Expo2015 ha spalancato le porte a cibi e cucine che molto spesso non vengono neppure menzionate, aprendo un ventaglio di novità ed interessi. Ed è proprio il padiglione Giappone che in questi mesi racconta e presenta tutte le sue molteplici cucine sfatando l’idea radicata in Italia che ristorante giapponese è solo all you can eat sushi. Con un titolo accattivante “Cucina di Miyazaki, terra dimora degli dei” è stata presentata la prefettura di Miyazaki in un viaggio alla scoperta del gusto, delle tradizioni e della cultura di questa zona situata lungo la costa sudorientale dell’isola del Kyushu nel sud del Giappone.

Junko Ikuta
Junko Ikuta

«Una zona magica tutta da scoprire caratterizzata da un clima mite molto simile a quello della penisola sorrentina, piena di leggende di dei scintoisti, con una natura fertile e rigogliosa, una grande produzione agricola di qualità e un’ospitalità molto simile a quella italiana», così la descrive Shunji Kouno, governatore di Miyazaki, e con una grande esperta, Junko Ikuta (nella foto), gustiamo l’essenza di questo paese in tutte le sue sfaccettature. Junko Ikuta è specialista culinario ed esperta di cucina tradizionale giapponese, conosciuta per i suoi libri e programmi televisivi, ma soprattutto per i suoi particolari corsi di cucina orientati ai bambini di 3 e 5 anni, nei quali Junko insegna ai suoi piccoli allievi lo “Shokuiko”, l’educazione alimentare che parte dal cuore, tipica della tradizione giapponese. Una tipicità che sta mancando nel Giappone moderno e che Junko rivede nell’usanza di sedersi tutti insieme a tavola - dai nonni ai nipoti - tipica delle famiglie italiane. Junko Ikuta ci spiega che per presentare questa cucina lei prepara solitamente tre piatti che raccontano appieno la varietà di caratteristiche.

Palline di Sushi
“Palline di Sushi” con seriole di Kuroze, un componente tipico del gusto giapponese, funghi shiitake e hinatzuke, lamelle di rafano bianco giapponese seccato in salsa di soia. Le seriole di Kurose crescono in un’area pescosa attraversata dalla corrente di Kuroshio, anche detta la “corrente nera”, una vasta e calda massa d’acqua dall’eccellente valore nutritivo. Durante la pesca per mantenerne più a lungo la freschezza e la bontà naturale vengono sottoposte alla tecnica “ikejime” ottenendo una polpa di grande qualità. Gli shiitake sono l’elemento principe dell’umani giapponese e vengono sempre utilizzati in diverse preparazioni mentre gli Hinatzuke danno il tocco di acidità i piatti.

Carpaccio di Miyazaki Wagyu
“Carpaccio di Miyazaki Wagyu” preparato con una salsa leggera di yuzu, un agrume simile al bergamotto classico della zona di Miyazaki. La carne Miyazaki Wagyu ha vinto consecutivamente due prestigiose competizioni, una nel 2007 e una nel 2012, del “concorso giapponese di wagyu” conosciuto anche come le olimpiadi di wagyu. Benché densa e molto saporita, le fini venature di grasso nobile sono leggere e digeribili e la polpa rossa è morbida e succosa. E’ importante sapere che in Giappone è sottoposta a rigorosi controlli di qualità indispensabili per le esportazioni di questa pregiata carne. Lo yuzu è un agrume tipicamente giapponese che per via dell’eccellente aroma e di un’acidità moderata è un protagonista sempre molto apprezzato in cucina. Inoltre vi si attribuiscono altresì effetti sulla bellezza della pelle e sul recupero della stanchezza.

Umai kara
“Umai kara, tabete-mite e marmellata di prugne all’aglio nero”. Una base di cracker per un modo semplice e moderno di gustare due componenti, salsa all’umami e marmellata di prugne, che valorizzano la cucina giapponese. Entrambe sono preparate con aglio nero da coltivazioni biologiche dal gusto fruttato ottenuto con particolari tecniche di fermentazione e stagionatura. Per abbinare queste pietanze Junko Ikuta consiglia tre diverse bevande con tre gradazioni alcoliche differenti: un tè organico maccha in polvere servito freddo con un tocco dolce e delicato (ovviamente questa è la versione analcolica), una Miyazaki Hyunganatsu Lager, una birra realizzata con un agrume giallo moderatamente aspro e fragrante, il Hyunganatsu, che le dona un profumo fresco e dissetante e un cocktail di succo di Yuzu e Kurokirishima, un distillato di patata dolce kogane segan, dal sapore leggero e dal gusto pulito. Una cucina che punta sull’eccellenza delle materie prime alla riscoperta di una tradizione unica e millenaria.