1.500 chilogrammi di pesce sono stati sequestrati dai carabinieri del comando Politiche agricole e alimentari perché privi di etichettatura e della documentazione previste dalle norme comunitarie e nazionali, quindi “potenzialmente pericolosi”. Questo il risultato dell'indagine condotta in collaborazione con l'Arma territoriale: una serie di controlli nei confronti di numerosi operatori del commercio all'ingrosso nelle province di Roma e Napoli.

Pesce, 1,5 tonnellate senza etichettatura Maxi sequestro tra Roma e Napoli

L'intervento del reparto specializzato dell'Arma ha quindi impedito che venissero messi in commercio e finissero di conseguenza sulle tavole degli italiani, alici, cernie, gamberi, merluzzi, spinarelli, triglie e pesci spada e pesci sciabola di cui risultano sconosciute la data di cattura, le modalità di conservazione e la provenienza geografica. Carenze queste che inducono le forze dell'ordine ad ipotizzare un potenziale pericolo per la salute di chi ne consumi, anche sotto il profilo igienico-sanitario.

In vista del giorno della vigilia di Natale che fa registrare il consumo più elevato dell’anno di pesce è importante garantire la qualità e la sicurezza del prodotto in commercio, secondo la Coldiretti ImpresaPesca. Per non cadere nelle trappole del mercato in una situazione in cui tre pesci in vendita su quattro provengono dall’estero, il consiglio è di guardare l’etichetta sul bancone dove deve essere specificato il metodo di produzione (“pescato”, “pescato in acque dolci”, “allevato”); il tipo di attrezzo oggetto della cattura e la zona di cattura o di produzione (mar Adriatico, mar Ionio, Sardegna, anche attraverso un disegno o una mappa).

Per quanto riguarda il pesce congelato c’è l’obbligo di indicare la data di congelamento e nel caso di prodotti ittici congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”. Per garantirsi la qualità il pesce fresco deve avere inoltre una carne dalla consistenza soda ed elastica, le branchie di colore rosso o rosato e umide e gli occhi non secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole. Infine meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne mentre per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso.
 
I segreti per scegliere il pesce fresco
  • Acquistarlo, laddove possibile, direttamente dal produttore che garantisce la freschezza del pescato.
  • Verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca
  • Verificare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole.
  • Per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso.
  • Meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne.