Il rischio da combattere, quindi, è un consumo del suolo insostenibile, ovvero la sua copertura con cemento o asfalto in modo incontrollato. In Italia, secondo dati Ispra, il consumo di suolo procede a un ritmo di 3 metri quadrati al secondo.

(Giornata del suolo, l'agricoltura soffre Il 7,6% dell'Italia è cementificato)

Il tema della giornata di quest'anno è La cura del pianeta parte dalla terra. «Nonostante il ruolo essenziale che il suolo gioca sui mezzi di sussistenza umani - si legge sul sito della Fao - c'è un aumento su scala mondiale del degrado delle risorse del suolo, a causa di pratiche di gestione inappropriate, con la pressione demografica che causa una pressione insostenibile e una governance inadeguata su questa risorsa essenziale».

A livelo europeo, la rete People 4 Soil, costituita da ong ambientaliste, istituti di ricerca e associazioni di agricoltori, ha raccolto ben 212mila firme per una petizione alla Commissione europea che chiede di istituire e sviluppare un quadro giuridico vincolante per la tutela del suolo, fissando principi e regole da rispettare da parte di ciascuno Stato membro. Solo in Italia le firme raccolte sono state 82.226.

Le ong ambientaliste chiedono al Parlamento italiano di varare la legge per il contenimento del consumo di suolo e per la difesa delle aree agricole, già approvata dalla Camera nel maggio 2016 e ferma da più di 500 giorni in Senato. Al 2016 secondo l'Ispra risultano cementificati oltre 23mila chilometri quadrati (pari a Campania, Molise e Liguria messe insieme), il 7,6% del territorio nazionale.

Sferra una lancia in favore di questo argomento anche Coldiretti, che in occasione della Giornata del suolo fa notare che il suo consumo fa perdere alla produzione agricola ben 400 milioni di euro l'anno. La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini. Senza considerare i cambiamenti climatici, con precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d'acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Il risultato, secondo la Coldiretti, è che sono saliti a 7.145 i comuni italiani, ovvero l’88,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra.

Sempre approfondendo questi dati, da fonti Coldiretti e Ispra, l'ultima generazione è responsabile della perdita in Italia di oltre un quarto della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell'abbandono provati da un modello di sviluppo sbagliato.