Dai contanti all'Instant payment. Pagare il conto è sempre più facile
Dopo il classico pagamento tramite cash, superata la fase di transizione delle carte di credito, si fanno largo sistemi di pagamento come Satispay o Messenger, con cui è possibile trasferire denaro con un semplice click
Tra i tanti scenari che stanno evolvendo, con velocità mutevoli e perciò infidamente ingannevoli circa portata e tempi di compimento, vi è da prestare molta attenzione, dacché impatta sul nostro quotidiano, con i sistemi di pagamento. Dalla cash society stiamo passando (siamo già passati?!) alla plastic card society. E adesso, cosa sta per accadere? Plastic card society, ovvero pagamenti che non avvengono più mediante il denaro contante che ci portiamo appresso (il cash) bensì attraverso utilizzo di carta (card) di plastica, con striscia magnetica piuttosto che con chip.

Niente contante addosso, se non qualche spicciolino, ottimizzazione dei flussi di entrata e di uscita nel nostro bilancio personale. Al ristorante, suvvia, si paga con la carta di credito oppure con il bancomat. E va bene a tutti sebbene... qualche ristoratore ancora si lamenta sulle commissioni da pagare alla società emittente la carta. Con tutto il rispetto per la laboriosa categoria degli agenti di commercio, non si lamenta il ristoratore quando effettua i suoi acquisti mediante l’agente di commercio? Sa che il prezzo del prodotto include, legittimamente, la provvigione all’agente? E allora? È, letteralmente, il costo della mediazione, ovvero quando si insinua, attribuendosi ruolo valevole, una terza parte che intermedia.
Pagamento cash, nessuna mediazione. Pagamento mediante plastic card, mediazione di banca e/o di credit card company.
Ecco, lo scenario prossimo venturo è la somma dei vantaggi del mezzo vetero (la mediazione assente nel pagamento cash) con il vantaggio della plastic card (nessun contante appresso, entrate-uscite sotto controllo, easy to buy). E l’agone competitivo dei nuovi soggetti proponenti è molto interessante. Stiamo andando, eccoci al punto, alla modalità di pagamento cosiddetta peer-to-peer (P2p) attraverso lo smartphone.
D’ora innanzi lo denomineremo Instant payment (Ip) per enfatizzare l’affinità con l’Instant messaging. L’Ip difatti ricorda lo stesso meccanismo della comunicazione via WhatsApp, Messenger, Skype ed altri sistemi di Instant messaging. Un interessante erogatore di servizi di Ip operante in Italia è Satispay, la cui facilità di fruizione costituisce indubbio vantaggio.
Difatti è sufficiente scaricare l’app Satispay sul proprio smartphone e registrarsi inserendo i propri dati identificativi e l’Iban di un proprio conto corrente. Una volta iscritti e impostata la somma prepagata di cui si desidera disporre su Satispay è possibile scambiarsi denaro con i contatti della propria rubrica telefonica e pagare presso esercenti fisici e online convenzionati.
Per gli utenti consumatori il servizio è completamente gratuito, non ci sono infatti costi di iscrizione, di ricarica, di invio o ricezione pagamenti o di trasferimento delle somme ricevute al proprio conto corrente. Anche per gli esercenti ed e-commerce aderenti al servizio non sono previsti costi di attivazione o canoni mensili ma soltanto una commissione fissa di 0,20 euro per i pagamenti superiori a 10 euro: tutti gli incassi inferiori a questa soglia non hanno alcuna commissione. L’applicazione è disponibile per dispositivi Android, ios e Windows Phone. La piattaforma Satispay funziona in tutta Europa.
Big player a livello mondiale sono Venmo, che è un servizio di PayPal, Square Cash ed anche, magari la cosa stupisce, Facebook. Il servizio Ip di Facebook funziona tramite Messenger, il servizio di messaggistica utilizzato da circa 500 milioni di persone. L’utente apre la chat, si collega all’amico a cui deve soldi, clicca l’icona del dollaro, inserisce l’importo e spedisce il denaro. Insomma, siamo all’easy to pay! Parimenti, ha sviluppato sistemi di Ip anche Snapchat, in collaborazione con Square Cash. Ma attenzione, imminente anche in Italia l’Ip del gigante di Mountain view: Google Wallet. Insomma, nell’evolvente settore della ristorazione, anche saldare il conto si accinge a divenire scenario ben differente dall’attuale.

Niente contante addosso, se non qualche spicciolino, ottimizzazione dei flussi di entrata e di uscita nel nostro bilancio personale. Al ristorante, suvvia, si paga con la carta di credito oppure con il bancomat. E va bene a tutti sebbene... qualche ristoratore ancora si lamenta sulle commissioni da pagare alla società emittente la carta. Con tutto il rispetto per la laboriosa categoria degli agenti di commercio, non si lamenta il ristoratore quando effettua i suoi acquisti mediante l’agente di commercio? Sa che il prezzo del prodotto include, legittimamente, la provvigione all’agente? E allora? È, letteralmente, il costo della mediazione, ovvero quando si insinua, attribuendosi ruolo valevole, una terza parte che intermedia.
Pagamento cash, nessuna mediazione. Pagamento mediante plastic card, mediazione di banca e/o di credit card company.
Ecco, lo scenario prossimo venturo è la somma dei vantaggi del mezzo vetero (la mediazione assente nel pagamento cash) con il vantaggio della plastic card (nessun contante appresso, entrate-uscite sotto controllo, easy to buy). E l’agone competitivo dei nuovi soggetti proponenti è molto interessante. Stiamo andando, eccoci al punto, alla modalità di pagamento cosiddetta peer-to-peer (P2p) attraverso lo smartphone.
D’ora innanzi lo denomineremo Instant payment (Ip) per enfatizzare l’affinità con l’Instant messaging. L’Ip difatti ricorda lo stesso meccanismo della comunicazione via WhatsApp, Messenger, Skype ed altri sistemi di Instant messaging. Un interessante erogatore di servizi di Ip operante in Italia è Satispay, la cui facilità di fruizione costituisce indubbio vantaggio.
Difatti è sufficiente scaricare l’app Satispay sul proprio smartphone e registrarsi inserendo i propri dati identificativi e l’Iban di un proprio conto corrente. Una volta iscritti e impostata la somma prepagata di cui si desidera disporre su Satispay è possibile scambiarsi denaro con i contatti della propria rubrica telefonica e pagare presso esercenti fisici e online convenzionati.
Per gli utenti consumatori il servizio è completamente gratuito, non ci sono infatti costi di iscrizione, di ricarica, di invio o ricezione pagamenti o di trasferimento delle somme ricevute al proprio conto corrente. Anche per gli esercenti ed e-commerce aderenti al servizio non sono previsti costi di attivazione o canoni mensili ma soltanto una commissione fissa di 0,20 euro per i pagamenti superiori a 10 euro: tutti gli incassi inferiori a questa soglia non hanno alcuna commissione. L’applicazione è disponibile per dispositivi Android, ios e Windows Phone. La piattaforma Satispay funziona in tutta Europa.
Big player a livello mondiale sono Venmo, che è un servizio di PayPal, Square Cash ed anche, magari la cosa stupisce, Facebook. Il servizio Ip di Facebook funziona tramite Messenger, il servizio di messaggistica utilizzato da circa 500 milioni di persone. L’utente apre la chat, si collega all’amico a cui deve soldi, clicca l’icona del dollaro, inserisce l’importo e spedisce il denaro. Insomma, siamo all’easy to pay! Parimenti, ha sviluppato sistemi di Ip anche Snapchat, in collaborazione con Square Cash. Ma attenzione, imminente anche in Italia l’Ip del gigante di Mountain view: Google Wallet. Insomma, nell’evolvente settore della ristorazione, anche saldare il conto si accinge a divenire scenario ben differente dall’attuale.


