Dal Senato arriva il via libera per la legge sull’agricoltura sociale
Con la legge sull’agricoltura sociale si regola l'inserimento terapeutico nella comunità di lavoratori con disabilità e svantaggiati, attraverso iniziative agricole. La legge include iniziative di educazione ambientale.
Il Senato della Repubblica ha ufficialmente approvato la legge sull’agricoltura sociale, che ora passa all’esame della Camera. Ma prima di addentrarci nelle specifiche della legge è bene capire cosa si intente per agricoltura sociale. Si tratta di un insieme di attività che favoriscono il reinserimento terapeutico nella comunità di soggetti svantaggiati, come disabili e minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione, attraverso iniziative promosse in ambito agricolo e alimentare da aziende agricole o cooperative sociali.

Tornando ai dettagli della legge in questione, tra le principali novità, viene introdotta la definizione stessa di “agricoltura sociale”, includendo in questo ambito le attività che prevedono:
I Comuni prevedono specifiche misure di valorizzazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura sociale nel commercio su aree pubbliche. Gli enti pubblici territoriali prevedono criteri di priorità per favorire lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale nell'ambito delle procedure di alienazione e locazione dei terreni pubblici agricoli. Gli enti pubblici territoriali possono dare in concessione, a titolo gratuito, anche agli operatori dell'agricoltura sociale i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata.
Viene istituito l'Osservatorio sull'agricoltura sociale, nominato con decreto del ministero delle Politiche agricole, chiamato a definire le linee guida in materia di agricoltura sociale e assume funzioni di monitoraggio, iniziativa finalizzata al coordinamento delle iniziative a fini di coordinamento con le politiche rurali e comunicazione.
«L’approvazione al Senato della legge sull’agricoltura sociale - afferma il Ministro Maurizio Martina (nella foto accanto) - è un passo importante e credo sia fondamentale arrivare al via libero definitivo entro il semestre di Expo. Ringrazio per questo i senatori, in particolare quelli della commissione Agricoltura, per il lavoro portato avanti che dimostra l’attenzione per il settore. Inclusione e sostenibilità, temi centrali anche della Carta di Milano, sono due parole chiave per capire il valore dell’agricoltura sociale, intesa non solo come opportunità economica».
«Principi, questi - conclude Martina - praticati ogni giorno da quasi mille esperienze su tutto il territorio nazionale, con oltre 200 milioni di euro di fatturato e un valore che va ben oltre quello economico. L’impegno del Governo è massimo nel sostenere la multifunzionalità e l’impegno di aziende come queste, perché l’agricoltura può davvero aiutare a non lasciare nessuno indietro».
«Esprimo grande soddisfazione per questo passaggio importante - ha dichiarato il Vice Ministro Andrea Olivero (nella foto accanto) - perché l’agricoltura sociale trova oggi la sua normativa di riferimento. Questa legge non configura nuove fattispecie ma riconosce ciò che in questi decenni imprenditori responsabili hanno costruito. L’approvazione di oggi consente al mondo agricolo di contare su uno strumento di grande valore per far crescere, nelle aree rurali del nostro Paese, sviluppo economico e coesione sociale”.
«Non è un provvedimento assistenziale - continua Olivero - ma una legge che configura la responsabilità sociale di un comparto produttivo strategico per l’economia italiana. Non si tratta soltanto di aiutare nell’inserimento lavorativo persone svantaggiate e di offrire servizi ma di fare in modo che il settore agricolo possa assumersi la propria responsabilità nei confronti della comunità e che veda riconosciuto questo ruolo. La legge consente di mettere a frutto le esperienze esistenti e di cogliere le opportunità di finanziamenti europei: i PSR possono sfruttare le possibilità che il nuovo quadro legislativo offre per rilanciare il valore dei territori e un nuovo welfare rurale. Per tutti questi motivi, dopo un'approvazione in Senato senza alcun voto contrario, mi aspetto un passaggio veloce alla Camera».

Tornando ai dettagli della legge in questione, tra le principali novità, viene introdotta la definizione stessa di “agricoltura sociale”, includendo in questo ambito le attività che prevedono:
- l'inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati, persone svantaggiate e minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione sociale;
- prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali attraverso l’uso di risorse materiali e immateriali dell’agricoltura;
- prestazioni e servizi terapeutici anche attraverso l'ausilio di animali e la coltivazione delle piante;
- iniziative di educazione ambientale e alimentare, salvaguardia della biodiversità animale, anche attraverso l'organizzazione di fattorie sociali e didattiche.
I Comuni prevedono specifiche misure di valorizzazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura sociale nel commercio su aree pubbliche. Gli enti pubblici territoriali prevedono criteri di priorità per favorire lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale nell'ambito delle procedure di alienazione e locazione dei terreni pubblici agricoli. Gli enti pubblici territoriali possono dare in concessione, a titolo gratuito, anche agli operatori dell'agricoltura sociale i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata.
Viene istituito l'Osservatorio sull'agricoltura sociale, nominato con decreto del ministero delle Politiche agricole, chiamato a definire le linee guida in materia di agricoltura sociale e assume funzioni di monitoraggio, iniziativa finalizzata al coordinamento delle iniziative a fini di coordinamento con le politiche rurali e comunicazione.
«L’approvazione al Senato della legge sull’agricoltura sociale - afferma il Ministro Maurizio Martina (nella foto accanto) - è un passo importante e credo sia fondamentale arrivare al via libero definitivo entro il semestre di Expo. Ringrazio per questo i senatori, in particolare quelli della commissione Agricoltura, per il lavoro portato avanti che dimostra l’attenzione per il settore. Inclusione e sostenibilità, temi centrali anche della Carta di Milano, sono due parole chiave per capire il valore dell’agricoltura sociale, intesa non solo come opportunità economica». «Principi, questi - conclude Martina - praticati ogni giorno da quasi mille esperienze su tutto il territorio nazionale, con oltre 200 milioni di euro di fatturato e un valore che va ben oltre quello economico. L’impegno del Governo è massimo nel sostenere la multifunzionalità e l’impegno di aziende come queste, perché l’agricoltura può davvero aiutare a non lasciare nessuno indietro».
«Esprimo grande soddisfazione per questo passaggio importante - ha dichiarato il Vice Ministro Andrea Olivero (nella foto accanto) - perché l’agricoltura sociale trova oggi la sua normativa di riferimento. Questa legge non configura nuove fattispecie ma riconosce ciò che in questi decenni imprenditori responsabili hanno costruito. L’approvazione di oggi consente al mondo agricolo di contare su uno strumento di grande valore per far crescere, nelle aree rurali del nostro Paese, sviluppo economico e coesione sociale”.«Non è un provvedimento assistenziale - continua Olivero - ma una legge che configura la responsabilità sociale di un comparto produttivo strategico per l’economia italiana. Non si tratta soltanto di aiutare nell’inserimento lavorativo persone svantaggiate e di offrire servizi ma di fare in modo che il settore agricolo possa assumersi la propria responsabilità nei confronti della comunità e che veda riconosciuto questo ruolo. La legge consente di mettere a frutto le esperienze esistenti e di cogliere le opportunità di finanziamenti europei: i PSR possono sfruttare le possibilità che il nuovo quadro legislativo offre per rilanciare il valore dei territori e un nuovo welfare rurale. Per tutti questi motivi, dopo un'approvazione in Senato senza alcun voto contrario, mi aspetto un passaggio veloce alla Camera».

