Sempre più pesce in tavola. In Italia 25 kg all’anno pro capite
Il pesce è un alimento sempre più consumato in tutto il mondo. In Europa si consumano 23 kg di pesce per persona all’anno, che salgono a 25 in Italia. Nel 2015 gli acquisti famigliari sono aumentati in valore del 4,9%.
Nell’antichità si credeva che i pesci nascessero per generazione spontanea dall’acqua: per questo venivano ammessi nella dieta anche dai gruppi che praticavano il vegetarianismo, come i famosi catari. Oggi sappiamo che non è così, ma il pesce rimane un’ottima alternativa alla carne per chi, per motivi etici o salutistici, vuole ridurne il consumo.
Ed è sempre più popolare in tutto il mondo. Secondo la Fao, a livello globale il consumo pro capite ha raggiunto il massimo storico di 17 kg/anno: per almeno 3 miliardi di persone, il pesce è la fonte principale di proteine. Sebbene gli stock di pescato si riducano, e per quasi un terzo siano sovrasfruttati (il 32%), ulteriori margini vengono dall’allevamento, in costante crescita, e - registra a sorpresa la Fao - da un 15% di stock marini che sono invece sottosfruttati.

In Europa, segnala Coldiretti-Impresapesca, si consumano in media 23 kg di pesce per persona all’anno, che salgono a 25 in Italia. Nel 2015 gli acquisti famigliari sono aumentati in valore del 4,9% con punte del 16,6% per le sardine, secondo le elaborazioni Coldiretti-Impresapesca su dati Ismea. Anche per questo l’autoapprovvigionamento è sceso dal 50% al 1990 a meno del 30% quest’anno. Insomma, importiamo di più, ma sempre con grande attenzione alla qualità come vuole un consumatore sempre più attento.
«Il consumo di salmone - conferma Antonio Pellin, amministratore delegato di Fjord - aumenta a due se non a tre cifre, per due ordini di motivi. Innanzitutto quelli organolettici: negli ultimi decenni i gusti sono cambiati moltissimo, i sapori forti che piacevano ai nostri nonni e bisnonni sono stati soppiantati da altri più delicati. Poi per motivi salutistici e anche etici: il pesce infatti è sempre più percepito come una valida alternativa alla carne».
«Altra nuova tendenza degli ultimi anni - aggiunge Diego Legnani, commerciale del marchio portoghese Brasmar - è la richiesta sempre maggiore, recentemente ufficializzata e regolamentata per legge, di prodotti a peso netto sgocciolato (senza glassatura, nello spirito di una sempre maggior trasparenza nei confronti del consumatore, oggi molto più attento a quello che acquista».
«Nel mercato del tonno - conclude Giacinto Callipo, quinta generazione alla guida dell’omonima azienda - c’è un’attenzione particolare alla sostenibilità della pesca, una preferenza verso i prodotti premium e rivolti a un target attento al regime alimentare».
Che sia allevato in vasca o pescato in mare con tecniche sostenibili, dunque, il pesce è senz’altro uno dei cibi che troveremo sulla tavola del futuro.
Ed è sempre più popolare in tutto il mondo. Secondo la Fao, a livello globale il consumo pro capite ha raggiunto il massimo storico di 17 kg/anno: per almeno 3 miliardi di persone, il pesce è la fonte principale di proteine. Sebbene gli stock di pescato si riducano, e per quasi un terzo siano sovrasfruttati (il 32%), ulteriori margini vengono dall’allevamento, in costante crescita, e - registra a sorpresa la Fao - da un 15% di stock marini che sono invece sottosfruttati.

In Europa, segnala Coldiretti-Impresapesca, si consumano in media 23 kg di pesce per persona all’anno, che salgono a 25 in Italia. Nel 2015 gli acquisti famigliari sono aumentati in valore del 4,9% con punte del 16,6% per le sardine, secondo le elaborazioni Coldiretti-Impresapesca su dati Ismea. Anche per questo l’autoapprovvigionamento è sceso dal 50% al 1990 a meno del 30% quest’anno. Insomma, importiamo di più, ma sempre con grande attenzione alla qualità come vuole un consumatore sempre più attento.
«Il consumo di salmone - conferma Antonio Pellin, amministratore delegato di Fjord - aumenta a due se non a tre cifre, per due ordini di motivi. Innanzitutto quelli organolettici: negli ultimi decenni i gusti sono cambiati moltissimo, i sapori forti che piacevano ai nostri nonni e bisnonni sono stati soppiantati da altri più delicati. Poi per motivi salutistici e anche etici: il pesce infatti è sempre più percepito come una valida alternativa alla carne».
«Altra nuova tendenza degli ultimi anni - aggiunge Diego Legnani, commerciale del marchio portoghese Brasmar - è la richiesta sempre maggiore, recentemente ufficializzata e regolamentata per legge, di prodotti a peso netto sgocciolato (senza glassatura, nello spirito di una sempre maggior trasparenza nei confronti del consumatore, oggi molto più attento a quello che acquista».
«Nel mercato del tonno - conclude Giacinto Callipo, quinta generazione alla guida dell’omonima azienda - c’è un’attenzione particolare alla sostenibilità della pesca, una preferenza verso i prodotti premium e rivolti a un target attento al regime alimentare».
Che sia allevato in vasca o pescato in mare con tecniche sostenibili, dunque, il pesce è senz’altro uno dei cibi che troveremo sulla tavola del futuro.

