Mosaici antichi, panorami e rifugi. Un tour nel bresciano fra arte e cucina
I mosaici del Monumento al Redentore, le piramidi "creazioni della natura", la vista delle alte vette camune. Tutti must di un tour tra le montagne del bresciano, con ristoro consigliato nei rifugi della zona
Ultime tappe del giro dei rifugi fra l'altopiano di Cariadeghe, comune di Serle (Bs) in Valle Sabbia, e il Guglielmo, il monte dei bresciani a ridosso del lago d'Iseo avamposto verso la Val Camonica e la Val Trompia. Il Guglielmo (gòlem in dialetto) è alto 1.957 metri e merita un'escursione perché sulla sommità è stato realizzato l'imponente Monumento al Redentore con significative opere d'arte - i mosaici - e le statue dedicate ai Papi Montini e Wojtyla.

Una vetta che è anche un piccolo museo a cielo aperto. Si raggiunge "scarpinando" per un paio d'ore percorrendo sentieri che salgono da Magno di Gardone, oppure dalla croce di Marone o da Zone. E a proposito di Zone - in salita o in discesa - fermatevi ad ammirare le Piramidi "creazioni della natura", di struttura sabbiosa sormontate da massi in pietra. Si sono formate nel corso dei secoli grazie all'erosione provocata dall'acqua a contatto con il terreno montano di origine morenica. Sono nate così delle vere e proprie sculture naturali. Ne vale la pena. Sul Guglielmo fate una sosta al rifugio Almici, pochi piatti con una lode al minestrone di verdure e alle formagelle di malga. Accoglienza tiepida, prezzi così-cosi: 7 euro un primo, 10-12 euro i secondi appena passabili. Non lasciatevi scappare la crostata.

Qui la vista spazia dalle alte vette camune, fin giù agli Appennini così come - passando in Valle Sabbia - su a Serle, al monte Ucia (1.054 metri) e al Monastero di S. Bartolomeo. L'ampia veduta e su tutto il lago di Garda e sulla pianura Padana. L'altopiano di Serle di origine carsica è noto per essere una sorta di "catino" che raccoglie le acque piovane che attraverso le rocce carsiche scendono a valle fino ad alimentare la fonte di Mompiano che rifornisce l'acquedotto di Brescia.

Serle assieme a Gussago è una delle patrie dello spiedo bresciano. Ma questa è un'altra storia. Ne riparleremo. Fermatevi comunque al punto di ristoro degli Alpini. Buona accoglienza e casoncelli da non perdere. E poi visitate il Monastero di S. Bartolomeo, le pietre raccontano una storia millenaria, unica, nelle umili, piccole e disadorne celle dei frati.

Una vetta che è anche un piccolo museo a cielo aperto. Si raggiunge "scarpinando" per un paio d'ore percorrendo sentieri che salgono da Magno di Gardone, oppure dalla croce di Marone o da Zone. E a proposito di Zone - in salita o in discesa - fermatevi ad ammirare le Piramidi "creazioni della natura", di struttura sabbiosa sormontate da massi in pietra. Si sono formate nel corso dei secoli grazie all'erosione provocata dall'acqua a contatto con il terreno montano di origine morenica. Sono nate così delle vere e proprie sculture naturali. Ne vale la pena. Sul Guglielmo fate una sosta al rifugio Almici, pochi piatti con una lode al minestrone di verdure e alle formagelle di malga. Accoglienza tiepida, prezzi così-cosi: 7 euro un primo, 10-12 euro i secondi appena passabili. Non lasciatevi scappare la crostata.

Qui la vista spazia dalle alte vette camune, fin giù agli Appennini così come - passando in Valle Sabbia - su a Serle, al monte Ucia (1.054 metri) e al Monastero di S. Bartolomeo. L'ampia veduta e su tutto il lago di Garda e sulla pianura Padana. L'altopiano di Serle di origine carsica è noto per essere una sorta di "catino" che raccoglie le acque piovane che attraverso le rocce carsiche scendono a valle fino ad alimentare la fonte di Mompiano che rifornisce l'acquedotto di Brescia.

Serle assieme a Gussago è una delle patrie dello spiedo bresciano. Ma questa è un'altra storia. Ne riparleremo. Fermatevi comunque al punto di ristoro degli Alpini. Buona accoglienza e casoncelli da non perdere. E poi visitate il Monastero di S. Bartolomeo, le pietre raccontano una storia millenaria, unica, nelle umili, piccole e disadorne celle dei frati.


