A Giaveno si punta sul fungo porcino per lo sviluppo economico del territorio
A Giaveno (To) è nata l’Associazione per la valorizzazione e la tutela del fungo, da un sogno di Enrico Maria Rosso, con l’obiettivo fare di questo comune della Val Sangone la capitale mondiale del fungo
Il mercato globale ha un valore complessivo di alcuni miliardi. Enrico Maria Rosso è rappresentante delle Camere di commercio americane in Piemonte ed ora anche presidente dell’associazione. Sicuramente un percorso lungo e difficile che prende vita da un progetto più articolato, quello di sviluppare l’economia del territorio partendo dal suo prodotto simbolo, di valorizzare i territori montani con il recupero di antiche borgate abbandonate e soprattutto riqualificare i boschi per prevenire incendi come quelli che hanno devastato ampie zone del Piemonte.

Primo passo una cena dal titolo “Sua Maestà il fungo porcino”, un evento benefico ospitato nelle Cascine Versino dove sono stati raccolti 20mila euro in favore della Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro ed un’asta internazionale in collegamento con il ristorante San Carlo New York, sette cesti di funghi, per seguire l'esempio delle Langhe con il tartufo. Nella valorizzazione delle eccellenze del territorio sono stati coinvolti due cuochi d’eccezione, primi Ambasciatori del fungo porcino di Giaveno e delle Valli del Sangone. Davide Scabin (Combal.zero) e Matteo Baronetto (Ristorante Al Cambio) in collaborazione con cinque colleghi del territorio: Giuseppe Romeo titolare della Trattoria della Buffa, Enzo Raimondi titolare del Ristorante Caffè del Commercio, Felisiano Bonocore titolare de La Locanda di Felisiano, Franco Giacomino de La Betulla e Pasquale Pirrotta del Bon Bocon.
Un’annata poco favorevole alla raccolta dei funghi, colpa della siccità, ma Enrico Maria Rossi, presidente dell’Associazione, non si scoraggia. «Il nostro obiettivo è creare economia e occupazione, partendo da una nostra eccellenza. Per questo motivo è necessaria l’internazionalizzazione e la formazione, Giaveno potrebbe diventare anche un centro di alta formazione nel campo della micologia». Il progetto prevede anche la preparazione di un dossier da presentare a Bruxelles per ottenere della denominazione di origine.
La particolarità dei terreni e dei boschi, assieme all' acqua, all'esposizione ed alle condizioni climatiche hanno fatto da sempre di questa parte della provincia di Torino un habitat ideale per il fungo ed in particolare del porcino. Il mercato dei funghi di Giaveno ha origini molto antiche, nell’Ottocento i Boulajour della valle raccoglievano i preziosi esemplari per venderli nella storica via della Breccia. I dintorni di Giaveno comprendono 108 borgate, alcune ormai abbandonate, che meritano una visita per le innumerevoli testimonianze storiche e culturali.

Primo passo una cena dal titolo “Sua Maestà il fungo porcino”, un evento benefico ospitato nelle Cascine Versino dove sono stati raccolti 20mila euro in favore della Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro ed un’asta internazionale in collegamento con il ristorante San Carlo New York, sette cesti di funghi, per seguire l'esempio delle Langhe con il tartufo. Nella valorizzazione delle eccellenze del territorio sono stati coinvolti due cuochi d’eccezione, primi Ambasciatori del fungo porcino di Giaveno e delle Valli del Sangone. Davide Scabin (Combal.zero) e Matteo Baronetto (Ristorante Al Cambio) in collaborazione con cinque colleghi del territorio: Giuseppe Romeo titolare della Trattoria della Buffa, Enzo Raimondi titolare del Ristorante Caffè del Commercio, Felisiano Bonocore titolare de La Locanda di Felisiano, Franco Giacomino de La Betulla e Pasquale Pirrotta del Bon Bocon.
Un’annata poco favorevole alla raccolta dei funghi, colpa della siccità, ma Enrico Maria Rossi, presidente dell’Associazione, non si scoraggia. «Il nostro obiettivo è creare economia e occupazione, partendo da una nostra eccellenza. Per questo motivo è necessaria l’internazionalizzazione e la formazione, Giaveno potrebbe diventare anche un centro di alta formazione nel campo della micologia». Il progetto prevede anche la preparazione di un dossier da presentare a Bruxelles per ottenere della denominazione di origine.
La particolarità dei terreni e dei boschi, assieme all' acqua, all'esposizione ed alle condizioni climatiche hanno fatto da sempre di questa parte della provincia di Torino un habitat ideale per il fungo ed in particolare del porcino. Il mercato dei funghi di Giaveno ha origini molto antiche, nell’Ottocento i Boulajour della valle raccoglievano i preziosi esemplari per venderli nella storica via della Breccia. I dintorni di Giaveno comprendono 108 borgate, alcune ormai abbandonate, che meritano una visita per le innumerevoli testimonianze storiche e culturali.


