Etichette chiare per yogurt e formaggi. Nuove indicazioni sul lattosio
I prodotti lattiero-caseari che, per effetto del processo produttivo, contengono poco lattosio o che ne sono completamente privi possono specificarlo in etichetta. Il via libera arriva dal ministero della Salute
Per i consumatori attenti al lattosio fare la spesa giusta e individuare al supermercato i prodotti lattiero-caseari “lactose free” è ora più facile: basta che cerchino sulle confezioni i nuovi claims che indicano i prodotti naturalmente privi di lattosio o che ne contengono un quantitativo ridotto. A darne la notizia è Assolatte, che ha fatto proprie le esigenze di chi è appassionato di formaggi e latticini ma che non può o ha difficoltà a digerire il lattosio, ed ha chiesto al ministero della Salute quali indicazioni riportare sulle etichette dei prodotti in commercio.

Si tratta di un tema importante, perché una certa percentuale di consumatori italiani ha difficoltà a digerire il lattosio e pensa quindi di doversi allontanare da tutti i prodotti a base di latte, con il rischio di avere una dieta incompleta e non equilibrata. Sono tanti i prodotti italiani, invece, che possono tranquillamente entrare nel carrello della spesa anche di questa fascia di consumatori: dai prodotti messi a punto proprio per loro, ottenuti a partire da latte delattosato (mascarpone, mozzarella, ricotta, burro) e tanti che perdono il lattosio durante il lungo processo di stagionatura, primi tra tutti Grana Padano e Parmigiano Reggiano.
Il ministero della Salute ha raccolto l’allarme di Assolatte, chiarendo che per i prodotti lattiero-caseario che, per effetto del processo produttivo, contengono poco lattosio o ne sono del tutto privi, come accade per gli yogurt, i latti fermentati e i formaggi a lunga stagionatura è possibile riportare in etichetta due diverse indicazioni:

Si tratta di un tema importante, perché una certa percentuale di consumatori italiani ha difficoltà a digerire il lattosio e pensa quindi di doversi allontanare da tutti i prodotti a base di latte, con il rischio di avere una dieta incompleta e non equilibrata. Sono tanti i prodotti italiani, invece, che possono tranquillamente entrare nel carrello della spesa anche di questa fascia di consumatori: dai prodotti messi a punto proprio per loro, ottenuti a partire da latte delattosato (mascarpone, mozzarella, ricotta, burro) e tanti che perdono il lattosio durante il lungo processo di stagionatura, primi tra tutti Grana Padano e Parmigiano Reggiano.
Il ministero della Salute ha raccolto l’allarme di Assolatte, chiarendo che per i prodotti lattiero-caseario che, per effetto del processo produttivo, contengono poco lattosio o ne sono del tutto privi, come accade per gli yogurt, i latti fermentati e i formaggi a lunga stagionatura è possibile riportare in etichetta due diverse indicazioni:
- “naturalmente privo di lattosio” quando il tenore residuo di lattosio è inferiore a 0,1 g/100g;
- “naturalmente a ridotto contenuto di lattosio” quando il tenore residuo di lattosio è inferiore a 0,5 g/100g.

