Oggi, lunedì 28 settembre, tornano in mare i pescherecci in tutto l’Adriatico per rifornire i mercati, la filiera e la ristorazione di pesce fresco. Si conclude così il periodo di fermo pesca che dal 16 agosto, per 43 giorni consecutivi, ha bloccato le attività della flotta italiana da Pesaro a Bari, dopo che il via libera era già scattato per il tratto da Trieste a Rimini il 6 settembre scorso.



Tornano dunque lungo tutta la costa adriatica fritture e grigliate a “chilometro zero”, realizzate con il pescato locale e con meno rischi di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto congelato o straniero delle stessa specie del nazionale, se non addirittura esotico e spacciato per nostrano. Tra l’altro, secondo un’analisi Coldiretti Impresapesca su dati Istat, nei primi tre mesi del 2015 sono stati importati in Italia oltre 233 milioni di chili di pesci e crostacei, molluschi e altri invertebrati acquatici con un aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il ritorno in mare in tutto l’Adriatico è importante per le marinerie, le quali negli ultimi 30 anni hanno perso in Italia il 35% delle imbarcazioni e 18mila posti di lavoro, mentre si è progressivamente ridotto il grado di autoapprovvigionamento del pescato. La Coldiretti auspica che questo sia l’ultimo anno di fermo pesca realizzato con l’attuale format che ha dimostrato di essere inadeguato poiché non tiene peraltro conto del fatto che solo alcune specie ittiche si riproducono in questo periodo.

Il fermo pesca delle attività della flotta da pesca italiana continua lungo lo Ionio e il Tirreno, da Brindisi ad Imperia, fino al 18 ottobre, dove però è disponibile pescato proveniente dalle altre zone nazionali dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare

Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca è di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro-meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Ionio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leone), 8 (Corsica) e 15 (Malta).