L’acquisto online di prodotti e servizi a prezzi scontati è fenomeno in espansione anche nel settore della ristorazione. Prenotare una cena su Internet con “coupon” sembra la moda del momento. Ma lo shopping in rete resta uno strumento da maneggiare con cura per chi compra e per chi vende.



«Si tratta di nuove formule interessanti che però, se utilizzate in maniera scorretta, possono danneggiare il singolo ristoratore e l’intera categoria - spiegano alla Confesercenti - Occorre capire quanti clienti nuovi arrivano con il coupon e quanti sono i vecchi che approfittano di un’offerta estemporanea. Questo per sfruttare al meglio un potentissimo strumento di promozione senza perdere di vista la professionalità».

Infatti nel sistema del couponing si rinuncia spesso alla qualità in nome della quantità, presentando offerte allettanti a basto costo, che però possono celare servizi non sempre all'altezza delle aspettative. Si punta sui grandi numeri piuttosto che sulla fidelizzazione: si vuole soltanto fare cassa anche se poi i clienti, insoddisfatti, non torneranno più.

«Un grave errore - prosegue Confesercenti - perché il coupon ha un senso solo se serve a conquistare una nuova fetta di clientela. Quindi alla base delle offerte dev’esserci una logica promozionale, non di massimizzazione del profitto. Per chi ha appena avviato l’attività può essere un buono strumento per farsi conoscere. Chi arriva grazie allo sconto potrebbe poi tornare, se la prima volta ha trovato qualità e alta professionalità. Dunque bisognerebbe dare il meglio, non certo il peggio».

Non a caso, solo il 4% di chi ha comprato un coupon su Internet ritorna nelle due settimane successive: un dato che conferma come questo strumento sia utilizzato nel modo sbagliato. Alla lunga, chi lavora male e sottocosto finisce con il danneggiare se stesso ma anche l’intero settore di riferimento, svalutandone le proposte.