Un viaggio attraverso monti, valli, laghi, musei e cucine della Lombardia si può sempre fare, ma quanto può risultare attraente? Perché non andarsene invece al mare, o in quella celeberrima città d’arte, stracolma di turisti e di vampiri (quelli che i turisti li vogliono spennare)? La scommessa di Regione Lombardia, del portale “inLombardia” e dell’Accademia Gualtiero Marchesi è proprio questa: attraverso il progetto Sapore #inLombardia, far conoscere itinerari, opere d’arte e sapori che non hanno ancora la notorietà che meriterebbero.

Beba Marsano, Mauro Parolini (assessore allo Sviluppo economico della Regone Lombardia), Gualtiero Marchesi
Beba Marsano, Mauro Parolini (assessore allo Sviluppo economico della Regone Lombardia), Gualtiero Marchesi

Venerdì 24 giugno, nei locali dell’Accademia, in via Bonvesin della Riva a Milano, il progetto è stato presentato alla presenza di un folto numero di giornalisti ed operatori del settore. I sette itinerari gastronomico-artistici riguardano Milano, Bergamo e le valli, Cremona e Mantova, Valtellina, Franciacorta e lago di Garda, Brianza e Pavia, lago di Como e Varese. Come rilevato da Enrico Dandolo, vicepresidente della Fondazione Gualtiero Marchesi, si tratta di partire alla scoperta di due patrimoni inestimabili. L’arte e la cucina del territorio lombardo, peraltro, sono da sempre al centro del grande lavoro di divulgazione e ricerca del Maestro Gualtiero Marchesi, primo chef italiano a fregiarsi di tre stelle Michelin, fin dal lontano 1986.

Con l’appoggio della Regione Lombardia e di Explora, società partecipata anche da Unioncamere Lombardia e dalla Camera di Commercio di Milano, da giugno a settembre saranno visibili (sapore.in-lombardia.it) le informazioni e i filmati di tutti e sette gli itinerari. Oltre al Maestro, l’altra guida turistica d’eccezione sarà Beba Marsano, giornalista e critico d’arte.

«Com’è facile immaginare - spiega Marsano - io e Gualtiero ci siamo divertiti un mondo a scovare i palazzi e le piazze dove l’arte, la storia e la buona tavola s’incontrano. Abbiamo fatto qualcosa che dovrebbe colpire l’immaginazione e risvegliare le emozioni, e per evitare che queste piccole e grandi scoperte ricadano nel dimenticatoio a settembre verrà pubblicata anche una guida cartacea».


E visto che anche oggi, nei locali dell’Accademia Marchesi, l’arte italiana è al centro dell’attenzione, chiedo direttamente al Maestro quale sia la forma d’arte che più si avvicini alla cucina.

«Ho sempre pensato - risponde Marchesi - che i legami fra arte e cucina siano strettissimi ma, più precisamente, in cucina si riesce a riassumere ogni tipo di espressione artistica. Tutto sommato il concetto di partenza è sempre uno, il genio umano: trova modalità diverse di manifestarsi in relazione alle diverse personalità di chi mette “le mani in pasta”, lavorando con le varie materie prime».

Qual è il compito più importante della sua Accademia?
«Trasmettere un’esperienza che altrimenti potrebbe perdersi, come il mio amore per gli ingredienti legati al territorio. Quel che qui s’insegna si è sedimentato lentamente nel corso di una vita passata ai fornelli, con la convinzione che non si finisce mai d’imparare».

Oggi si sentono tutti gourmet. Ha un consiglio per i veri ed i finti esperti?
«Sì, badare meno allo spettacolo e più alla sostanza, e mi riferisco alla qualità della materia prima: se manca quella è inutile mettersi al lavoro. Personalmente, quando in un piatto comincio a trovare troppi ingredienti diversi e appariscenti, e scarsamente riconoscibili, io m’insospettisco».



È pur vero che le tartine salate, il risotto e la piccola pasticceria, in degustazione oggi, evidenziavano tutti una certa sobrietà tradizionale, da ristorante d’altri tempi: resta però il fatto che una personalità multiforme come quella di Gualtiero Marchesi, anche quando viaggia attraverso le esperienze artistiche della Lombardia, ti spinge a scoprire sempre qualcosa di nuovo. E forse anche il progetto Sapore #in Lombardia ha uno scopo simile, ossia portare il turista a riscoprire bellezze e specialità non appariscenti, ma di grande valore artistico.