Grano e pomodoro solo Made in Italy. Accordo tra Op Mediterraneo e Granoro
In Confagricoltura è stato siglato un accordo epocale tra Op Mediterraneo, che mette in relazione agricoltori e industriali, abituandoli a dialogare tra loro per un reciproco beneficio e il Pastificio Granoro.
Questa intesa definisce le caratteristiche minime della granella sulla base di parametri tecnologici, merceologici, qualitativi e contaminanti; tale accordo, secondo il ceo di Granoro, Marina Mastromauro, è volto alla salvaguardia delle biodiversità e del Made in Italy di qualità, perché l’italia è una grande produttrice di materie prime di eccellenza, ma anche una grande trasformatrice delle stesse. Secondo Granoro ed il suo ceo è importante salvaguardare la biodiversità dei grani, perché in questo modo i produttori hanno la possibilità di piantare e quindi conferire prodotti migliori a prezzi più convenienti, garantendo la giusta qualità al giusto costo.

Tale accordo scaturisce da un’esperienza, ormai consolidata nel campo dell’agricoltura e della filiera corta, vissuta da Op Mediterranea e Icab/La Fiammante, storica azienda di conserve alimentari operante nel salernitano; infatti, Franzese, ceo de la Fiammante ha spiegato che dal 2011 tale società opera con una filiera certificata, lavorando diverse Dop, dal pomodoro pugliese a quello del Piennolo, passando per quello dell’agro nocerino-sarnese. Dal 2009 ad oggi tale società ha visto quasi raddoppiare il proprio fatturato, ha preteso dai propri conferitori che i raccolti fossero fatti solo ed esclusivamente in modo meccanico, per abbattere i costi e allo stesso tempo combattere il fenomeno del caporalato, tali obiettivi sono stati raggiunti proprio grazie alla collaborazione con l’Op Mediterraneo.
La strada intrapresa è lunga e tortuosa e come dice l’On. Gallinella, M5S, bisogna combattere la volatilità dei prezzi del granoduro con l’aggregazione industriale e la filiera certificata, il 100% di italianità è un valore aggiunto; per dar seguito a tali propositi, sarebbe opportuno analizzare le leggi che finora non hanno funzionato e sostituirle. Con l’intesa di questi giorni l’Op Mediterraneo, secondo il presidente Marco Nicastro mette un importante tassello per la creazione di un piatto di pasta al pomodoro 100% Made in Italy, l’obbiettivo è quello di passare, un giorno, da filiera corta a filiera allargata anche grazie ad aziende come Granoro.
Per informazioni:
www.granoro.it
www.opmediterraneo.it

Tale accordo scaturisce da un’esperienza, ormai consolidata nel campo dell’agricoltura e della filiera corta, vissuta da Op Mediterranea e Icab/La Fiammante, storica azienda di conserve alimentari operante nel salernitano; infatti, Franzese, ceo de la Fiammante ha spiegato che dal 2011 tale società opera con una filiera certificata, lavorando diverse Dop, dal pomodoro pugliese a quello del Piennolo, passando per quello dell’agro nocerino-sarnese. Dal 2009 ad oggi tale società ha visto quasi raddoppiare il proprio fatturato, ha preteso dai propri conferitori che i raccolti fossero fatti solo ed esclusivamente in modo meccanico, per abbattere i costi e allo stesso tempo combattere il fenomeno del caporalato, tali obiettivi sono stati raggiunti proprio grazie alla collaborazione con l’Op Mediterraneo.
La strada intrapresa è lunga e tortuosa e come dice l’On. Gallinella, M5S, bisogna combattere la volatilità dei prezzi del granoduro con l’aggregazione industriale e la filiera certificata, il 100% di italianità è un valore aggiunto; per dar seguito a tali propositi, sarebbe opportuno analizzare le leggi che finora non hanno funzionato e sostituirle. Con l’intesa di questi giorni l’Op Mediterraneo, secondo il presidente Marco Nicastro mette un importante tassello per la creazione di un piatto di pasta al pomodoro 100% Made in Italy, l’obbiettivo è quello di passare, un giorno, da filiera corta a filiera allargata anche grazie ad aziende come Granoro.
Per informazioni:
www.granoro.it
www.opmediterraneo.it


