La vacanza si prenota... online! Un giro d'affari da 9,5 miliardi di euro
L'88% degli italiani sceglie il web per prenotare la propria vacanza: una tendenza sempre più comune (+5% nel 2015), alla quale si adeguano anche le agenzie di viaggio, lanciando offerte tramite social network.
Sempre meno quotati il “viaggiare senza meta” o le vacanze improvvisate: ormai organizzare un viaggio diventa un’azione ben programmata, fatta di calcoli e precisi ragionamenti, confronti economici da una piattaforma all’altra. Siamo nell’era delle vacanze prenotate via internet. Nonostante l’Italia sia uno degli ultimi tra i Paesi europei ad aver familiarizzato con questa “nuova modalità”, il +5% del 2015 fa comprendere come alla nuova moda di prenotazione online non ci sia più scampo.

Ben 9,5 i miliardi di euro generati dal giro d’affari sul web con le prenotazioni di viaggi, tra alberghi, trasporti e pacchetti: a dirlo è l’Osservatorio innovazione digitale del Politecnico di Milano, che così spiega le spese fatte dagli italiani l’anno passato: 1,5 miliardi per la prenotazione di strutture (+12% rispetto al 2014); 6,8 miliardi per i trasporti (+9%); 1,2 miliardi per i pacchetti viaggio (+13%).
Anche se i biglietti aerei sono in testa, non bisogna farsi ingannare: ogni aspetto del viaggio ormai è curato dagli italiani tramite web. Basti pensare che online l’88% s’informa, ma l’82% prenota; insomma… un saluto alle agenzie di viaggio, al passaparola, agli albergatori amici di una vita: la situazione è stravolta. Risultati positivi non solo per chi prenota, ma anche per coloro che nel web già da anni hanno investito, e ad oggi cominciano a raccogliere i loro frutti, e che frutti! Agenzie di viaggi online crescono, mentre i tour operator stanno ancora cercando una maniera per districarsi nei meandri delle novità offerte dal web.

I tentativi però non mancano: anche se una regia unica nel nostro Paese non esiste (quasi tutto il turismo digitale ha sede di gestione all’estero), tante sono le agenzie che adottano strumenti di promozione online (86%) o che ricercano convenienti soluzioni di viaggio sul web (68%). Per quanto poi riguarda le strutture ricettive, quasi tutte hanno ormai un sito web, l’82% usa sistemi di pagamento elettronici, l’89% si avvale dei social network per promuoversi.
Attenzione però, se i singoli turisti sono contenti, il turismo italiano in generale, festeggia meno. Infatti, dal 2001 al 2015, secondo Confturismo, indubbiamente il numero di visitatori del Belpaese è aumentato, ma l’industria turistica ha bruciato 38 miliardi. Questo perché le vacanze sono sempre più “mordi e fuggi”, e si spendono quindi sempre meno soldi. E a rimetterci sono, chiaramente, gli albergatori. Un esempio? La piattaforma di sharing Airbnb mette in vendita in Italia 176mila strutture, per la maggior parte appartamenti privati che, con prezzi fin troppo concorrenziali, lasciano gli albergatori senza speranze.

Ben 9,5 i miliardi di euro generati dal giro d’affari sul web con le prenotazioni di viaggi, tra alberghi, trasporti e pacchetti: a dirlo è l’Osservatorio innovazione digitale del Politecnico di Milano, che così spiega le spese fatte dagli italiani l’anno passato: 1,5 miliardi per la prenotazione di strutture (+12% rispetto al 2014); 6,8 miliardi per i trasporti (+9%); 1,2 miliardi per i pacchetti viaggio (+13%).
Anche se i biglietti aerei sono in testa, non bisogna farsi ingannare: ogni aspetto del viaggio ormai è curato dagli italiani tramite web. Basti pensare che online l’88% s’informa, ma l’82% prenota; insomma… un saluto alle agenzie di viaggio, al passaparola, agli albergatori amici di una vita: la situazione è stravolta. Risultati positivi non solo per chi prenota, ma anche per coloro che nel web già da anni hanno investito, e ad oggi cominciano a raccogliere i loro frutti, e che frutti! Agenzie di viaggi online crescono, mentre i tour operator stanno ancora cercando una maniera per districarsi nei meandri delle novità offerte dal web.

I tentativi però non mancano: anche se una regia unica nel nostro Paese non esiste (quasi tutto il turismo digitale ha sede di gestione all’estero), tante sono le agenzie che adottano strumenti di promozione online (86%) o che ricercano convenienti soluzioni di viaggio sul web (68%). Per quanto poi riguarda le strutture ricettive, quasi tutte hanno ormai un sito web, l’82% usa sistemi di pagamento elettronici, l’89% si avvale dei social network per promuoversi.
Attenzione però, se i singoli turisti sono contenti, il turismo italiano in generale, festeggia meno. Infatti, dal 2001 al 2015, secondo Confturismo, indubbiamente il numero di visitatori del Belpaese è aumentato, ma l’industria turistica ha bruciato 38 miliardi. Questo perché le vacanze sono sempre più “mordi e fuggi”, e si spendono quindi sempre meno soldi. E a rimetterci sono, chiaramente, gli albergatori. Un esempio? La piattaforma di sharing Airbnb mette in vendita in Italia 176mila strutture, per la maggior parte appartamenti privati che, con prezzi fin troppo concorrenziali, lasciano gli albergatori senza speranze.

