Turismo, Cina e Usa leader indiscussi. In Italia bene le città d'arte e Milano
Sul fronte del turismo i mercati che cresceranno di più nei prossimi anni sono Cina (+13,7%), e Usa (+7,8%). In Italia il numero più alto di visitatori arriva dalle aree extraeuropee (+5,4%) e dal Nord Europa (+2,6%).
Le previsioni per il turismo dei prossimi anni delineano un quadro ottimistico, ma poco omogeneo per valore d'incremento: i mercati europei infatti continueranno ad essere “gettonati”, ma quelli oltreoceano cresceranno di più. È quanto dimostra uno studio sugli arrivi internazionali per il biennio 2016-2018 di Confturismo Ciset. Nelle prime posizioni la Cina, con una previsione di crescita del 13,7%, e gli Usa con un 7,8%; il Giappone, invece, vedrà un incremento dell'1% soltanto. Spostandosi in Europa, forti le speranze riposte nel mercato spagnolo, con un +2,7%; per Germania, Francia e Regno Unito si prevedono valori oscillanti tra +1,1 e +1,9%.

Per l'Italia, il maggior tasso di crescita sarà da attribuirsi alle aree extraeuropee: +5,3% nel 2016, +5% nel 2017 e +5,8% nel 2018. Ottimali anche le previsioni circa i visitatori provenienti dal Nord Europa (rispettivamente +2,8, +2,1 e ancora +2,8). Passando agli arrivi dall'Europa centrale, l'incremento si abbassa, passando da un 2% nel 2016 a un +1,4% nei due anni successivi. Simile la situazione degli arrivi dall'Europa mediterranea, oscillante tra un +1,4% e un 1,5%.

Una piccola postilla va però aggiunta: i visitatori stranieri in l'Italia si distinguono sì per macroaree di provenienza, ma anche per Regione scelta come destinazione: indiscutibilmente sul podio delle preferenze estere si trovano Veneto, Toscana, Lombardia e Lazio. Da una parte i tre grandi capoluoghi - Venezia, Firenze e Roma - trainano l'andamento dell'intero turismo regionale, dall'altra anche lo shopping esercita buona attrattiva, insieme al business: per questi settori Milano è meta prima. Il Centro Italia si aggiudica solo il 12% di tutti gli arrivi dall'estero. Sicilia e Sardegna invece, pur scarseggiando di dotazioni infrastrutturali rispetto al resto della Penisola, mostrano una buona capacità nell'attrarre turismo internazionale.

Per l'Italia, il maggior tasso di crescita sarà da attribuirsi alle aree extraeuropee: +5,3% nel 2016, +5% nel 2017 e +5,8% nel 2018. Ottimali anche le previsioni circa i visitatori provenienti dal Nord Europa (rispettivamente +2,8, +2,1 e ancora +2,8). Passando agli arrivi dall'Europa centrale, l'incremento si abbassa, passando da un 2% nel 2016 a un +1,4% nei due anni successivi. Simile la situazione degli arrivi dall'Europa mediterranea, oscillante tra un +1,4% e un 1,5%.

Una piccola postilla va però aggiunta: i visitatori stranieri in l'Italia si distinguono sì per macroaree di provenienza, ma anche per Regione scelta come destinazione: indiscutibilmente sul podio delle preferenze estere si trovano Veneto, Toscana, Lombardia e Lazio. Da una parte i tre grandi capoluoghi - Venezia, Firenze e Roma - trainano l'andamento dell'intero turismo regionale, dall'altra anche lo shopping esercita buona attrattiva, insieme al business: per questi settori Milano è meta prima. Il Centro Italia si aggiudica solo il 12% di tutti gli arrivi dall'estero. Sicilia e Sardegna invece, pur scarseggiando di dotazioni infrastrutturali rispetto al resto della Penisola, mostrano una buona capacità nell'attrarre turismo internazionale.

