Federalberghi contro i b&b. Da Napoli l'iniziativa anti-illegalità
Mentre Napoli cresce come meta turistica, Federalberghi vuole aprire un sito dove è possibile segnalare le strutture ricettive che evadono le tasse. Un'iniziativa nata dalle polemiche mosse dagli albergatori contro i b&b
Napoli si riscopre meta di grande attrazione turistica. E con i visitatori che aumentano, tornano a galla le polemiche tra albergatori e bed & breakfast. La prima voce a farsi sentire è quella di Federalberghi, che annuncia l'imminente sbarco a Napoli dell'iniziativa “turismoillegale.com”. L'esperimento è partito da Roma, e prevede l'apertura di un portale presso il quale segnalare in maniera anonima eventuali illegalità nel mondo della ricezione turistica.

Un momento caldo per Napoli, sia per le temperature che velocemente si alzano con l'avvicinarsi della bella stagione, sia per gli afflussi di turisti, che già in inverno e in primavera hanno confermato un trend positivo, sia per le polemiche su strutture di ricezione turistica come i b&b, che, secondo gli albergatori, vivono costantemente sul filo del rasoio dell'illegalità. «Gli albergatori - spiega il presidente di Federalberghi Napoli, Antonio Izzo (nella foto) - non hanno nulla contro diverse forme di accoglienza. È giusto diversificare il mercato con l'offerta extralberghiera. Però anche questo settore va regolamentato con grande attenzione. E soprattutto le regole devono essere rispettate in maniera rigorosa: e quest'ultimo traguardo si raggiunge solo effettuando controlli puntuali nelle strutture».
Il disaccordo tra le due realtà si basa quasi esclusivamente sul controllo della presenza dei clienti nelle strutture: secondo gli albergatori, i gestori delle case in cui vengono ospitati i turisti potrebbero non dichiarare il numero reale di notti vendute, evitando così una buona parte di tasse. «L'ingente evasione fiscale - insiste il presidente di Federalberghi - insieme al senso di insicurezza che spesso queste strutture trasmettono ai clienti, danneggia non solo il comparto turismo, ma l'intera economia cittadina». La risposta alle accuse arriva dal presidente nazionale dell'associazione bed and breakfast Marco Piscopo, il quale ammette la presenza nel suo ambiente di farabutti, ma chiarisce che sono gli stessi gestori ad allontanarsi da tali ingiuste situazioni e da chi le pratica.

Antonio Izzo
Federalberghi a questo proposito ha anche preparato un accurato report sul “caso b&b”, un insieme di dati desunti - ricerche puntuali ancora non esistono - ma che, se fossero vicini alla realtà, desterebbero non poca preoccupazione. Secondo l'associazione negli ultimi due anni le strutture ricettive sono aumentate da 400 a 657, e, supponendo un'evasione del 50%, nelle casse di Napoli «solo per la tassa di soggiorno mancherebbero circa 200mila euro», sostengono in Federalberghi.
«Proprio per avere chiarezza - conclude il presidente Izzo - oggi noi proponiamo di seguire il percorso già intrapreso dalla nostra omologa associazione romana, in collaborazione con le istituzioni, sviluppando un protocollo d'intesa e utilizzando un portale apposito, come il capitolino turismoillegale.com, per semplificare le segnalazioni delle strutture abusive, creando una banca dati e aiutando così il lavoro delle istituzioni competenti in materia». Questa intenzione nasce in un periodo in cui Napoli sta crescendo tra le preferenze dei turisti. Confrontando il periodo 2007-2010 con quello 2012-2015, si riscontra un poderoso aumento che ha superato la soglia del 50%. Basti pensare che nel quadriennio concluso con il 2015 i turisti a Napoli sono stati oltre 11 milioni.

Un momento caldo per Napoli, sia per le temperature che velocemente si alzano con l'avvicinarsi della bella stagione, sia per gli afflussi di turisti, che già in inverno e in primavera hanno confermato un trend positivo, sia per le polemiche su strutture di ricezione turistica come i b&b, che, secondo gli albergatori, vivono costantemente sul filo del rasoio dell'illegalità. «Gli albergatori - spiega il presidente di Federalberghi Napoli, Antonio Izzo (nella foto) - non hanno nulla contro diverse forme di accoglienza. È giusto diversificare il mercato con l'offerta extralberghiera. Però anche questo settore va regolamentato con grande attenzione. E soprattutto le regole devono essere rispettate in maniera rigorosa: e quest'ultimo traguardo si raggiunge solo effettuando controlli puntuali nelle strutture».
Il disaccordo tra le due realtà si basa quasi esclusivamente sul controllo della presenza dei clienti nelle strutture: secondo gli albergatori, i gestori delle case in cui vengono ospitati i turisti potrebbero non dichiarare il numero reale di notti vendute, evitando così una buona parte di tasse. «L'ingente evasione fiscale - insiste il presidente di Federalberghi - insieme al senso di insicurezza che spesso queste strutture trasmettono ai clienti, danneggia non solo il comparto turismo, ma l'intera economia cittadina». La risposta alle accuse arriva dal presidente nazionale dell'associazione bed and breakfast Marco Piscopo, il quale ammette la presenza nel suo ambiente di farabutti, ma chiarisce che sono gli stessi gestori ad allontanarsi da tali ingiuste situazioni e da chi le pratica.

Antonio Izzo
Federalberghi a questo proposito ha anche preparato un accurato report sul “caso b&b”, un insieme di dati desunti - ricerche puntuali ancora non esistono - ma che, se fossero vicini alla realtà, desterebbero non poca preoccupazione. Secondo l'associazione negli ultimi due anni le strutture ricettive sono aumentate da 400 a 657, e, supponendo un'evasione del 50%, nelle casse di Napoli «solo per la tassa di soggiorno mancherebbero circa 200mila euro», sostengono in Federalberghi.
«Proprio per avere chiarezza - conclude il presidente Izzo - oggi noi proponiamo di seguire il percorso già intrapreso dalla nostra omologa associazione romana, in collaborazione con le istituzioni, sviluppando un protocollo d'intesa e utilizzando un portale apposito, come il capitolino turismoillegale.com, per semplificare le segnalazioni delle strutture abusive, creando una banca dati e aiutando così il lavoro delle istituzioni competenti in materia». Questa intenzione nasce in un periodo in cui Napoli sta crescendo tra le preferenze dei turisti. Confrontando il periodo 2007-2010 con quello 2012-2015, si riscontra un poderoso aumento che ha superato la soglia del 50%. Basti pensare che nel quadriennio concluso con il 2015 i turisti a Napoli sono stati oltre 11 milioni.

