La speculazione sulla fame ha bruciato nel mondo quasi 30 miliardi di dollari solo per il grano con le quotazioni internazionali che sono ridotte in un anno da 5,35 dollari per bushel a poco più di 4,33 dollari per bushel (27,216 chili), senza alcun beneficio per i consumatori ma con milioni di contadini in ginocchio. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata in occasione del G7 delle Finanze di Bari in Puglia che detiene il primato nella produzione di grano duro in Italia nel denunciare che l'andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli è fortemente condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli delle materie prime come il petrolio, i metalli preziosi fino al grano che è quotato come una qualsiasi altra merce al Chicago Board of Trade, punto di riferimento o del mercato delle materie prime agricole a livello internazionale.

Si specula anche sulla fame 30 miliardi di dollari di grano in fumo
 
Manovre finanziarie sul cibo che stanno “giocando” senza regole sui prezzi delle materie prime agricole dove hanno provocato una grande volatilità impedendo la programmazione e la sicurezza degli approvvigionamenti in molti Paesi. Nonostante il forte calo dei prezzi alla produzione agricola quelli al consumo rimangono alti con conseguenti difficoltà per i più poveri dove resta alta l’insicurezza alimentare con circa 800 milioni di persone che soffrono la fame secondo la Fao.

Questo è anche il risultato di una grande volatilità dei prezzi influenzata da speculazioni che spesso non hanno nulla a che fare con la reale situazione di mercato, ma che impediscono la programmazione e la sicurezza degli approvvigionamenti in molti Paesi e alimentano il paradosso dell’abbondanza denunciato da Papa Francesco proprio nel suo Messaggio ad Expo.

Le speculazioni internazionali sono aggravate a livello nazionale dalle distorsioni di filiera con il risultato che i compensi degli agricoltori sono tornati ai livelli di 30 anni fa, a causa delle manovre di chi fa acquisti speculativi sui mercati esteri di grano da "spacciare" come pasta o pane Made in Italy.