Vino, l'Italia resta indietro nell'export. In negativo in Usa, Uk e Germania
Anche se il vino italiano si appresta a chiudere l'anno in crescita (5,9 miliardi di euro in export), a brindare saranno i suoi competitor, con vendite molto più in rialzo, in alcuni casi addirittura del doppio.
Ad aver realizzato questo studio l'Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies, in collaborazione con Nomisma - Wine Monitor.

«In un quadro generale di forte crescita della domanda mondiale di vino - ha detto la ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta - l’Italia non può sorridere. Nonostante l’incremento complessivo delle vendite all’estero, che stimiamo possa aggirarsi tra il 4% e il 5%, il nostro Paese segna il passo di fronte alla velocità doppia del suo principale competitor, la Francia, e al significativo recupero dei produttori del Nuovo Mondo e della Spagna. Sul dato pesa come un macigno la crescita zero del prezzo medio all’esportazione, fermo a 2,71 euro al litro. Un elemento, questo, che la dice lunga sulla nostra debolezza commerciale».
Cresce la domanda mondiale di vino, Italia a marce ridotte
I risultati dei primi 10 mesi dell'anno nell'extra Ue (Usa, Cina, Canada, Giappone, Svizzera, Russia e Norvegia) indicano una crescita importante della domanda di vino in valore, con un incremento del 16% rispetto al 2016. A fronte di ciò il mercato europeo dei tre principali importatori (Regno Unito, Germania e Svezia) è in recessione, con Germania in testa (-1,6%).
In questo quadro generale, tra i top 5 produttori (Francia, Italia, Spagna, Australia e Nuova Zelanda) l'Italia fa peggio di tutti, complice una seconda parte dell'anno critica che sta limitando la crescita al 5,7% nei Paesi terzi e appesantendo la perdita nei 3 Paesi del vecchio continente (-2,4%), che da soli rappresentano oltre la metà della domanda europea di vino italiano. Nei 7 Paesi terzi presi in esame, che rappresentano tre quarti del mercato extra Ue, il fine anno sarà una festa per Francia e Australia, con crescite attorno al 10-12%.
Paesi importatori - l'anno dei sorpassi
Un titolo azzeccato visto e considerato il sorpasso della Francia sull'Italia nell'export negli Usa e quello della Cina sulla Germania. Ora il testa a testa è sempre tra Francia e Italia però in Canada. Una panoramica del vino italiano nel mondo: nei primi 8 mesi di quest'anno l'Italia ha infine espresso incrementi significativi in Russia (44,3%), Cina (+19,3%), Canada (+9,5%), Giappone (+6,5%) e Svizzera (+5,5%), mentre è sotto media o in negativo proprio nei suoi mercati chiave: Usa (+1,4%), Regno Unito (-4,3%) e Germania (-1,4%).
Lontano il traguardo di 7,5 miliardi
Secondo l'Osservatorio è sempre più lontano il traguardo posto due anni fa dall'ex premier Matteo Renzi e dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, di 7,5 miliardi di export entro il 2020. Secondo i calcoli, servirebbe una crescita media annua del 9% circa.

«In un quadro generale di forte crescita della domanda mondiale di vino - ha detto la ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta - l’Italia non può sorridere. Nonostante l’incremento complessivo delle vendite all’estero, che stimiamo possa aggirarsi tra il 4% e il 5%, il nostro Paese segna il passo di fronte alla velocità doppia del suo principale competitor, la Francia, e al significativo recupero dei produttori del Nuovo Mondo e della Spagna. Sul dato pesa come un macigno la crescita zero del prezzo medio all’esportazione, fermo a 2,71 euro al litro. Un elemento, questo, che la dice lunga sulla nostra debolezza commerciale».
Cresce la domanda mondiale di vino, Italia a marce ridotte
I risultati dei primi 10 mesi dell'anno nell'extra Ue (Usa, Cina, Canada, Giappone, Svizzera, Russia e Norvegia) indicano una crescita importante della domanda di vino in valore, con un incremento del 16% rispetto al 2016. A fronte di ciò il mercato europeo dei tre principali importatori (Regno Unito, Germania e Svezia) è in recessione, con Germania in testa (-1,6%).
In questo quadro generale, tra i top 5 produttori (Francia, Italia, Spagna, Australia e Nuova Zelanda) l'Italia fa peggio di tutti, complice una seconda parte dell'anno critica che sta limitando la crescita al 5,7% nei Paesi terzi e appesantendo la perdita nei 3 Paesi del vecchio continente (-2,4%), che da soli rappresentano oltre la metà della domanda europea di vino italiano. Nei 7 Paesi terzi presi in esame, che rappresentano tre quarti del mercato extra Ue, il fine anno sarà una festa per Francia e Australia, con crescite attorno al 10-12%.
Paesi importatori - l'anno dei sorpassi
Un titolo azzeccato visto e considerato il sorpasso della Francia sull'Italia nell'export negli Usa e quello della Cina sulla Germania. Ora il testa a testa è sempre tra Francia e Italia però in Canada. Una panoramica del vino italiano nel mondo: nei primi 8 mesi di quest'anno l'Italia ha infine espresso incrementi significativi in Russia (44,3%), Cina (+19,3%), Canada (+9,5%), Giappone (+6,5%) e Svizzera (+5,5%), mentre è sotto media o in negativo proprio nei suoi mercati chiave: Usa (+1,4%), Regno Unito (-4,3%) e Germania (-1,4%).
Lontano il traguardo di 7,5 miliardi
Secondo l'Osservatorio è sempre più lontano il traguardo posto due anni fa dall'ex premier Matteo Renzi e dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, di 7,5 miliardi di export entro il 2020. Secondo i calcoli, servirebbe una crescita media annua del 9% circa.
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Import di vino nei principali mercati mondiali I Paesi in esame rappresentano circa i 2/3 della domanda mondiale di vino |
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Top mercati di import |
2016 (Milioni €) |
2017* (Milioni €) |
Variazione % |
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Top 7 mercati terzi Usa, Svizzera, Canada, Cina, Giappone, Russia, Norvegia |
12.076 |
13.258 |
9,8% |
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Top 3 mercati Ue Germania, Regno Unito, Svezia |
6.882 |
6.797 |
-1,2% |
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* stime Wine Monitor |
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Fonte: Osservatorio Mkt Terzi Business Strategies - Wine Monitor |
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