Sono intervenuti per l'occasione, accanto al presidente della Strada del vino e dei sapori Roberto Lechiancole, l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava, il presidente della Camera di commercio Franco Bosi, il docente universitario Stefano Denicolai e il giornalista di settore Paolo Massobrio (candidato al sondaggio Personaggio dell'anno di Italia a Tavola - CLICCA QUI PER VOTARE) e il direttore di Italia a Tavola Alberto Lupini. A coordinare i lavori Stefano Calvi, direttore di TelePavia.
«Si tratta di un marchio qualitativo - ha spiegato Lechiancole - che, attraverso un protocollo, potrà essere attribuito a tutte quelle realtà imprenditoriali, non solo del comparto turistico ed agroalimentare, che lo potranno utilizzare a garanzia dei servizi offerti. Per l'attuazione della parte progettuale si sta cercando una collaborazione con l'Università e alcune fondazioni locali e regionali, oltre al coinvolgimento dei cittadini con un'operazione di “civic crowdfunding”».
Non si ferma al marchio, l'idea della Strada del vino e dei sapori, che, accanto alla riproposizione delle iniziative che l'anno scorso hanno ottenuto un grande successo, vuole lanciare "Orgoglio Oltrepò". Si tratta di un percorso didattico-culturale da svolgere insieme agli studenti delle scuole di primo e secondo grado per renderli fin da subito consapevoli delle potenzialità che il territorio offre.

«In questi anni all’Oltrepo - ha detto Fava - non sono mai mancate le risorse, a volte sono mancate le idee. D’altronde è l’unico territorio lombardo che non è ancora riuscito a spendere un euro delle risorse arrivate. La percezione all’esterno è quella di una zona che arranca, che si divide e continua a fare tavoli. Io faccio all’Oltrepo i miei auguri e resto convinto che sia importante individuare un prodotto simbolo, un vino, intorno a cui ricostruire buona reputazione».
Ciò che è emerso dal discorso di Fava ma anche da quello di tutti i relatori è, in primis, la necessità di fare chiarezza sui ruoli. Da una parte gli imprenditori dell'agroalimentare e del turismo - come è riportato sulla pagina Facebook della Strada del vino e dei sapori dell'Oltrepò pavese - devono fare unione attorno ad un progetto territoriale importante e comune; dall'altra la politica deve mettersi al servizio degli imprenditori per facilitarne il progetto.
Un progetto che, per volontà di Lechiancole, in ogni caso deve partire con la condivisione di chi ci sta. Meglio in pochi ma decisi, è il suo obiettivo. Le istituzioni sono invitate a partecipare, ma questo è principalmente un progetto imprenditoriale che non può fermarsi ad attendere i tempi, spesso lenti, delle istituzioni. Sull'importanza del territorio e del cibo come fattori trainanti del turismo hanno portato interessanti contributi Lupini e Massobrio, che hanno indicato nella credibilità, nel rigore e nel fare rispettare norme che diano garanzie ai consumatori gli strumenti più importanti.
Per informazioni: www.viniesaporioltrepo.it

