I 10 comandamenti del cibo di Jay Rainer. Tra i consigli, mangiare con le mani
Il libro di Jay Rayner gioca continuamente sul filo dell’ironico, rivelando segreti e consigli anche apparentemente “politicaly scorrect” da mettere in atto nella quotidianità. Nelle pagine anche venti ricette tutte sue
Si tratta dell’edizione italiana di The Ten (food) Commandments scritto da Jay Rayner, cinquantenne londinese di origine ebraiche, giornalista e critico per l'Observer, supplemento domenicale del Guardian, conduttore radiofonico e televisivo della Bbc e pianista del Jay Rayner Jazz Quartet. Una copertina scherzosa, ironica che vede Jay Rayner nei panni di Mosè per condurci nella terra promessa gastronomica. In realtà, e lo scopriamo leggendo il libro, si tratta di un wit tutto brittannico per introdurre un tema molto più impegnativo, quello dei numerosi dogmi che alcuni critici gastronomici prescrivono e di sviluppare dieci argomenti importanti legati alla alimentazione del XXI secolo.
L’aspetto dissacrante ed ironico non deve trarci in inganno. I dieci temi, che diventano dieci comandamenti, sono trattati in modo approfondito con documentazione puntuale condotta intervistando protagonisti del mondo del cibo. Una sorta di mix tra l’inchiesta giornalistica alla Michael Pollan, meno categorica però, ed alcune riflessioni personali condite con una prosa brillante che intrattiene e diverte. Dal libro poi Jay Rayner ha tratto anche uno spettacolo che sta portando in tourne´e in Gran Bretagna. Lo abbiamo incontrato in occasione della presentazione del libro a Torino.

Nel suo libro ci sono circa una ventina ricette, si considera un cuoco?
Mi considero un buon cuoco di casa, non un cuoco da ristorante. Cucino con entusiasmo per la mia famiglia e le ricette del libro sono quasi tutte mie.
In una recensione di un ristorante, che cosa ha più valore?
Non sono un critico gastronomico, bensì un critico che recensisce ristoranti. La prima cosa che mi chiedo è quanto piacere mi sta offrendo, quindi tutto conta, il locale, lo staff, il modo in cui il cibo viene presentato, anche se non sono attirato dalle presentazioni ridicole, l’ardesia, i coppi. Alla fine della giornata rimane impresso il gusto del cibo. Cerco di trasferire al mio lettore la mia esperienza, tutto quello che trovo di interessante. Non ho una check list definita.
Scrive anche recensioni negative?
Certamente. O meglio se si tratta di un ristorante famigliare non scrivo affatto. Il mio interesse invece è per quei ristoranti importanti, il cui menu costa molto e possono contare anche un marketing significativo. Allora il mio compito è proprio quello di informare i lettori e di evitare loro di spendere tanto denaro.
Come giudica un ristorante all’estero?
Lo faccio qualche volta, ma prima di sceglierlo faccio numerose ricerche, mi informo presso amici e conoscenti, non lascio niente al caso.
I suoi comandamenti: mangia con le mani, quando si mangia con le mani si entra dentro al cibo e ne facciamo parte in quanto coinvolgiamo anche il tatto. Onora gli avanzi, un imperativo morale, il cibo in eccesso diventa un ingrediente che costringe non solo le donne di casa, ma anche gli chef a pensare in maniera creativa. Desidera la roba d’altri, l’opposto del comandamento originario, perchè desiderare quello che ha il nostro vicino nel piatto quando si tratta di cibo non è un vizio, ma una virtù. Ricordati di cucinare, almeno ogni tanto.
Non eliminare il grasso. Scegli con attenzione i tuoi commensali perché le persone con cui ti siedi a tavola sono ingredienti fondamentali di una serata. Il cibo è una esperienza sociale, il cibo consumato con persone sgradevoli è una grande perdita di tempo. Non dileggiare i vegetariani, argomento molto controverso e di grande attualità perché va a toccare molti interessi dall’agricoltura all’ambiente. Onora la roba che puzza. Non fare del cibo la tua medicina. Onora il maiale. E per finire: niente profeti, per favore, in questo capitolo possiamo trovare la vera essenza del libro, informarsi sì, ma ragionare con la propria testa.
Titolo: I dieci comandamenti del cibo
Autore: Jay Rayner
Editore: Edt
Pagine: 240
Prezzo: 13,50 €
L’aspetto dissacrante ed ironico non deve trarci in inganno. I dieci temi, che diventano dieci comandamenti, sono trattati in modo approfondito con documentazione puntuale condotta intervistando protagonisti del mondo del cibo. Una sorta di mix tra l’inchiesta giornalistica alla Michael Pollan, meno categorica però, ed alcune riflessioni personali condite con una prosa brillante che intrattiene e diverte. Dal libro poi Jay Rayner ha tratto anche uno spettacolo che sta portando in tourne´e in Gran Bretagna. Lo abbiamo incontrato in occasione della presentazione del libro a Torino.

Nel suo libro ci sono circa una ventina ricette, si considera un cuoco?
Mi considero un buon cuoco di casa, non un cuoco da ristorante. Cucino con entusiasmo per la mia famiglia e le ricette del libro sono quasi tutte mie.
In una recensione di un ristorante, che cosa ha più valore?
Non sono un critico gastronomico, bensì un critico che recensisce ristoranti. La prima cosa che mi chiedo è quanto piacere mi sta offrendo, quindi tutto conta, il locale, lo staff, il modo in cui il cibo viene presentato, anche se non sono attirato dalle presentazioni ridicole, l’ardesia, i coppi. Alla fine della giornata rimane impresso il gusto del cibo. Cerco di trasferire al mio lettore la mia esperienza, tutto quello che trovo di interessante. Non ho una check list definita.
Scrive anche recensioni negative?
Certamente. O meglio se si tratta di un ristorante famigliare non scrivo affatto. Il mio interesse invece è per quei ristoranti importanti, il cui menu costa molto e possono contare anche un marketing significativo. Allora il mio compito è proprio quello di informare i lettori e di evitare loro di spendere tanto denaro.
Come giudica un ristorante all’estero?
Lo faccio qualche volta, ma prima di sceglierlo faccio numerose ricerche, mi informo presso amici e conoscenti, non lascio niente al caso.
I suoi comandamenti: mangia con le mani, quando si mangia con le mani si entra dentro al cibo e ne facciamo parte in quanto coinvolgiamo anche il tatto. Onora gli avanzi, un imperativo morale, il cibo in eccesso diventa un ingrediente che costringe non solo le donne di casa, ma anche gli chef a pensare in maniera creativa. Desidera la roba d’altri, l’opposto del comandamento originario, perchè desiderare quello che ha il nostro vicino nel piatto quando si tratta di cibo non è un vizio, ma una virtù. Ricordati di cucinare, almeno ogni tanto.
Non eliminare il grasso. Scegli con attenzione i tuoi commensali perché le persone con cui ti siedi a tavola sono ingredienti fondamentali di una serata. Il cibo è una esperienza sociale, il cibo consumato con persone sgradevoli è una grande perdita di tempo. Non dileggiare i vegetariani, argomento molto controverso e di grande attualità perché va a toccare molti interessi dall’agricoltura all’ambiente. Onora la roba che puzza. Non fare del cibo la tua medicina. Onora il maiale. E per finire: niente profeti, per favore, in questo capitolo possiamo trovare la vera essenza del libro, informarsi sì, ma ragionare con la propria testa.
Titolo: I dieci comandamenti del cibo
Autore: Jay Rayner
Editore: Edt
Pagine: 240
Prezzo: 13,50 €


