Al centro di questa visione etica, solo in apparenza gastronomica, la Cittadella della Speranza di Nizza di Sicilia (Me), una struttura che si pone come punto riferimento per le famiglie con ragazzi autistici o con disabilità. Nel suo Centro diurno, la sezione a valenza terapeutica e socio-riabilitativa per adolescenti e giovani adulti con disturbo autistico, opera l’Associazione temporanea tra onlus Autismo, i cui interventi sono finalizzati all’acquisizione di competenze per il raggiungimento dei migliori risultati possibili di autonomia personale, di interazione sociale e di inserimento nel mondo del lavoro.

(La buona tavola, nasce un progetto sociale dedicato ai ragazzi autistici)

Se l’obiettivo è raggiungere un’inclusione sociale consolidata e non sporadica, ogni strada è praticabile. Così ha fatto la Cittadella della Speranza. E per donare una connotazione ancor più genuina e vitale al proprio percorso ha promosso tramite l’associazione Autismo il progetto “La buona tavola”. «È stato sviluppato con l'intento di dare sia ascolto ai bisogni impliciti dei nostri ragazzi ''speciali'', come sentirsi parte della società, inclusi al 100%, sia per dare possibilità di espressione alle loro abilità - ha spiegato Danilo Rizzo, collaboratore della struttura - il progetto può essere considerato non solo un’occasione di inclusione sociale ma anche un modello replicabile per la creazione della coscienza civica, apertura e accettazione dell'altro, ognuno con le proprie peculiarità».

Il progetto ha avuto la durata di un anno ed è stato suddiviso in tre fasi. Il percorso è iniziato con la preparazione di varie ricette presso il Centro diurno insieme al cuoco del ristorante O’ Geusu di Sant’Alessio Siculo (Me), training di grande efficacia nel fornire gli elementi formativi dell’arte culinaria ai ragazzi. Il secondo momento è stato un vero e proprio stage operativo presso il ristorante, che li ha visti impegnati nella preparazione dei piatti per la clientela. Per concludere il percorso, lasciando un segno nello spazio oltre che nel tempo, tutte le ricette preparate in questi mesi sono state raccolte in un ricettario articolato in antipasti, primi, secondi, dolci, pane e focaccia. In aggiunta, 4 ricette consigliate dagli autori. Al ricettario è stato allegato un cd come supporto per la preparazione dei piatti con immagini per singolo passaggio.

(La buona tavola, nasce un progetto sociale dedicato ai ragazzi autistici)

In parallelo alla realizzazione del libro, nel laboratorio di falegnameria della Cittadella i ragazzi, coadiuvati da artigiani, hanno realizzato un cofanetto in legno per custodire il ricettario che, singolo o abbinato al cofanetto, viene distribuito in diverse librerie dalla casa editrice Edas di Messina. Il ricavato sarà riutilizzato per un secondo progetto di inclusione sociale che partirà il prossimo gennaio. Confermato lo stage presso una struttura ristorativa. Tradizione e Turismo sarà il tema da sviluppare nel 2018.

«L’elaborazione di questi progetti - ha tenuto a puntualizzare Rizzo - non va ad arricchire solo i ragazzi, ma anche ognuno di noi andando a scoprire l'altro, a capire che siamo tutti diversi ma in fondo tutti uguali, a vincere insieme vedendoli sorridere, sereni, contenti e tornare dallo stage soddisfatti di essere stati utili, increduli che ciò che hanno preparato venga poi cucinato per altri. Il progetto ''La buona tavola'' è nato e continua per tutti questi motivi».

Per informazioni: www.cittadelladellasperanza.it