Gelo improvviso, coltivazioni in ginocchio. E tra le vigne si accendono falò
Le temperature a picco di questi giorni stanno mandando in crisi i coltivatori. Quelli che curano i vigneti recuperano una tradizionale tecnica che consiste nell’accendere fuochi controllati per alzare la temperatura
Doccia ghiacciata per l’agricoltura in generale, colpite le piante da frutto, vite, ulivi, agrumi, ma anche le colture orticole a pieno campo e il miele primaverile. Il cambiamento climatico sta determinando un generale aumento delle temperature invernali, una riduzione del numero di giorni con gelo, di conseguenza un anticipo della ripresa vegetativa. Nell’ultimo decennio abbiamo registrato un incremento delle gelate primaverili che hanno interessato in modo saltuario la nostra penisola, un rischio climatico con il quale l’agricoltura convive da sempre soprattutto con l’introduzione di cultivar sempre più precoci per anticipare la richiesta del mercato.

Da sempre i contadini difendono il frutto del loro lavoro lottando anche contro il freddo improvviso con pratiche che non sono state mai dimenticate come l’accensione di fuochi controllati tra i filari, per cercare di aumentare la temperatura tra le viti. Si tratta di una tecnica antica e spettacolare, come possiamo vedere dalle fotografie della azienda Venica&Venica. Oggi i bracieri alimentati dalla paglia e dai residui di potatura sono stati sostituiti da fiaccole con cera vegetale, ma la disperazione per vedere compromesso il raccolto di una stagione è lo stesso.
Meno spettacolare la difesa con l’apertura dei teli antigrandine per limitare il raffreddamento da irraggiamento, quando si registra assenza di vento e cielo sereno. E sono pochi quelli che credono nel vantaggio assicurativo. Abbiamo raccolto da più parti le prime impressioni del repentino abbassamento della temperatura di queste ultime notti. Un danno con distribuzione a macchia di leopardo, soprattutto compromessi i vigneti di pianura, dipende dalla sensibilità al gelo differente da pianta a pianta, dallo stadio vegetativo e della tipologia di evento. Bisognerà vedere come reagiranno le piante per fare un’analisi più approfondita. In alcune zone d’Italia si stima una perdita tra il 60% e 70%, migliore in altre, come nelle Langhe grazie alla posizione collinare dei vigneti.

A livello mondiale i danni in agricoltura determinati dalle gelate sono ingenti ed hanno determinato una spinta alla ricerca per sistemi per la riduzione del danno. In Trentino Alto Adige viene utilizzata la difesa antibrina con irrigazione soprachioma. In Francia, dove questi fenomeni sono più frequenti, vengono utilizzati ventilatori antibrina; negli Usa anche i “frost fighter” (come li ha battezzati una rivista americana) ovvero elicotteri che volando sopra i vigneti spingono aria calda dall’alto.

Da sempre i contadini difendono il frutto del loro lavoro lottando anche contro il freddo improvviso con pratiche che non sono state mai dimenticate come l’accensione di fuochi controllati tra i filari, per cercare di aumentare la temperatura tra le viti. Si tratta di una tecnica antica e spettacolare, come possiamo vedere dalle fotografie della azienda Venica&Venica. Oggi i bracieri alimentati dalla paglia e dai residui di potatura sono stati sostituiti da fiaccole con cera vegetale, ma la disperazione per vedere compromesso il raccolto di una stagione è lo stesso.
Meno spettacolare la difesa con l’apertura dei teli antigrandine per limitare il raffreddamento da irraggiamento, quando si registra assenza di vento e cielo sereno. E sono pochi quelli che credono nel vantaggio assicurativo. Abbiamo raccolto da più parti le prime impressioni del repentino abbassamento della temperatura di queste ultime notti. Un danno con distribuzione a macchia di leopardo, soprattutto compromessi i vigneti di pianura, dipende dalla sensibilità al gelo differente da pianta a pianta, dallo stadio vegetativo e della tipologia di evento. Bisognerà vedere come reagiranno le piante per fare un’analisi più approfondita. In alcune zone d’Italia si stima una perdita tra il 60% e 70%, migliore in altre, come nelle Langhe grazie alla posizione collinare dei vigneti.

A livello mondiale i danni in agricoltura determinati dalle gelate sono ingenti ed hanno determinato una spinta alla ricerca per sistemi per la riduzione del danno. In Trentino Alto Adige viene utilizzata la difesa antibrina con irrigazione soprachioma. In Francia, dove questi fenomeni sono più frequenti, vengono utilizzati ventilatori antibrina; negli Usa anche i “frost fighter” (come li ha battezzati una rivista americana) ovvero elicotteri che volando sopra i vigneti spingono aria calda dall’alto.


