Anche qui nel profondo Nord Est, nella città del “no se pol” (non si può) cioè Trieste, Oscar Farinetti ce l’ha fatta. Il 17 gennaio si sono aperte le porte di Eataly Trieste. Un vecchio e decrepito magazzino vini, proprio sulle Rive, fronte mare, è stato magistralmente restaurato dalla Fondazione CRTrieste e dato in affitto all’imprenditore piemontese. Il 34° Eataly è ora una realtà. Una splendida realtà architettonicamente parlando. Un cubo autoportante in vetro avvolto dalle vecchie mura. Una intercapedine con l’acqua di mare che scorre dividendo le due unità. In Carso l’intercapedine, nei piani sottoterra, è d’obbligo; la roccia calcarea, essendo porosa, lascia passare l’acqua e le fondamenta non possono essere a stretto contatto con l’umidità.

Anche la Bora soffia su Eataly Farinetti apre a Trieste e fa 34

Sulle rive non c’è roccia ma l’intercapedine era il sistema di raffrescamento di cui il vecchio magazzino, in cui venivano insalate le botti, era dotato. Uno stupendo lavoro eseguito a regola d’arte dell’architetto fiorentino Marco Casamonti dello studio Archea. Come ho trovato decisamente attuale l’uso del ferro effetto ruggine accostato ai tavoli in legno chiaro con sedie e panche trasparenti in policarbonato. 3mila metri quadrati che si sviluppano su 3 piani. Il tutto a disposizione di chi desidera “Imparare, mangiare, comperare”.

Anche la Bora soffia su Eataly Farinetti apre a Trieste e fa 34
Francesco Farinetti, Antonio De Paolo e Andrea Guerra

Eataly Trieste è dedicato ai venti che soffiano sull’Italia, «gli incontri di bellezza che creano un microclima unico al mondo e danno luogo alla straordinaria biodiversità che caratterizza il nostro Paese. Sono tante le storie di venti che si incontrano con il mare e con le tradizioni, dando origine a materie prime di qualità e prodotti enogastronomici d’eccellenza: Eataly Trieste vuole raccontarle tutte, celebrando i prodotti figli del vento e la loro incomparabile bellezza», racconta il patron Oscar Farinetti. Mai dedica fu più opportuna. La bora in questi giorni soffia a più di 100 km/h e dalle immense vetrate, proprio sul mare, lo spettacolo è unico. Come unici sono i ristoranti, caffetterie, bar facenti parte di questo progetto. Sono gli unici in città aperti al pubblico, che si affacciano direttamente sul mare. Ne esistono altri ma fanno parte di circoli privati. Per trovare ambienti simili bisogna uscire di città. Li troviamo a Muggia e a Duino.

Anche la Bora soffia su Eataly Farinetti apre a Trieste e fa 34

Sicuramente i triestini non si perderanno l’opportunità di andare a prendere un caffè, o mangiare una pizza, o cenare in un posto del genere. Penso che l’aperitivo, all’ora del tramonto, sarà gettonatissimo. Molto interessante anche la pescheria, il banco dei salumi e formaggi, la rosticceria e la macelleria. In tutti ci sarà la possibilità di acquistare sia cibi pronti che prodotti da cuocere. Discorso a parte la grande enoteca, sita al piano interrato. Una grande enoteca che offre una ricca proposta di vini, birre e spirits: i grandi nomi nazionali ma anche i piccoli produttori meritevoli, con una particolare attenzione al territorio, alla biodiversità e all’ecocompatibilità. Da un buon vino sfuso, passando per i grandi vitigni del Collio e del Carso, gli Orange Wine tipici del Nord Adriatico, con etichette anche slovene e croate, fino ad arrivare al Barolo d’annata: il mondo del vino è rappresentato in tutte le sue sfaccettature, così come quello delle birre, con una selezione di oltre 110 tipi diversi della grande produzione italiana e locale, e quello degli spiriti, grazie alla presenza a scaffale di più di 100 etichette, tra le quali naturalmente non mancano le migliori grappe locali. Che dire se non… ci ritornerò a godere del panorama sorseggiando un nero gocciato (caffè tipico triestino con solo un pochino di schiumetta di latte) ovviamente Illy.