La Guardia di Finanza di Verona e Soave ha raggiunto un traguardo importante nella lotta alla falsificazione alimentare, questa volta in ambito vitivinicolo. Il Gip (Giudice delle indagini preliminari) di Verona, Livia Magri, ha infatti emesso il decreto di sequestro preventivo dei beni nella disponibilità di un imprenditore della provincia di Verona per reati “adulterazione di sostanze alimentari”, “commercio di sostanze alimentari nocive” e “frode in commercio”.



L'indagine delle Fiamme gialle è iniziata nei mesi scorsi in un'azienda agricola di Tregnano (Vr) dove è stato sequestrato un importante quantitativo di grappa. La stessa indagine ha portato allo scoperto una cantina vinicola, riconducibile allo stesso imprenditore, dove veniva commercializzato vino potenzialmente dannoso per la salute. La prima fase di ispezioni ha portato al sequestro di oltre 118mila litri di “prodotto vinoso” di dubbia genuinità; il titolare vinificava infatti delle uve dichiarate distrutte, ovvero ammuffite.

L'imprenditore è stato denunciato a suo tempo per adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari e frode nell’esercizio del commercio. Al sequestro sono seguite accurate analisi di laboratorio che hanno confermato la presenza di sostanze nocive per la salute nel prodotto. Ad aggravare le accuse nei confronti dell'imprenditore l'evasione del fisco per oltre 450mila euro e 68 lavoratori “in nero”. Si sono poi aggiunte le denunce per “distruzione e deturpazione di bellezze naturali”, “lottizzazione abusiva”, “interventi su aree sottoposte a vincolo paesaggistico senza autorizzazione” e “gestione abusiva di deposito rifiuti”.

Dopo il decreto del Tribunale di Verona, la Guardia di Finanza di Soave ha sequestrato 3 aziende agricole, 71 terreni e 4 fabbricati riconducibili all’imprenditore, per un valore complessivo di 1 milione 460mila euro.

«Ringrazio i militari della Guardia di Finanza di Verona - ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan - per le loro indagini e la complessa operazione di vigilanza e controllo svolto che li ha portati a sventare un traffico illecito di vino adulterato e a far sequestrare 3 aziende agricole, relativi terreni e fabbricati per un valore complessivo di quasi un milione e mezzo di euro. Il lavoro ispettivo della Finanza, e poi della magistratura, ha consentito di sventare un commercio fraudolento di sostanze alimentari nocive per la salute ed estremamente dannose per la qualità e la reputazione dei vini veneti».

«Apprendere in questi giorni di inizio vendemmia dell’operato fraudolento di imprenditori senza scrupoli non fa certo piacere - prosegue l’assessore - in particolare per tutti quegli operatori, associazioni, enti ed istituzioni, e tra questi la Regione, che stanno lavorando, con grande impegno e spirito di coesione, per migliorare la già alta qualità dei vini veneti e per potenziarne la promozione e la commercializzazione sui mercati esteri. Ma proprio per questo il lavoro della Guardia di Finanza e degli organismi di controllo in Veneto risulta particolarmente prezioso e apprezzato».

«In questi giorni l’Ispettorato centrale per il controllo di qualità dei prodotti agroalimentari - prosegue l’assessore - ha divulgato i dati sull’attività di controllo svolta in Veneto nell’ultimo anno. Solo nel 2015 sono state quasi 3 mila le ditte agroalimentari controllate, 1.249 i campioni prelevati, con l’esecuzione di sequestri per oltre un milione di euro di valore, per metà eseguiti nel settore vitivinicolo. Il capillare lavoro di vigilanza e di controllo svolto dall’Icqrf, così come l’attenta vigilanza svolta dalla Guardia di finanzia, sono la migliore garanzia che i “furbetti del campo” o “della cantina” non fanno strada in Veneto. Chi acquista e consuma vini e alimenti “made in Veneto” può stare tranquillo: le frodi non intaccano la qualità delle nostre filiere».