Fondazione Merz, l'arte come incontro. Nel 2017, mostre da New York a Palermo
La Fondazione Merz non come semplice luogo di esposizione, ma di creazione: così lo intende la presidente Beatrice Merz, che per il 2017 ha previsto mostre dagli Usa all'Italia. A queste si aggiunge il Mario Merz Prize
Numerosi e importanti gli appuntamenti della Fondazione Merz per il 2017, un calendario fitto di tappe sia italiane che nel resto del mondo, con principi nuovi e stimolanti di supporto e promozione dell'arte. «Una fase diversa e nuova della vita», sono le parole usate dalla presidente Beatrice Merz, che ha continuato: «La Fondazione Merz dopo il restauro e l’apertura della sede, un edificio che affonda radici profonde nel cuore industriale della vecchia Torino, dopo la “lunghissima domenica” di dieci intensi anni di attività, mostre, concerti, incontri, apre una fase nuova della propria vita».

Il luogo delle opere, passato da essere “casa dell’artista” a “casa per gli artisti”, ha inevitabilmente maturato il proprio ruolo “nato da un impulso di sopravvivenza” e si è resa attrice consapevole e presente di nuove opportunità: programmi che vedranno la luce oltre che a Torino in altre città e altri luoghi. La Fondazione, nata e sviluppatasi in aperto contrasto al concetto di arte come monumento, ossia immagine della memoria, potente ma statica, interpreta oggi il proprio ruolo di centrale energetica dell’arte uscendo dai propri confini.
A partire dal concetto di fondazione così come inteso dalla cultura contemporanea, ma anche da quanto derivato dalla storia ed evoluzione dell’istituzione come luogo e significato, non possiamo immaginare questo uno spazio fisico e mentale come “chiuso”.
La Fondazione riconosce e interpreta, attraverso la propria personalità, l’urgenza dell’uscita, dell’incontro e della partecipazione. Il primo ruolo giocato in questa nuova fase è stato la nascita del Mario Merz Prize, primo disegno oltre la Fondazione stessa, secondo punto sul quale costruire la prima delle linee, la prima di molte traiettorie lanciate a freccia verso più obiettivi.
Tutto ciò ha determinato il recupero di una storia nella vicenda di vita di Mario Merz, di famigliarità tra l’Italia e la Svizzera, insieme luoghi di origine e di creazione, elementi binari coerenti e dinamici, direzionali e programmatici, di un’unica narrazione presente e in evoluzione. Due punti determinano una linea, un potenziale vettore, la grafica di una vocazione al confronto e al movimento.
La Fondazione Merz da semplice luogo espositivo si trasforma così in complessa piattaforma creativa. Ed è sulla base di questa sintesi programmatica che abbiamo costruito il palinsesto di quest’anno, volendo far convergere il rapporto con il territorio con il dialogo verso l’esterno, mantenendo ferma l’attenzione verso l’attualità attraverso la vocazione alla permeabilità costruitasi nel tempo.
La mostra
Marisa Merz. The sky is a great place
New York, Metropolitan Museum
24 gennaio – 7 maggio 2017 New York, Metropolitan Museum
4 giugno – 4 settembre 2017 Los Angeles, Hammer Museum
Mostre a cura di Ian Alteveer e Connie Butler
La Fondazione Merz è in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York e con l’Hammer Museum di Los Angeles in occasione della retrospettiva Marisa Merz: the sky is a great place. Marisa Merz: the Sky is a great place è la prima grande mostra che musei americani dedicano all’artista ed è curata da Connie Butler, Capo Curatore, Hammer Museum e Ian Alteveer, Associate Curatore, dipartimento di Arte moderna e contemporanea, Metropolitan Museum of Art.

L’esposizione presenta circa un centinaio di opere, tra sculture, pitture e installazioni, realizzate nel corso di cinque decenni che esprimono il carattere intimo e visionario della poetica di Marisa Merz.
La Fondazione Merz ha contribuito attivamente alla realizzazione della mostra prestando, insieme all’artista, numerose opere alcune delle quali visibili al pubblico per la prima volta. Ha inoltre fornito un importante apporto scientifico, raccogliendo tra l’altro materiale documentativo fondamentale alla stesura del catalogo. Infine insieme ai curatori ha redatto la più aggiornata e completa bio-bibliografia.
Per questo progetto la Fondazione Merz è stata sostenuta da Lavazza, con cui si è avviata da quest’anno una partnership triennale che prevede l’impegno da parte dell’azienda leader nel mercato del caffè a supportare le attività internazionali della fondazione.
Sarà poi la volta di Palermo e di Torino con due diverse iniziative:
Punte brillanti di lance
Progetto di mostre e eventi
Palermo, sedi diverse: Chiesa dei S.S. Euno e Giuliano, Palazzo Branciforte, Museo Archeologico Regionale A. Salinas, via Bara all’Olivella e altre.
10 febbraio 2017 - dicembre 2018
In collaborazione con la Città di Palermo, Fondazione Sicilia e Museo archeologico regionale A. Salinas
In occasione del programma di accoglienza culturale che si svolgerà a Palermo nella prospettiva della prossima edizione di Manifesta 12 nel 2018, la Fondazione Merz offre la propria partecipazione, forte di una convinta adesione ai temi portanti dei progetti proposti dall’assessorato alla Cultura della città.
Il ciclo di mostre, incontri e performances nasce dall’incontro tra la Fondazione Merz e la Sicilia. Si sviluppa grazie alle suggestioni della sua terra e dei suoi popoli e si confronta con la riflessione contemporanea sulla natura migrante della cultura e con le tracce lasciate sul territorio.
Il progetto si è aperto il 10 febbraio 2017 con l’inaugurazione di un evento espositivo curato da Beatrice Merz e Laura Barreca dedicato all’artista egiziano Wael Shawky, vincitore della prima edizione del Mario Merz Prize, a Palazzo Branciforte, storico ed antico edificio nobiliare ora sede della Fondazione Sicilia, partner del progetto, nelle sale che già ospitarono i depositi dei pegni l’antico istituto del Monte di Pietà.
I successivi appuntamenti si svolgeranno a partire da aprile 2017 con la presentazione dell’opera Pittore in Africa di Mario Merz, una traccia storica della prima metà degli anni Ottanta, ospitata all’interno del Museo archeologico regionale Antonio Salina e sempre in collaborazione con quest’ultimo l’avvio del progetto a scala urbana La Via di Merz. La Via di Merz vuole essere un luogo di incontro tra l’antico e il contemporaneo, con l’installazione di opere d’arte a cura della Fondazione Merz, e collocate sulla strada che collega il Museo Archeologico Regionale A. Salinas a Palazzo Branciforte (via Bara all’Olivella) sede della Fondazione Sicilia. Il progetto Punte brillanti di lance proseguirà sino a dicembre 2018 in concomitanza con Manifesta 12.
La mostra
Mario Merz Prize. I finalisti (2ª edizione)
Francesco Arena, Petrit Halilaj, Gili Lavy, Shahryar Nashat, Suha Traboulsi
Torino, Fondazione Merz
8 marzo - 21 maggio 2017
Mostra a cura di Beatrice Merz
Francesco Arena (Torre Santa Susanna, Brindisi 1978), Petrit Halilaj (Kostërrc, Skenderaj-Kosovo 1986), Gili Lavy (Gerusalemme 1987), Shahryar Nashat (Ginevra, 1975) e Suha Traboulsi (Freetown, Sierra Leone 1969) sono gli artisti scelti dalla giuria composta da Marisa Merz (artista), Nicholas Cullinan (Direttore della National Portrait Gallery, Londra) e Claudia Gioia (curatrice indipendente).
Il progetto espositivo, curato da Beatrice Merz raccoglie lavori di ciascun autore, scelti tra i più significativi del loro percorso artistico. Il pubblico potrà esprimere la propria preferenza visitando la mostra o collegandosi al sito web (mariomerzprize.org) per valutare i progetti degli artisti.
Al voto del pubblico si aggiungerà il responso della giuria composta da Manuel Borja-Villel (direttore del museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid), Lawrence Weiner (artista), Massimiliano Gioni (direttore artistico New Museum, New York - direttore artistico Fondazione Trussardi, Milano) e Beatrice Merz. Al vincitore sarà commissionata una produzione per una mostra personale itinerante in sedi museali a Torino e in Svizzera.
Per informazioni: fondazionemerz.org

Il luogo delle opere, passato da essere “casa dell’artista” a “casa per gli artisti”, ha inevitabilmente maturato il proprio ruolo “nato da un impulso di sopravvivenza” e si è resa attrice consapevole e presente di nuove opportunità: programmi che vedranno la luce oltre che a Torino in altre città e altri luoghi. La Fondazione, nata e sviluppatasi in aperto contrasto al concetto di arte come monumento, ossia immagine della memoria, potente ma statica, interpreta oggi il proprio ruolo di centrale energetica dell’arte uscendo dai propri confini.
A partire dal concetto di fondazione così come inteso dalla cultura contemporanea, ma anche da quanto derivato dalla storia ed evoluzione dell’istituzione come luogo e significato, non possiamo immaginare questo uno spazio fisico e mentale come “chiuso”.
La Fondazione riconosce e interpreta, attraverso la propria personalità, l’urgenza dell’uscita, dell’incontro e della partecipazione. Il primo ruolo giocato in questa nuova fase è stato la nascita del Mario Merz Prize, primo disegno oltre la Fondazione stessa, secondo punto sul quale costruire la prima delle linee, la prima di molte traiettorie lanciate a freccia verso più obiettivi.
Tutto ciò ha determinato il recupero di una storia nella vicenda di vita di Mario Merz, di famigliarità tra l’Italia e la Svizzera, insieme luoghi di origine e di creazione, elementi binari coerenti e dinamici, direzionali e programmatici, di un’unica narrazione presente e in evoluzione. Due punti determinano una linea, un potenziale vettore, la grafica di una vocazione al confronto e al movimento.
La Fondazione Merz da semplice luogo espositivo si trasforma così in complessa piattaforma creativa. Ed è sulla base di questa sintesi programmatica che abbiamo costruito il palinsesto di quest’anno, volendo far convergere il rapporto con il territorio con il dialogo verso l’esterno, mantenendo ferma l’attenzione verso l’attualità attraverso la vocazione alla permeabilità costruitasi nel tempo.
La mostra
Marisa Merz. The sky is a great place
New York, Metropolitan Museum
24 gennaio – 7 maggio 2017 New York, Metropolitan Museum
4 giugno – 4 settembre 2017 Los Angeles, Hammer Museum
Mostre a cura di Ian Alteveer e Connie Butler
La Fondazione Merz è in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York e con l’Hammer Museum di Los Angeles in occasione della retrospettiva Marisa Merz: the sky is a great place. Marisa Merz: the Sky is a great place è la prima grande mostra che musei americani dedicano all’artista ed è curata da Connie Butler, Capo Curatore, Hammer Museum e Ian Alteveer, Associate Curatore, dipartimento di Arte moderna e contemporanea, Metropolitan Museum of Art.

L’esposizione presenta circa un centinaio di opere, tra sculture, pitture e installazioni, realizzate nel corso di cinque decenni che esprimono il carattere intimo e visionario della poetica di Marisa Merz.
La Fondazione Merz ha contribuito attivamente alla realizzazione della mostra prestando, insieme all’artista, numerose opere alcune delle quali visibili al pubblico per la prima volta. Ha inoltre fornito un importante apporto scientifico, raccogliendo tra l’altro materiale documentativo fondamentale alla stesura del catalogo. Infine insieme ai curatori ha redatto la più aggiornata e completa bio-bibliografia.
Per questo progetto la Fondazione Merz è stata sostenuta da Lavazza, con cui si è avviata da quest’anno una partnership triennale che prevede l’impegno da parte dell’azienda leader nel mercato del caffè a supportare le attività internazionali della fondazione.
Sarà poi la volta di Palermo e di Torino con due diverse iniziative:
Punte brillanti di lance
Progetto di mostre e eventi
Palermo, sedi diverse: Chiesa dei S.S. Euno e Giuliano, Palazzo Branciforte, Museo Archeologico Regionale A. Salinas, via Bara all’Olivella e altre.
10 febbraio 2017 - dicembre 2018
In collaborazione con la Città di Palermo, Fondazione Sicilia e Museo archeologico regionale A. Salinas
In occasione del programma di accoglienza culturale che si svolgerà a Palermo nella prospettiva della prossima edizione di Manifesta 12 nel 2018, la Fondazione Merz offre la propria partecipazione, forte di una convinta adesione ai temi portanti dei progetti proposti dall’assessorato alla Cultura della città.
Il ciclo di mostre, incontri e performances nasce dall’incontro tra la Fondazione Merz e la Sicilia. Si sviluppa grazie alle suggestioni della sua terra e dei suoi popoli e si confronta con la riflessione contemporanea sulla natura migrante della cultura e con le tracce lasciate sul territorio.
Il progetto si è aperto il 10 febbraio 2017 con l’inaugurazione di un evento espositivo curato da Beatrice Merz e Laura Barreca dedicato all’artista egiziano Wael Shawky, vincitore della prima edizione del Mario Merz Prize, a Palazzo Branciforte, storico ed antico edificio nobiliare ora sede della Fondazione Sicilia, partner del progetto, nelle sale che già ospitarono i depositi dei pegni l’antico istituto del Monte di Pietà.
I successivi appuntamenti si svolgeranno a partire da aprile 2017 con la presentazione dell’opera Pittore in Africa di Mario Merz, una traccia storica della prima metà degli anni Ottanta, ospitata all’interno del Museo archeologico regionale Antonio Salina e sempre in collaborazione con quest’ultimo l’avvio del progetto a scala urbana La Via di Merz. La Via di Merz vuole essere un luogo di incontro tra l’antico e il contemporaneo, con l’installazione di opere d’arte a cura della Fondazione Merz, e collocate sulla strada che collega il Museo Archeologico Regionale A. Salinas a Palazzo Branciforte (via Bara all’Olivella) sede della Fondazione Sicilia. Il progetto Punte brillanti di lance proseguirà sino a dicembre 2018 in concomitanza con Manifesta 12.
La mostra
Mario Merz Prize. I finalisti (2ª edizione)
Francesco Arena, Petrit Halilaj, Gili Lavy, Shahryar Nashat, Suha Traboulsi
Torino, Fondazione Merz
8 marzo - 21 maggio 2017
Mostra a cura di Beatrice Merz
Francesco Arena (Torre Santa Susanna, Brindisi 1978), Petrit Halilaj (Kostërrc, Skenderaj-Kosovo 1986), Gili Lavy (Gerusalemme 1987), Shahryar Nashat (Ginevra, 1975) e Suha Traboulsi (Freetown, Sierra Leone 1969) sono gli artisti scelti dalla giuria composta da Marisa Merz (artista), Nicholas Cullinan (Direttore della National Portrait Gallery, Londra) e Claudia Gioia (curatrice indipendente).
Il progetto espositivo, curato da Beatrice Merz raccoglie lavori di ciascun autore, scelti tra i più significativi del loro percorso artistico. Il pubblico potrà esprimere la propria preferenza visitando la mostra o collegandosi al sito web (mariomerzprize.org) per valutare i progetti degli artisti.
Al voto del pubblico si aggiungerà il responso della giuria composta da Manuel Borja-Villel (direttore del museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid), Lawrence Weiner (artista), Massimiliano Gioni (direttore artistico New Museum, New York - direttore artistico Fondazione Trussardi, Milano) e Beatrice Merz. Al vincitore sarà commissionata una produzione per una mostra personale itinerante in sedi museali a Torino e in Svizzera.
Per informazioni: fondazionemerz.org

