Enogastronomia come chiave per valorizzare il turismo in Italia
Quando enogastronomia, turismo e arte si combinano in un’offerta integrata la proposta è dirompente. Alla Bit due convegni hanno analizzato questa domanda in aumento: il 93% dei turisti è attratto dal food and beverage
Vino e birra per valorizzare il turismo in Italia. Punti forza emersi in modo netto alla recente edizione di Bit a Milano. Il tema di fondo, sviluppato in due convegni organizzati da Roberta Garibaldi, è stata la consapevolezza che la migliore ricetta per lo sviluppo del nostro Paese è abbinare enogastronomia, turismo e arte. E quando tutto questo si combina in un’offerta integrata la proposta è dirompente.

I dati parlano chiaro: i turisti enogastronomici sono in forte crescita, il 93% dei turisti vuole vivere esperienze enogastronomiche memorabili in un viaggio, il 49% è spinto da ragioni legate all’enogastronomia e l’84% dei turisti enogastronomici abbina esperienze culturali nel corso della sua vacanza (World Food Travel Association, 2016).
Ne consegue che le cantine di design, luoghi di produzione che diventano “d’autore” perché progettati da architetti di fama nazionale e internazionale, le cantine con opere di arte, quasi dei musei, eventi e festival enogastronomici con performance musicali o artistiche, musei del cibo e del vino, le dimore d’epoca e gli edifici storici sono apprezzatissimi dai turisti internazionali. I 65mila visitatori all’anno di Castello Banfi a Montalcino (Si), i 35mila di Ceretto ad Alba (Cn) sono esempio di come un’offerta integrata tra enogastronomia e ospitalità abbia un effetto attrattivo eclatante verso il pubblico.

L’apertura al turismo implica inoltre la nascita di nuove figure professionali come il responsabile dell’accoglienza, sempre più diffuso in queste realtà, e richiede nuove competenze come la conoscenza delle lingue straniere, la capacità di narrare le storie e le tradizioni, il conoscere le dinamiche del mercato turistico e dell’intermediazione. Un mercato e un approccio diverso da quello che caratterizza le vendite di vino, nell’ottica di una diversificazione delle proposte di visita e degustazione.
Ma anche il turismo birrario è un settore in forte crescita e può rappresentare un’importante risorsa non solo per il futuro della birra, ma della promozione dei territori. I nuovi dati della ricerca condotta dalla World Food Travel Association parlano chiaro: il 24% dei turisti intervistati è stato un turista della birra. Il 16% mostra inoltre interesse a partecipare a un festival della birra, il 14% ha visitato un birrificio o percorso una strada della birra. L’interesse verso la birra è indice e conseguenza di un’accresciuta attrazione verso questa bevanda, in particolar modo verso le produzioni artigianali, sempre più apprezzate dal pubblico.

L’Italia è il quinto Paese in Europa per numero di microbirrifici, dopo Regno Unito, Germania, Francia e Svizzera. Il nostro mercato brassicolo vanta ben 674 siti produttivi, di cui 529 microbirrifici e 145 brew pub (report Assobirra, 2016). Un patrimonio di aziende con un enorme potenziale tutto ancora da esprimere per quello che riguarda l'offerta turistica in Italia. Si tratta di un segmento che ha acquisito una propria rilevanza e richiede dunque un’offerta che possa soddisfare le proprie esigenze.
Degustazioni di produzioni artigianali, visite guidate a birrifici o musei a tema (lo spazio Guinness a Dublino accoglie più di un milione di visitatori l’anno), alloggiare in hotel a tema sono solo alcune delle esperienze che i turisti vogliono provare. E sono proprio i birrifici artigianali quelli che interessano sempre più persone, con le birre locali degustate dal 57% dei turisti in almeno metà dei loro viaggi.

I dati parlano chiaro: i turisti enogastronomici sono in forte crescita, il 93% dei turisti vuole vivere esperienze enogastronomiche memorabili in un viaggio, il 49% è spinto da ragioni legate all’enogastronomia e l’84% dei turisti enogastronomici abbina esperienze culturali nel corso della sua vacanza (World Food Travel Association, 2016).
Ne consegue che le cantine di design, luoghi di produzione che diventano “d’autore” perché progettati da architetti di fama nazionale e internazionale, le cantine con opere di arte, quasi dei musei, eventi e festival enogastronomici con performance musicali o artistiche, musei del cibo e del vino, le dimore d’epoca e gli edifici storici sono apprezzatissimi dai turisti internazionali. I 65mila visitatori all’anno di Castello Banfi a Montalcino (Si), i 35mila di Ceretto ad Alba (Cn) sono esempio di come un’offerta integrata tra enogastronomia e ospitalità abbia un effetto attrattivo eclatante verso il pubblico.

Roberta Garibaldi (foto: Nicola Impallomeni)
L’apertura al turismo implica inoltre la nascita di nuove figure professionali come il responsabile dell’accoglienza, sempre più diffuso in queste realtà, e richiede nuove competenze come la conoscenza delle lingue straniere, la capacità di narrare le storie e le tradizioni, il conoscere le dinamiche del mercato turistico e dell’intermediazione. Un mercato e un approccio diverso da quello che caratterizza le vendite di vino, nell’ottica di una diversificazione delle proposte di visita e degustazione.
Ma anche il turismo birrario è un settore in forte crescita e può rappresentare un’importante risorsa non solo per il futuro della birra, ma della promozione dei territori. I nuovi dati della ricerca condotta dalla World Food Travel Association parlano chiaro: il 24% dei turisti intervistati è stato un turista della birra. Il 16% mostra inoltre interesse a partecipare a un festival della birra, il 14% ha visitato un birrificio o percorso una strada della birra. L’interesse verso la birra è indice e conseguenza di un’accresciuta attrazione verso questa bevanda, in particolar modo verso le produzioni artigianali, sempre più apprezzate dal pubblico.

L’Italia è il quinto Paese in Europa per numero di microbirrifici, dopo Regno Unito, Germania, Francia e Svizzera. Il nostro mercato brassicolo vanta ben 674 siti produttivi, di cui 529 microbirrifici e 145 brew pub (report Assobirra, 2016). Un patrimonio di aziende con un enorme potenziale tutto ancora da esprimere per quello che riguarda l'offerta turistica in Italia. Si tratta di un segmento che ha acquisito una propria rilevanza e richiede dunque un’offerta che possa soddisfare le proprie esigenze.
Degustazioni di produzioni artigianali, visite guidate a birrifici o musei a tema (lo spazio Guinness a Dublino accoglie più di un milione di visitatori l’anno), alloggiare in hotel a tema sono solo alcune delle esperienze che i turisti vogliono provare. E sono proprio i birrifici artigianali quelli che interessano sempre più persone, con le birre locali degustate dal 57% dei turisti in almeno metà dei loro viaggi.


