I Carabinieri del Nas hanno scoperto, nelle province di Firenze e Prato, un meccanismo costruito ad arte per nascondere la presenza di materie prime di origine animale provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese (carne di maiale, uova di anatra, zampe di pollo, bevande a base di latte, granulato per brodo a base di pollo e uova) tutte soggette, per motivi sanitari, a divieto assoluto di importazione nell’Ue. Nelle oltre 1.500 confezioni di alimenti sequestrati, per un totale di 570 chili, le società importatrici indicavano in etichetta la presenza delle materie prime vietate mediante l'apposizione di ideogrammi cinesi, riportando in lingua italiana esclusivamente le indicazioni relative agli ingredienti leciti.



Il blitz conferma il trend che vede dal gigante asiatico provenire il 13% di tutti gli allarmi per irregolarità sul cibo segnalati in Europa, ben 386 sui 2.967 complessivi. Gli ottimi risultati dell'attività dei Nas confermano l'efficacia del sistema di controlli in Italia contro un crimine particolarmente odioso perché si fonda sull'inganno e colpisce soprattutto quanti dispongono di una ridotta capacità di spesa a causa della crisi e sono costretti a rivolgersi ad alimenti a basso costo dietro i quali spesso si nascondono infatti ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi sui quali è importante garantire maggiore trasparenza.

Nel solo 2015 sono stati chiuse dai Nas 1.035 strutture operanti nel sistema agroalimentare con il sequestro di 25,2 milioni di prodotti alimentari adulterati, contraffatti, senza le adeguate garanzie qualitative o sanitarie o carenze nell’etichettatura e nella rintracciabilità, secondo i dati del quarto rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.