Bergamo, un film sulla vita di alpeggio in rassegna al Festival del Pastoralismo
Sabato 11 novembre presso la Porta Sant’Agostino di Bergamo viene proiettato con ingresso libero “Sorgenti del burro”, film di Manuele Cecconello del 2017 in cartellone nell’ambito del Festival del Pastoralismo
«Ho girato questo film per immergermi nel flusso bianco del latte. Ho visto sgorgare il lavoro della montagna da mani sicure e senza sosta. Ho atteso il tempo lungo dell’acqua, delle pietre, del pascolo. Mi sono messo in risonanza con l’habitat che mi ha accolto e ne ho restituito la mia impressione. Ho riconosciuto me stesso nei rivoli d’acqua che solcano i pascoli», spiega Manuele Cecconello.

La sua opera racconta di una madre e di sua figlia in un alpeggio del Piemonte Orientale a 1.400 metri di altezza, circondate dai loro animali, dai pascoli e dalla forza delle rocce alpine. Il giorno comincia con la raccolta della panna, la pulizia della stalla, la produzione del burro artigianale presidio Slow-food. Durante il lungo pomeriggio di giugno la figlia pascola gli animali sull’erba alta, la madre lavora il latte e trae il sostentamento della famiglia. La nuova mungitura assicura il viatico per il giorno dopo.
Formatosi ai linguaggi della sperimentazione, Manuele Cecconello si sa accostare con rara sensibilità e rispetto a questi mondi “arcaici”. Li sa descrivere utilizzando tecniche anche d’avanguardia poco consuete per un genere trattato sempre con i moduli del documentarismo “etnografico” dolciastro. Al film è associato, come per “Sentire l’aria”, storia di un ragazzo che intraprende la vita del pastore, un libro fotografico con gli scatti di Andrea Taglier.

La sua opera racconta di una madre e di sua figlia in un alpeggio del Piemonte Orientale a 1.400 metri di altezza, circondate dai loro animali, dai pascoli e dalla forza delle rocce alpine. Il giorno comincia con la raccolta della panna, la pulizia della stalla, la produzione del burro artigianale presidio Slow-food. Durante il lungo pomeriggio di giugno la figlia pascola gli animali sull’erba alta, la madre lavora il latte e trae il sostentamento della famiglia. La nuova mungitura assicura il viatico per il giorno dopo.
Formatosi ai linguaggi della sperimentazione, Manuele Cecconello si sa accostare con rara sensibilità e rispetto a questi mondi “arcaici”. Li sa descrivere utilizzando tecniche anche d’avanguardia poco consuete per un genere trattato sempre con i moduli del documentarismo “etnografico” dolciastro. Al film è associato, come per “Sentire l’aria”, storia di un ragazzo che intraprende la vita del pastore, un libro fotografico con gli scatti di Andrea Taglier.

