Premio Bancarella della Cucina. Sei i finalisti dell'11ª edizione
Sei i finalisti dell'ambito premio letterario per il settore food. La giuria, composta dai membri dell'Unione librai oontremolesi e delle bancarelle, e da 10 esperti del settore, decreterà il vincitore il 23 ottobre
Quest'anno ricorre l'11ª edizione del riconoscimento letterario, istituito nel 2006, per l'opera enogastronomica dell'anno: il Premio Bancarella della Cucina. Sono stati resi noti i titoli dei sei libri finalisti, che si contenderanno il titolo quest'anno. La commissione è giunta a una decisione, dopo aver preso in esame la produzione editoriale in ambito gastronomico del 2015. Il vincitore riceverà il premio, che lo scorso anno è andato a Joe Bastianich e Sara Porro con il libro “Giuseppino. Da New York all'Italia”.

I testi in gara sono:

I testi in gara sono:
- “Gli sbafatori” (Mondadori) di Camilla Baresani, scrittrice e collaboratrice per diverse riviste di settore, da sempre appassionata del mondo del food.
- “Il cuoco universale. La cultura nel piatto” (Marsilio), di Andrea Grignaffini, storica penna gourmet per quotidiani, televisione e riviste.
- “La mia vita al burro” (Giunti) di Philippe Lèveillé, chef pluristellato del Miramonti l'altro, qui imbarcatosi nella stesura di un'avventurosa quanto appassionate autobiografia, che racconta l'intera evoluzione di un pilastro della cucina internazionale tenendo conto di un denominatore comune tanto caro allo chef, il burro.
- “Mangiare da cristiani. Diete, digiuni, banchetti. Storia di una cultura” (Rizzoli) di Massimo Montanari, storico italiano, docente di storia medievale e storia dell'alimentazione presso la facoltà di Lettere e filosofia dell'Università degli Studi di Bologna.
- “Partigiani a tavola. Storie di cibo resistente e ricette di libertà” (Fausto Lupetti editore) di Lorena Carrara ed Elisabetta Salvini. Entrambe autrici, specializzate l'una nell'ambito gastronomico, la seconda in quello storico.
- “Cucine del territorio. La cucina piacentina. Storia e ricette” (Tarka editore) di Andrea Sinigaglia e Marino Marini. Rispettivamente direttore generale e bibliotecario di Alma, hanno entrambi un curriculum invidiabile nell'enogastronomica: il primo, scrittore e insegnante, il secondo, tra le altre cose, tra i fondatori di Slow Food.

