Licodia Eubea chiude con successo. Vince il turco “Un puzzle enorme”
Chiude ottenendo un buon successo successo la Rassegna del documentario Licodia Eubea. Vince la Turchia con il film "Un puzzle enorme". Il “Premio Antonino Di Vita” è stato invece assegnato a Francesca Spatafora
La settima edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea (Ct) quest’anno ha visto la partecipazione di oltre trenta ospiti tra registi, produttori, esperti della divulgazione dell’antico e un pubblico numeroso e attento che ha assistito alle proiezioni e agli incontri di archeologia nel corso delle quattro giornate, all’interno della chiesa sconsacrata di San Benedetto e Santa Chiara.

Un risultato soddisfacente per Archeovisiva e la sezione locale dell’Archeoclub d’Italia “Mario Di Benedetto”, associazioni culturali che organizzano l’evento con il sostegno della Sicilia Film Commission, il Mibact direzione generale cinema. «Per quattro giorni Licodia Eubea si è sentita al centro del mondo - afferma il presidente dell’Archeoclub Giacomo Caruso - grazie agli ospiti e spettatori provenienti da ogni parte d’Italia e a quelli stranieri, che hanno regalato a questo piccolo borgo una ventata di internazionalità».
La mattinata di domenica si è aperta con le visite guidate nel territorio per i numerosi visitatori ed escursionisti che, complice il bel tempo, hanno trascorso l’intera giornata a Licodia Eubea. Ma certamente il momento più atteso della giornata è stato quello della cerimonia di premiazione. La Rassegna, come ogni anno, conferisce ben due premi. Il “Premio Archeoclub d’Italia” al film più votato dal pubblico in sala e il “Premio Antonino Di Vita”, che una commissione scientifica assegna a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico.
Con un voto medio di 8.66 si è aggiudicato il premio del pubblico il documentario del regista turco Nazim Guveloglu che, presente alla manifestazione, ha affermato come i festival e le rassegne possano avere un ruolo fondamentale nella diffusione di generi cinematografici difficili come i documentari archeologici. Il “Premio Antonino Di Vita”, invece, è andato a Francesca Spatafora, dirigente del Polo Regionale di Palermo per i Parchi e i Musei Archeologici. A consegnare il premio è stata Maria Antonietta Rizzo, moglie dell’archeologo chiaramontano cui è intitolato il riconoscimento, una statuetta realizzata dall’artista Santo Paolo Guccione.
Queste le motivazioni del premio, lette dai direttori artistici dell’evento, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele: “Per la straordinaria capacità di gestire il patrimonio culturale di un territorio vasto e complesso come quello palermitano; per l’impegno profuso nella ricerca archeologica, ma anche nella puntuale comunicazione dei suoi risultati, indirizzata sia alla ristretta cerchia di specialisti ma che ad pubblico sempre più eterogeneo e attento; per l’uso sapiente dei mezzi di comunicazione che la nostra epoca offre, che ha reso tangibile quel processo di democratizzazione della cultura attraverso i vari linguaggi del contemporaneo; per aver saputo rivitalizzare il Museo Archeologico Antonio Salinas, rinsaldandone il legame col territorio, dando vita a un vivace dialogo tra quelle storie antiche, scritte nella pietra, e quelle del nostro tempo, di cui noi stessi siamo artefici e protagonisti”.
La direzione artistica del festival sta già cominciando a lavorare alla ottava edizione della Rassegna e ne ha annunciato le date, dal 18 al 21 ottobre 2018. Bisognerà attendere un anno per riaccendere il grande schermo a Licodia Eubea, per viaggiare da un continente all’altro con il grande cinema del documentario.
Per informazioni: www.rassegnalicodia.flazio.com

Un risultato soddisfacente per Archeovisiva e la sezione locale dell’Archeoclub d’Italia “Mario Di Benedetto”, associazioni culturali che organizzano l’evento con il sostegno della Sicilia Film Commission, il Mibact direzione generale cinema. «Per quattro giorni Licodia Eubea si è sentita al centro del mondo - afferma il presidente dell’Archeoclub Giacomo Caruso - grazie agli ospiti e spettatori provenienti da ogni parte d’Italia e a quelli stranieri, che hanno regalato a questo piccolo borgo una ventata di internazionalità».
La mattinata di domenica si è aperta con le visite guidate nel territorio per i numerosi visitatori ed escursionisti che, complice il bel tempo, hanno trascorso l’intera giornata a Licodia Eubea. Ma certamente il momento più atteso della giornata è stato quello della cerimonia di premiazione. La Rassegna, come ogni anno, conferisce ben due premi. Il “Premio Archeoclub d’Italia” al film più votato dal pubblico in sala e il “Premio Antonino Di Vita”, che una commissione scientifica assegna a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico.
Con un voto medio di 8.66 si è aggiudicato il premio del pubblico il documentario del regista turco Nazim Guveloglu che, presente alla manifestazione, ha affermato come i festival e le rassegne possano avere un ruolo fondamentale nella diffusione di generi cinematografici difficili come i documentari archeologici. Il “Premio Antonino Di Vita”, invece, è andato a Francesca Spatafora, dirigente del Polo Regionale di Palermo per i Parchi e i Musei Archeologici. A consegnare il premio è stata Maria Antonietta Rizzo, moglie dell’archeologo chiaramontano cui è intitolato il riconoscimento, una statuetta realizzata dall’artista Santo Paolo Guccione.
Queste le motivazioni del premio, lette dai direttori artistici dell’evento, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele: “Per la straordinaria capacità di gestire il patrimonio culturale di un territorio vasto e complesso come quello palermitano; per l’impegno profuso nella ricerca archeologica, ma anche nella puntuale comunicazione dei suoi risultati, indirizzata sia alla ristretta cerchia di specialisti ma che ad pubblico sempre più eterogeneo e attento; per l’uso sapiente dei mezzi di comunicazione che la nostra epoca offre, che ha reso tangibile quel processo di democratizzazione della cultura attraverso i vari linguaggi del contemporaneo; per aver saputo rivitalizzare il Museo Archeologico Antonio Salinas, rinsaldandone il legame col territorio, dando vita a un vivace dialogo tra quelle storie antiche, scritte nella pietra, e quelle del nostro tempo, di cui noi stessi siamo artefici e protagonisti”.
La direzione artistica del festival sta già cominciando a lavorare alla ottava edizione della Rassegna e ne ha annunciato le date, dal 18 al 21 ottobre 2018. Bisognerà attendere un anno per riaccendere il grande schermo a Licodia Eubea, per viaggiare da un continente all’altro con il grande cinema del documentario.
Per informazioni: www.rassegnalicodia.flazio.com

