Bergamo tutela il decoro dei borghi. No a bazar, gelaterie e fast food
Regione Lombardia scende in campo per tutelare le aree con valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico. Tra queste c’è Bergamo Alta, dove non apriranno più gelaterie, fast food o pizzerie senza posti a sedere
Il documento indica con precisione quali attività potranno aprire tra i vicoli di Città Alta e quali no. La lista è piuttosto lunga e intricata: non potranno aprire neanche gelaterie, sexy shop, rosticcerie, tavole calde, paninoteche, bazar non alimentarie e attività che propongono chincaglierie col chiaro intento di preservare il decoro di quello che rappresenta una delle maggiori attrazioni turistiche per la città che, per altro, si prepara a sfruttare la nomina delle Mura a Patrimonio Unesco.

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha fatto sapere che si tratta di interventi di tutela che vengono attuati in via sperimentale per un anno e mezzo, ma l’intenzione è quella di confermarli a tempo indeterminato. Le regole, inoltre, entreranno in vigore entro la fine del 2017 dopo che il Consiglio Comunale avrà votato favorevolmente.
Città Alta tuttavia non è il solo Borgo che viene toccato dal documento, perché anche i commercianti di Borgo Pignolo, Santa Caterina e Borgo Palazzo dovranno rispettare alcune norme. In particolare le indicazioni riguardano le vetrine dei negozi che dovranno inserirsi in modo consono al contesto architettonico e artistico del luogo in cui si trovano.
Nei borghi, gli interni dei negozi dovranno anche essere illuminati in modo da non alterare le condizioni dello spazio pubblico circostante. I proprietari di locali sfitti hanno invece l’obbligo di oscurare le vetrine con modalità e materiali tali da rispettare il decoro estetico dell’edificio. Non potranno essere affissi sulle vetrine manifesti, volantini e avvisi vari. Unica eccezione: le comunicazioni per spiegare che l’attività commerciale si è trasferita oppure per dire che il locale è in vendita o in affitto. Le vetrine, poi, devono essere utilizzate per la loro funzione originaria di esposizione: non possono essere oscurate da pannelli o pellicole coprenti e sulle vetrine non vanno appoggiate scaffalature per lo stoccaggio delle merci.

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha fatto sapere che si tratta di interventi di tutela che vengono attuati in via sperimentale per un anno e mezzo, ma l’intenzione è quella di confermarli a tempo indeterminato. Le regole, inoltre, entreranno in vigore entro la fine del 2017 dopo che il Consiglio Comunale avrà votato favorevolmente.
Città Alta tuttavia non è il solo Borgo che viene toccato dal documento, perché anche i commercianti di Borgo Pignolo, Santa Caterina e Borgo Palazzo dovranno rispettare alcune norme. In particolare le indicazioni riguardano le vetrine dei negozi che dovranno inserirsi in modo consono al contesto architettonico e artistico del luogo in cui si trovano.
Nei borghi, gli interni dei negozi dovranno anche essere illuminati in modo da non alterare le condizioni dello spazio pubblico circostante. I proprietari di locali sfitti hanno invece l’obbligo di oscurare le vetrine con modalità e materiali tali da rispettare il decoro estetico dell’edificio. Non potranno essere affissi sulle vetrine manifesti, volantini e avvisi vari. Unica eccezione: le comunicazioni per spiegare che l’attività commerciale si è trasferita oppure per dire che il locale è in vendita o in affitto. Le vetrine, poi, devono essere utilizzate per la loro funzione originaria di esposizione: non possono essere oscurate da pannelli o pellicole coprenti e sulle vetrine non vanno appoggiate scaffalature per lo stoccaggio delle merci.

