I Consorzi tutelano Dop e Igp italiane. Nel 2016 già 2.300 i controlli
Nel 2015 per 5 Dop e Igp italiane sono state fatte 800 verifiche e 4mila controlli; nel 2016 ne sono state già effettuate 450 per 2.300 controlli. Questi i risultati del monitoraggio messo in atto dai Consorzi di tutela.
Parmesan, gorgonzola a cubetti surgelato, asiago made in Lettonia, prosecco irlandese… È lunga e sempre rinnovata la lista del falso made in Italy che inganna il consumatore europeo. Per evitare che della crescita dell'export e del successo del nostro agroalimentare di qualità si avvantaggi l'agropirateria, i consorzi si mobilitano sempre più e fanno sistema con un progetto di monitoraggio collettivo per le Dop e le Igp.

I risultati, frutto di un'accurata conoscenza dei mercati europei attraverso attività di formazione, controllo e tutela intrapresa dai consorzi aderenti all'Aicig, l'Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche, sono stati presentati a Roma al ministero delle Politiche agricole. Al convegno, moderato dal direttore di Qualivita Mauro Rosati, hanno partecipato gli esponenti del mondo consortile e i consorzi direttamente impegnati nel progetto: Aceto Balsamico di Modena, Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele.
Nel 2015 per le 5 denominazioni coinvolte sono state fatte 800 verifiche per un totale di 4mila controlli e 20mila referenze, mentre nel 2016 ne sono state già effettuate 450 per 2.300 controlli e 10mila referenze. I Paesi interessati sono stati Danimarca, Germania, Inghilterra, Francia, Austria, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Polonia e Repubblica Ceca.
«Solo facendo sistema - ha detto il presidente di Aicig Giuseppe Liberatore - sviluppando strategie trasversali e collettive si possono tutelare i prodotti di bandiera, anche e soprattutto fuori dai confini nazionali, dove il mercato cresce e si apre a nuove realtà. E a fare sistema dovranno essere non solo le aziende, ma tutti i diversi mondi produttivi attraverso i Consorzi e i soggetti istituzionali aventi tale scopo e, in primis, il Mipaaf, senza il quale tutto questo non sarebbe possibile».
All'incontro sono intervenuti il direttore del Consorzio di tutela Aceto Balsamico di Modena Igp, Federico Desimoni, che ha illustrato il progetto in qualità di coordinatore, il direttore del Consorzio Grana Padano Dop Stefano Berni, Oreste Gerini dell'Icqrf (Ispettorato controllo e tutela della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari). Luca Bianchi, capo dipartimento delle Politiche competitive del Mipaaf, ha assicurato il sostegno del Ministero alle nuove strategie messe in atto dai consorzi.

Nella foto, da sinistra: Mauro Rosati, Stefano Berni, Luca Bianchi, Oreste Gerini, Federico Desimone e Giuseppe Liberatore
«Non ci sono altre strade se vogliamo tutelare i nostri prodotti di qualità all'estero - ha detto Stefano Berni, direttore del Consorzio tutela Grana Padano - e solo facendo sistema avremo la forza di imporci nelle opportune sedi comunitarie istituzionali, spesso poco solerti nel contrastare il grave fenomeno delle imitazioni che tanto penalizzano i nostri prodotti sul mercato, quindi le aziende e i consumatori. Chiediamo da tempo l'imposizione della tracciabilità delle materie prime nei prodotti alimentari».
A nome di tutti i consorzi, a presentare i risultato del progetto è stato, in qualità di coordinatore, Federico Desimoni, direttore del Consorzio di tutela Aceto Balsamico di Modena Igp. «Servono - ha detto - mosse strategiche operative, superando l'individualismo aziendale e operativo, con un monitoraggio collettivo e congiunto del mercato europeo per conoscerlo nel suo contesto. Con vari monitoraggi e azioni di controllo sull'etichettatura, con acquisto di campioni, fotografie, dobbiamo costruire un quadro realistico dell'Italian sounding, sia dal punto di vista economico che di comunicazione commerciale».
«È un lavoro - continua Desimoni - che permette di conoscere meglio e presidiare il mercato reale e incidere su di esso, non solo con azioni repressive, ma pure sviluppando dinamiche positive di maggior conoscenza dei prodotti e di collaborazione con il mondo della distribuzione. Questa è una prima versione del progetto, ma come gruppo di consorzi abbiamo già messo a fuoco alcuni aspetti che nei prossimi anni arricchiranno le nostre azioni, pensiamo soprattutto al mondo dell'e-commerce, a quello della ristorazione, dell'Horeca e dei prodotti trasformati».
Dei 1.200 prodotti con marchi Dop, Igp e Stg registrati nell'Unione europea circa il 20% sono made in Italy. Un primato che implica tuttavia sofisticazioni, falsificazioni, contraffazione, imitazioni e ingannevole utilizzo dell'origine geografica con cui il consumatore europeo viene ingannato per la presentazione e il packaging. Viene stimato in circa 20 miliardi il giro d'affari degli agropirati, cifra superiore all'export reale di 12 miliardi.
«Questo che vien presentato - ha detto Luca Bianchi del Mipaaf - è un progetto importante che unisce temi come la salvaguardia e lo sviluppo, a tutela del prodotto e del consumatore. Anche gli orientamenti del Ministero riguardo i fondi del nuovo decreto saranno orientati a valorizzare progetti in cui più consorzi svolgano azioni di tutela coordinate anche a livello internazionale. Il tema delle aggregazioni dei Consorzi sarà infatti molto valorizzato perché facendo sistema si potranno raggiungere obiettivi più concreti».
Per informazioni: www.aigig.it

I risultati, frutto di un'accurata conoscenza dei mercati europei attraverso attività di formazione, controllo e tutela intrapresa dai consorzi aderenti all'Aicig, l'Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche, sono stati presentati a Roma al ministero delle Politiche agricole. Al convegno, moderato dal direttore di Qualivita Mauro Rosati, hanno partecipato gli esponenti del mondo consortile e i consorzi direttamente impegnati nel progetto: Aceto Balsamico di Modena, Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele.
Nel 2015 per le 5 denominazioni coinvolte sono state fatte 800 verifiche per un totale di 4mila controlli e 20mila referenze, mentre nel 2016 ne sono state già effettuate 450 per 2.300 controlli e 10mila referenze. I Paesi interessati sono stati Danimarca, Germania, Inghilterra, Francia, Austria, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Polonia e Repubblica Ceca.
«Solo facendo sistema - ha detto il presidente di Aicig Giuseppe Liberatore - sviluppando strategie trasversali e collettive si possono tutelare i prodotti di bandiera, anche e soprattutto fuori dai confini nazionali, dove il mercato cresce e si apre a nuove realtà. E a fare sistema dovranno essere non solo le aziende, ma tutti i diversi mondi produttivi attraverso i Consorzi e i soggetti istituzionali aventi tale scopo e, in primis, il Mipaaf, senza il quale tutto questo non sarebbe possibile».
All'incontro sono intervenuti il direttore del Consorzio di tutela Aceto Balsamico di Modena Igp, Federico Desimoni, che ha illustrato il progetto in qualità di coordinatore, il direttore del Consorzio Grana Padano Dop Stefano Berni, Oreste Gerini dell'Icqrf (Ispettorato controllo e tutela della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari). Luca Bianchi, capo dipartimento delle Politiche competitive del Mipaaf, ha assicurato il sostegno del Ministero alle nuove strategie messe in atto dai consorzi.

Nella foto, da sinistra: Mauro Rosati, Stefano Berni, Luca Bianchi, Oreste Gerini, Federico Desimone e Giuseppe Liberatore
«Non ci sono altre strade se vogliamo tutelare i nostri prodotti di qualità all'estero - ha detto Stefano Berni, direttore del Consorzio tutela Grana Padano - e solo facendo sistema avremo la forza di imporci nelle opportune sedi comunitarie istituzionali, spesso poco solerti nel contrastare il grave fenomeno delle imitazioni che tanto penalizzano i nostri prodotti sul mercato, quindi le aziende e i consumatori. Chiediamo da tempo l'imposizione della tracciabilità delle materie prime nei prodotti alimentari».
A nome di tutti i consorzi, a presentare i risultato del progetto è stato, in qualità di coordinatore, Federico Desimoni, direttore del Consorzio di tutela Aceto Balsamico di Modena Igp. «Servono - ha detto - mosse strategiche operative, superando l'individualismo aziendale e operativo, con un monitoraggio collettivo e congiunto del mercato europeo per conoscerlo nel suo contesto. Con vari monitoraggi e azioni di controllo sull'etichettatura, con acquisto di campioni, fotografie, dobbiamo costruire un quadro realistico dell'Italian sounding, sia dal punto di vista economico che di comunicazione commerciale».
«È un lavoro - continua Desimoni - che permette di conoscere meglio e presidiare il mercato reale e incidere su di esso, non solo con azioni repressive, ma pure sviluppando dinamiche positive di maggior conoscenza dei prodotti e di collaborazione con il mondo della distribuzione. Questa è una prima versione del progetto, ma come gruppo di consorzi abbiamo già messo a fuoco alcuni aspetti che nei prossimi anni arricchiranno le nostre azioni, pensiamo soprattutto al mondo dell'e-commerce, a quello della ristorazione, dell'Horeca e dei prodotti trasformati».
Dei 1.200 prodotti con marchi Dop, Igp e Stg registrati nell'Unione europea circa il 20% sono made in Italy. Un primato che implica tuttavia sofisticazioni, falsificazioni, contraffazione, imitazioni e ingannevole utilizzo dell'origine geografica con cui il consumatore europeo viene ingannato per la presentazione e il packaging. Viene stimato in circa 20 miliardi il giro d'affari degli agropirati, cifra superiore all'export reale di 12 miliardi.
«Questo che vien presentato - ha detto Luca Bianchi del Mipaaf - è un progetto importante che unisce temi come la salvaguardia e lo sviluppo, a tutela del prodotto e del consumatore. Anche gli orientamenti del Ministero riguardo i fondi del nuovo decreto saranno orientati a valorizzare progetti in cui più consorzi svolgano azioni di tutela coordinate anche a livello internazionale. Il tema delle aggregazioni dei Consorzi sarà infatti molto valorizzato perché facendo sistema si potranno raggiungere obiettivi più concreti».
Per informazioni: www.aigig.it


