“Future is green” di Cucina Coquis. Sostenibilità a tavola, vino bio e cibo veg
La scuola di Cucina Coquis (Accademia della cucina italiana) di Angelo Troiani ha ospitato a Roma "Future is green", un evento conviviale tutto "verde", dai piatti proposti dal master chef Mario Pino al vino
Tre le etichette proposte appartenenti alla linea bio dell’azienda vitivinicola Sensi di Lamporecchio (Pt). La location scelta ha mantenuto la sua mission in quanto a preparare i piatti sotto l’attenta guida del docente sono stati esponenti della critica enogastronomica romana, improvvisatisi allievi, e un gruppo di appassionati del buon bere. Ad orchestrare l’evento Livia Belardelli, sommelier e studiosa di enologia, che ha parlato della filosofia produttiva di questa cantina toscana condotta dal 1890 dalla stessa famiglia.

Con il Chianti bio Campoluce Docg sono stati confezionati e degustati Gnocchi di rape rosse, cavolfiore, saba e mandorle, col Vegante un Burger di ceci con maionese di soia, chips colorate e bacon di melanzane e infine, con il Ninfato, una Vellutata di cicerchia con chips di tapioca soffiata. Il tutto rigorosamente vegano ma dai sapori decisi e ben armonizzati tra di loro. Una crescente sensibilità dell'azienda verso l’ambiente e l’attenzione al nuovo consumatore che vuole sicurezza e benessere anche nel calice, ha portato la Sensi ad una sorta di ritorno alle origini, a quando le uve venivano trasformate con poche ma precise regole dettate dalla tradizione contadina.

Oggi le moderne tecniche enologiche possono permetterlo, come dimostra la grande diffusione del bio come valore aggiunto alla qualità. Una svolta nella storia della famiglia di vitivinicoltori avvenne negli anni ‘80 con l’acquisizione di nuovi vigneti e tutto l’impegno dettato dalla passione dell’ultima generazione, Massimo, Marco e Roberta Sensi, cresciuti tra le viti. Alla fine degli anni ‘90 l’obiettivo apparve chiaro: sviluppare la capacità di innovare e di produrre grandi vini, mantenendo un profilo accessibile con selezionati collaboratori interni ed esterni. Fondamentale il contributo dell’enologo Lorenzo Landi, perfettamente in linea con lo spirito dell’azienda. «I nostri valori - dice Massimo Sensi - sono sempre stati basati sulla correttezza delle relazioni verso chi sostiene la nostra crescita. Un orgoglio che viene anche prima della qualità del vino stesso». All’evento Coquis, mentre Mario Pino spiegava agli allievi di una sera la qualità degli ingredienti vegetali e vegani e i processi di cottura ottimali, Livia Belardelli ha raccontato anche l’origine e le caratteristiche dei tre vini, tutti certificati bio, a cominciare dai nomi, non casuali.

I primi due hanno uno stretto legame col territorio: Campoluce, capostipite della linea bio, deriva da "luce nel campo", cioè attenzione alla natura, ma anche dalla presenza delle lucciole, segnale di purezza ambientale, mentre Ninfato viene da Ninfa del Corbezzolo, una rara specie di farfalla che ha il suo habitat in Toscana, golosa del frutto. Vegante, invece, anche vegan certificato, è un omaggio alle nuove filosofie alimentari sviluppatesi negli ultimi due decenni e destinate ad espandersi, secondo tutti gli indicatori. È Sangiovese e Canaiolo nel 90%, Trebbiano e Malvasia per un 10% e nessun prodotto chiarificante. La sede operativa dei Sensi è a Lamporecchio (Vinci, Pt) con le nuove cantine che si estendono su una superficie di 5mila mq. Qui avviene anche lo stoccaggio, la preparazione e l’imbottigliamento dei vini. l’azienda è dotata delle più innovative tecnologie che permettono di ottimizzare e monitorare ogni fase del processo produttivo al fine di garantire un prodotto organoletticamente pulito, di qualità e in grado di durare nel tempo.

Ma la famiglia possiede anche la storica cinquecentesca fattoria di Calappiano a Vinci, che fu dei Medici di Firenze, oggi meta di tanti visitatori. Negli 80 ettari vitati delle due Tenute del Poggio e di Calappiano e sono coltivati i tipici vitigni autoctoni toscani, sangiovese per la maggior parte, canaiolo e colorino insieme ad alcune varietà internazionali come merlot, syrah, cabernet e chardonnay. Recentemente sono stati piantati anche pugnitello e ciliegiolo. Gran parte del vigneto aziendale è stato convertito al biologico e per il 2020 tutta la produzione sarà certificata. Gran parte della produzione va all’estero: Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi, Giappone, Svizzera, Australia, Canada, Cina, Sud Africa, Messico e Brasile.
Per informazioni:
www.coquis.it
www.sensivini.com

Con il Chianti bio Campoluce Docg sono stati confezionati e degustati Gnocchi di rape rosse, cavolfiore, saba e mandorle, col Vegante un Burger di ceci con maionese di soia, chips colorate e bacon di melanzane e infine, con il Ninfato, una Vellutata di cicerchia con chips di tapioca soffiata. Il tutto rigorosamente vegano ma dai sapori decisi e ben armonizzati tra di loro. Una crescente sensibilità dell'azienda verso l’ambiente e l’attenzione al nuovo consumatore che vuole sicurezza e benessere anche nel calice, ha portato la Sensi ad una sorta di ritorno alle origini, a quando le uve venivano trasformate con poche ma precise regole dettate dalla tradizione contadina.

Oggi le moderne tecniche enologiche possono permetterlo, come dimostra la grande diffusione del bio come valore aggiunto alla qualità. Una svolta nella storia della famiglia di vitivinicoltori avvenne negli anni ‘80 con l’acquisizione di nuovi vigneti e tutto l’impegno dettato dalla passione dell’ultima generazione, Massimo, Marco e Roberta Sensi, cresciuti tra le viti. Alla fine degli anni ‘90 l’obiettivo apparve chiaro: sviluppare la capacità di innovare e di produrre grandi vini, mantenendo un profilo accessibile con selezionati collaboratori interni ed esterni. Fondamentale il contributo dell’enologo Lorenzo Landi, perfettamente in linea con lo spirito dell’azienda. «I nostri valori - dice Massimo Sensi - sono sempre stati basati sulla correttezza delle relazioni verso chi sostiene la nostra crescita. Un orgoglio che viene anche prima della qualità del vino stesso». All’evento Coquis, mentre Mario Pino spiegava agli allievi di una sera la qualità degli ingredienti vegetali e vegani e i processi di cottura ottimali, Livia Belardelli ha raccontato anche l’origine e le caratteristiche dei tre vini, tutti certificati bio, a cominciare dai nomi, non casuali.

I primi due hanno uno stretto legame col territorio: Campoluce, capostipite della linea bio, deriva da "luce nel campo", cioè attenzione alla natura, ma anche dalla presenza delle lucciole, segnale di purezza ambientale, mentre Ninfato viene da Ninfa del Corbezzolo, una rara specie di farfalla che ha il suo habitat in Toscana, golosa del frutto. Vegante, invece, anche vegan certificato, è un omaggio alle nuove filosofie alimentari sviluppatesi negli ultimi due decenni e destinate ad espandersi, secondo tutti gli indicatori. È Sangiovese e Canaiolo nel 90%, Trebbiano e Malvasia per un 10% e nessun prodotto chiarificante. La sede operativa dei Sensi è a Lamporecchio (Vinci, Pt) con le nuove cantine che si estendono su una superficie di 5mila mq. Qui avviene anche lo stoccaggio, la preparazione e l’imbottigliamento dei vini. l’azienda è dotata delle più innovative tecnologie che permettono di ottimizzare e monitorare ogni fase del processo produttivo al fine di garantire un prodotto organoletticamente pulito, di qualità e in grado di durare nel tempo.

Ma la famiglia possiede anche la storica cinquecentesca fattoria di Calappiano a Vinci, che fu dei Medici di Firenze, oggi meta di tanti visitatori. Negli 80 ettari vitati delle due Tenute del Poggio e di Calappiano e sono coltivati i tipici vitigni autoctoni toscani, sangiovese per la maggior parte, canaiolo e colorino insieme ad alcune varietà internazionali come merlot, syrah, cabernet e chardonnay. Recentemente sono stati piantati anche pugnitello e ciliegiolo. Gran parte del vigneto aziendale è stato convertito al biologico e per il 2020 tutta la produzione sarà certificata. Gran parte della produzione va all’estero: Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi, Giappone, Svizzera, Australia, Canada, Cina, Sud Africa, Messico e Brasile.
Per informazioni:
www.coquis.it
www.sensivini.com


