In calo i prezzi delle materie prime -1,4% nel mondo rispetto al 2015
Secondo la Fao l’indice negativo dei prezzi alimentari sui mercati internazionali (-1,4% dal 2015) è dovuto soprattutto al calo delle quotazioni internazionali dei cereali (-5,6%) e degli oli vegetali (-2,8%)
Dopo 5 mesi di crescita, a luglio i prezzi internazionali delle materie prime più utilizzate hanno subito una lieve flessione. Secondo l'indice Fao (Food and agriculture organization of the united nations) dei prezzi alimentari si è registrato un calo pari allo 0,8% rispetto a giugno e all'1,4% rispetto a quello di luglio 2015.

Secondo l'Organizzazione delle nazioni unite per l'alimentazione e l'agricoltura, l’indice negativo è dovuto soprattutto al calo delle quotazioni internazionali dei cereali (-5,6%) e degli oli vegetali (-2,8%), che hanno più che compensato la stabilità dei prezzi dei prodotti caseari, della carne e dello zucchero. L'indice Fao dei prezzi alimentari è un indice ponderato su base commerciale che misura i prezzi delle cinque principali materie prime alimentari sui mercati internazionali.
Il calo dei prezzi cerealicoli, secondo l'analisi, è stato trainato dal drastico calo dei prezzi del mais dovuto alle buone condizioni climatiche nelle principali regioni produttrici degli Stati Uniti - il maggior produttore ed esportatore mondiale di mais. Anche i prezzi del grano sono scesi a luglio, per via della forte offerta a livello mondiale e delle previsioni di abbondanti esportazioni dalla regione del Mar Nero.
Al contrario, i prezzi del riso sono leggermente aumentati, poiché l'esaurimento delle scorte ha sostenuto la crescita dei prezzi del Basmati e del riso a grano lungo. Il calo dei listini degli oli invece riduzione è dovuto soprattutto al calo del prezzo dell'olio di palma, che ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 5 mesi a causa della ripresa stagionale della produzione nel Sud-Est Asiatico unita alla modesta domanda di importazioni a livello globale. Anche i prezzi internazionali dell'olio di semi di soia, di girasole e di colza sono diminuiti per via dell'offerta migliore del previsto.

Secondo l'Organizzazione delle nazioni unite per l'alimentazione e l'agricoltura, l’indice negativo è dovuto soprattutto al calo delle quotazioni internazionali dei cereali (-5,6%) e degli oli vegetali (-2,8%), che hanno più che compensato la stabilità dei prezzi dei prodotti caseari, della carne e dello zucchero. L'indice Fao dei prezzi alimentari è un indice ponderato su base commerciale che misura i prezzi delle cinque principali materie prime alimentari sui mercati internazionali.
Il calo dei prezzi cerealicoli, secondo l'analisi, è stato trainato dal drastico calo dei prezzi del mais dovuto alle buone condizioni climatiche nelle principali regioni produttrici degli Stati Uniti - il maggior produttore ed esportatore mondiale di mais. Anche i prezzi del grano sono scesi a luglio, per via della forte offerta a livello mondiale e delle previsioni di abbondanti esportazioni dalla regione del Mar Nero.
Al contrario, i prezzi del riso sono leggermente aumentati, poiché l'esaurimento delle scorte ha sostenuto la crescita dei prezzi del Basmati e del riso a grano lungo. Il calo dei listini degli oli invece riduzione è dovuto soprattutto al calo del prezzo dell'olio di palma, che ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 5 mesi a causa della ripresa stagionale della produzione nel Sud-Est Asiatico unita alla modesta domanda di importazioni a livello globale. Anche i prezzi internazionali dell'olio di semi di soia, di girasole e di colza sono diminuiti per via dell'offerta migliore del previsto.

