Anuga 2017 con mille aziende italiane. Il Made in Italy vola in Germania
Dal 7 all’11 ottobre la fiera più importante a livello internazionale per il settore agroalimentare e bevande. Export: il nostro partner più importante è la Germania, dove il mercato outdoor vale 76 miliardi di euro
«Ad Anuga portiamo il mondo, perché il food&bevarage è la nostra passione». Così, lapidaria, Katharina C. Hamma, chief operating officer di Koelnmesse, nel corso della presentazione a Milano di quella che è riconosciuta come la fiera più importante a livello internazionale per il settore agroalimentare e bevande. La manifestazione, a cadenza biennale, si svolgerà a Colonia tra il 7 e l’11 ottobre.

Nel 2016 il valore complessivo delle nostre esportazioni agroalimentari è stato di 34.364 milioni di euro. L’Unione Europea, con 22.681 milioni di euro (+3,7%), si è confermata il mercato di riferimento, assorbendo quasi i 2/3 dell’export totale, ma è la Germania il nostro partner più importante. Con 6.266 milioni di euro (+3,2%) e una quota di mercato di circa il 18%, rappresenta il primo Paese di destinazione. Ed è sempre la Germania, con i suoi 81 milioni di consumatori, a essere oggi il maggior mercato di prodotti alimentari nella Ue.
«Che l’export italiano goda di ottima salute - ha puntualizzato Thomas Rosolia, amministratore delegato di Koelnmesse Italia - lo dicono i numeri e la forte presenza delle aziende italiane ad Anuga, ben 1.036, che porteranno a Colonia tutto il loro arsenale seduttivo». Ines Arondio, dirigente Ice-Agenzia settore agroalimentare e vini, ha sottolineato come anche per questa edizione di Anuga, l’Agenzia abbia curato l’organizzazione di un’importante collettiva nazionale per supportare la promozione dei prodotti alimentari made in Italy e l’ingresso delle aziende italiane sul mercato internazionale.

A questo proposito, va ricordato che Federalimentare, rappresentata nel corso dell’incontro milanese dal vicepresidente Paolo Zanetti, ha dato vita insieme a Fiere di Parma e Ice-Agenzia a una partnership strategica con il colosso fieristico di Colonia. «Tra i prodotti agroalimentari italiani maggiormente esportati nel 2016 sul mercato tedesco - è stato segnalato nel corso dell’incontro - sono da evidenziare l’ortofrutta con 1.500 milioni di euro (+2,58% sul 2015), i vini (978 milioni, +1,7%), le conserve e i succhi vegetali (638 milioni, +2,3%), le carni preparate (606 milioni, +7,2%), i prodotti dolciari (485 milioni, +12,4%) e i prodotti lattiero caseari (453 milioni, +1,1%).
Secondo i dati delle associazioni tedesche della distribuzione e dell’industria alimentare, lo scorso anno in Germania la spesa per il mercato outdoor è cresciuta del 3,1% oltrepassando i 76 miliardi di euro. Una tendenza a cui ne vanno sommate altre emergenti per comporre uno scenario che contempla 6 punti nodali: prodotti sostenibili, convenience food, digitalizzazione (il consumatore cambia i vari canali di acquisto), clean label (chiarezza su ingredienti e modalità di produzione), reduction (meno impiego di zucchero in fase di produzione), more green (protagonisti frutta, verdura, legumi). Varietà e possibilità di scelta, sostenibilità e attenzione alla filiera, certo. Ma con un denominatore comune per tutti: il gusto. Inamovibile.
Per informazioni: www.anuga.com

Nel 2016 il valore complessivo delle nostre esportazioni agroalimentari è stato di 34.364 milioni di euro. L’Unione Europea, con 22.681 milioni di euro (+3,7%), si è confermata il mercato di riferimento, assorbendo quasi i 2/3 dell’export totale, ma è la Germania il nostro partner più importante. Con 6.266 milioni di euro (+3,2%) e una quota di mercato di circa il 18%, rappresenta il primo Paese di destinazione. Ed è sempre la Germania, con i suoi 81 milioni di consumatori, a essere oggi il maggior mercato di prodotti alimentari nella Ue.
«Che l’export italiano goda di ottima salute - ha puntualizzato Thomas Rosolia, amministratore delegato di Koelnmesse Italia - lo dicono i numeri e la forte presenza delle aziende italiane ad Anuga, ben 1.036, che porteranno a Colonia tutto il loro arsenale seduttivo». Ines Arondio, dirigente Ice-Agenzia settore agroalimentare e vini, ha sottolineato come anche per questa edizione di Anuga, l’Agenzia abbia curato l’organizzazione di un’importante collettiva nazionale per supportare la promozione dei prodotti alimentari made in Italy e l’ingresso delle aziende italiane sul mercato internazionale.

Thomas Rosolia
A questo proposito, va ricordato che Federalimentare, rappresentata nel corso dell’incontro milanese dal vicepresidente Paolo Zanetti, ha dato vita insieme a Fiere di Parma e Ice-Agenzia a una partnership strategica con il colosso fieristico di Colonia. «Tra i prodotti agroalimentari italiani maggiormente esportati nel 2016 sul mercato tedesco - è stato segnalato nel corso dell’incontro - sono da evidenziare l’ortofrutta con 1.500 milioni di euro (+2,58% sul 2015), i vini (978 milioni, +1,7%), le conserve e i succhi vegetali (638 milioni, +2,3%), le carni preparate (606 milioni, +7,2%), i prodotti dolciari (485 milioni, +12,4%) e i prodotti lattiero caseari (453 milioni, +1,1%).
Secondo i dati delle associazioni tedesche della distribuzione e dell’industria alimentare, lo scorso anno in Germania la spesa per il mercato outdoor è cresciuta del 3,1% oltrepassando i 76 miliardi di euro. Una tendenza a cui ne vanno sommate altre emergenti per comporre uno scenario che contempla 6 punti nodali: prodotti sostenibili, convenience food, digitalizzazione (il consumatore cambia i vari canali di acquisto), clean label (chiarezza su ingredienti e modalità di produzione), reduction (meno impiego di zucchero in fase di produzione), more green (protagonisti frutta, verdura, legumi). Varietà e possibilità di scelta, sostenibilità e attenzione alla filiera, certo. Ma con un denominatore comune per tutti: il gusto. Inamovibile.
Per informazioni: www.anuga.com


