Pasta di bassa qualità di origine turca. Circa un milione di kg sotto sequestro
La Guardia di finanza di Genova ha sequestrato circa un milione di chilogrammi di pasta proveniente dalla Turchia e contenente una percentuale maggiore di grano tenero, nonostante la dicitura “pasta di grano duro”
Al porto di Genova la Guardia di finanza ha sequestrato un quantitativo pari a 972mila e 147 chilogrammi di pasta, proveniente dalla Turchia. In discussione non c'è la salute dei consumatori, quanto la qualità del prodotto “incriminato”, molto più bassa di quanto in realtà viene dichiarato.

Oltre alla provenienza infatti la contestazione nasce anche dal fatto che il prodotto pubblicizzato come pasta di grano duro conterrebbe in realtà, secondo le analisi effettuate dai laboratori delle Dogane, una percentuale superiore di grano tenero. Di conseguenza, una volta immessa sul mercato, questa pasta dovrebbero avere un prezzo basso.
Nel frattempo, l'ufficio stampa del pastificio di Gragnano ha diffuso una nota in cui ha specificato: «La pasta di cui si parla non è la linea Pasta Garofalo (che viene prodotta a Gragnano) bensì un altro brand del pastificio, che si chiama Santa Lucia ed è un brand nato quasi quarant’anni fa per il mercato africano, a cui è tutt’ora interamente destinato. Inoltre tale prodotto non è stato importano in Italia ma è stato sequestrato allo “stato estero”, in quanto solo transitato per il trasbordo da un vettore all’altro, poiché diretto in Africa».
«La qualità e la trasparenza - ha dichiarato Massimo Menna (nella foto), amministratore delegato del pastificio “Pasta Garofalo” - sono sempre state le priorità per il nostro pastificio, sia che si tratti di prodotti made in Italy sia che si tratti di linee prodotte altrove per altri mercati». «Sono sinceramente sorpreso - ha aggiunto Menna - dalle notizie riportate che hanno l’unico effetto di danneggiare aziende che da sempre creano valore per se stesse e per il Paese, e che agiscono sempre nel pieno rispetto delle regole».
«La scelta del Pastificio di produrre tale linea in Turchia - conclude la nota dell'azienda di Gragnano - è stata presa, in accordo e nell’interesse anche della clientela africana, con il preciso obiettivo di mantenere vivo il brand sul mercato, perseguibile solo attraverso l’abbassamento dei costi per arrivare ad un prezzo adeguato rispetto a quello dei competitor stranieri, ed in particolar modo turchi. La qualità del prodotto non è inferiore a quella dichiarata e alla nostra azienda non sono mai stati notificati i risultati di presunte analisi. Le confezioni del prodotto Santa Lucia, come risulta dall’Ordinanza di convalida del sequestro, sono contrassegnate dalla dicitura “Made in Turkey».

Oltre alla provenienza infatti la contestazione nasce anche dal fatto che il prodotto pubblicizzato come pasta di grano duro conterrebbe in realtà, secondo le analisi effettuate dai laboratori delle Dogane, una percentuale superiore di grano tenero. Di conseguenza, una volta immessa sul mercato, questa pasta dovrebbero avere un prezzo basso.
Nel frattempo, l'ufficio stampa del pastificio di Gragnano ha diffuso una nota in cui ha specificato: «La pasta di cui si parla non è la linea Pasta Garofalo (che viene prodotta a Gragnano) bensì un altro brand del pastificio, che si chiama Santa Lucia ed è un brand nato quasi quarant’anni fa per il mercato africano, a cui è tutt’ora interamente destinato. Inoltre tale prodotto non è stato importano in Italia ma è stato sequestrato allo “stato estero”, in quanto solo transitato per il trasbordo da un vettore all’altro, poiché diretto in Africa».
«La qualità e la trasparenza - ha dichiarato Massimo Menna (nella foto), amministratore delegato del pastificio “Pasta Garofalo” - sono sempre state le priorità per il nostro pastificio, sia che si tratti di prodotti made in Italy sia che si tratti di linee prodotte altrove per altri mercati». «Sono sinceramente sorpreso - ha aggiunto Menna - dalle notizie riportate che hanno l’unico effetto di danneggiare aziende che da sempre creano valore per se stesse e per il Paese, e che agiscono sempre nel pieno rispetto delle regole».

«La scelta del Pastificio di produrre tale linea in Turchia - conclude la nota dell'azienda di Gragnano - è stata presa, in accordo e nell’interesse anche della clientela africana, con il preciso obiettivo di mantenere vivo il brand sul mercato, perseguibile solo attraverso l’abbassamento dei costi per arrivare ad un prezzo adeguato rispetto a quello dei competitor stranieri, ed in particolar modo turchi. La qualità del prodotto non è inferiore a quella dichiarata e alla nostra azienda non sono mai stati notificati i risultati di presunte analisi. Le confezioni del prodotto Santa Lucia, come risulta dall’Ordinanza di convalida del sequestro, sono contrassegnate dalla dicitura “Made in Turkey».

