Il parlamento europeo ha posto il divieto della clonazione animale per fini alimentari, includendo la clonazione di tutti gli animali da allevamento, i loro discendenti e i prodotti da essi derivati, tra cui le importazioni nell'Unione europea. La “dieta” europea sarà basata sugli allevamenti tradizionali, frutto di riproduzione naturale. La decisione è stata presa con 529 voti a favore; il testo vieta anche l’importo di animali clonati da altri Paesi. Il rapporto quindi propone che i prodotti alimentari provenienti dai cloni o dalla progenie degli animali clonati debbano essere banditi dal mercato alimentare nell'Unione europea.



Anche la tracciabilità obbligatoria diventa un requisito fondamentale. L'applicazione del divieto sarebbe infatti compromessa se fosse impossibile rintracciare gli animali clonati, la loro progenie e i prodotti provenienti da paesi terzi in cui si applica la clonazione animale per scopi alimentari. Il divieto quindi dovrebbe riguardare anche gli animali che sono già derivati ??da cloni, tecnica consentita in alcuni paesi terzi, e le importazioni nell'Ue dovrebbero essere consentite solo a condizione che i certificati d'importazione indichino che non sono derivati da cloni animali o progenie di cloni animali.

La ragione principale apposta dagli eurodeputati è legata agli scarsi progressi compiuti dalla scienza in questo settore. Alcuni studi scientifici dimostrano infatti la cattiva salute degli animali clonati. Senza contare che il tema della clonazione animale si scontra con questioni di carattere etico e di salute. A questo proposito, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare si è già espressa nel 2008 e ha riconfermato le sue dichiarazioni nel 2009 e 2010, esprimendo delle preoccupazioni sui tassi di mortalità associati alle tecnologie di clonazione.

«La tecnica di clonazione non è completamente matura - ha dichiarato la co-relatrice per la commissione Ambiente, Renate Sommer - e in effetti non sono stati compiuti ulteriori progressi. Il tasso di mortalità rimane altrettanto elevato. Molti degli animali che nascono vivi, muoiono nelle prime settimane, e muoiono dolorosamente. Dovremmo permettere ciò?».

Il provvedimento rappresenta un’importante vittoria per gli allevatori europei, in quanto limita l’esportazione verso il nostro continente dall’Asia, dove la clonazione di animali a fini alimentari è oggi possibile. La parola finale, spetta ora ai governi nazionali, che tenuto conto del voto parlamentare dovranno procedere con la presentazione di nuovi regolamenti.

Il testo modificato converte l'atto giuridico in regolamento, che dovrà essere applicato direttamente in tutti gli Stati membri, piuttosto che in una direttiva, che richiederebbe un'ulteriore normativa a livello nazionale. Il Parlamento ha inoltre esteso il campo di applicazione del divieto a tutte le specie di animali allevati e fatti riprodurre a fini agricoli e non, come proposto dalla Commissione, solo alle specie bovina, ovina, caprina ed equina. Il disegno di legge dovrebbe entrare in vigore nel 2016. Da precisare che la clonazione non sarà comunque vietata per scopi quali la ricerca, la conservazione di razze rare o l'uso di animali in via di estinzione per la produzione di prodotti farmaceutici e dispositivi medici.