È record storico per il Made in Italy alimentare sulle tavole delle festività di tutto il mondo, con l’export di vini, spumanti, grappa e liquori, panettoni, formaggi, salumi ma anche caviale made in Italy che solo per il periodo di Natale raggiunge i 3,2 miliardi di euro, in aumento del 3%.

estero Natale tricolore Spumante, salumi, caviale per 3,2 miliardi
 
È quanto emerge dall’analisi Coldiretti sulla base delle proiezioni relative al mese di dicembre 2016 su dati commercio estero dell’Istat. Ad aumentare è il valore delle esportazioni di tutti i prodotti più tipici del Natale, dallo spumante (+24%) al caviale (+3%), fino ai panettoni (+1%), ma crescono anche i vini (+3%) i salumi (+8%) e i formaggi (+7%), secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat relative ai primi nove mesi del 2016.

Un record ottenuto nonostante l’embargo della Russia che ha sancito, a partire dal 6 agosto 2014, il divieto totale all’ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi.

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Nadia Zenato titolare dell'omonima azienda vinicola in Valpolicella conferma il momento positivo: «Denotiamo un ritorno al consumo del vino italiano, soprattutto di pregio, Amarone e Ripasso e le bollicine Lugana metodo classico pas dosè».

I consumi in Italia sono positivamente stabili, ma è soprattutto all'estero che si percepisce la crescita come spiega la stessa Zenato: «Torno da un viaggio in Asia tra Bangkok, Hong-Kong e il Vietnam. I ristoranti e i menù cercano i nostri vini, rossi di pregio in particolare per abbinarli ai menù e c'è anche molta curiosità sulle novità. Nel 2017 sarà ancora la valorizzazione del territorio a dettare la strategia, per noi i vent'anni di vendemmia di Ripasso e per l'Amarone ci sarà un'anteprima.

Infine stiamo lavorando a un nuovo progetto sul Garda con l'azienda Sansonina, che era di mio padre, per far conoscere la denominazione doc del Garda con il Cabernet franc e Cabernet Sauvignon che abbiamo chiamato Eva Luna, Eva la prima donna e luna il mistero».

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Un nome evocativo per nuove fragranze. Anche il caviale made in Italy riscuote successo in Italia innanzitutto e cresce sul mercato estero con buone prospettive per il 2017. La conferma viene da Matteo Merlotti, responsabile commerciale dell'Azienda Pisani-Dossi che alleva storioni e produce caviale fresco che commercializza appena fatto, garantendo una qualità difficile da eguagliare: «All'estero siamo molto presenti in Francia e in altre situazioni locali, soprattutto come fornitori di ristoranti di qualità. Il grosso del mercato è ancora in Italia con un successo ampio, esiste anche concorrenza, ma la qualità vince sul prezzo.

Manteniamo un mercato stabile, la nostra offerta è di qualità alta e dunque siamo molto contenti. Siamo gli unici a produrre caviale fresco e venduto appena fatto, da qui il successo di Expo come fornitori del padiglione russo. Nel 2017 ci sono situazioni che si stanno aprendo in diversi paesi in ciascun continente».
 
Tornando al settore vini, a guidare la classifica di questo Natale all’estero è lo spumante italiano. Mai così tanti brindisi come quest’anno nel mondo saranno made in Italy con la domanda che è cresciuta in valore del 46% in Gran Bretagna e del 31% negli Stati Uniti che si classificano rispettivamente come il primo e il secondo mercato di sbocco delle bollicine italiane, le quali però vanno forte anche in Francia, patria dello champagne, dove si registra un aumento degli acquisti del 57%. Si tratta di risultati che trainano l’intero settore dei vini per i quali si registra complessivamente un aumento del 3% in valore dell’export.

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Ad essere richiesti sono anche il caviale made in Italy, che continua la crescita boom fatta registrare sui mercati internazionali nel giro di un appena un decennio e “incassa” un ulteriore +3%, e i dolci nazionali come panettoni, altri prodotti della pasticceria tipica delle feste, in aumento dell’1% in valore. In salita anche la domanda di formaggi italiani che fanno registrare un aumento in valore delle esportazioni del 7 per cento.

«Il record fatto segnare sulle tavole del Natale straniere è significativo delle grandi potenzialità che ha l’agroalimentare italiano che traina la ripresa dell’intero made in Italy», ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che «l'andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare da una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale».
 
«All'estero - afferma Moncalvo - sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre. A questa realtà se ne aggiunge però una ancora più insidiosa: quella dell’italian sounding di matrice italiana, che importa materia prima dai paesi più svariati, la trasforma e ne ricava prodotti che successivamente vende come italiani senza lasciare traccia, attraverso un meccanismo di dumping che danneggia e incrina il vero made in Italy, perché non esiste ancora per tutti gli alimenti l‘obbligo di indicare la provenienza in etichetta».