Best 50, bravo Bottura. Ma gli italiani restano deboli
La classifica di S.Pellegrino non è una graduatoria assoluta, ma semplicemente un sondaggio fra addetti ai lavori ed esperti. Da segnalare la debolezza della ristorazione italiana: solo 3 locali fra i primi 34 al mondo
L’annuale classifica sponsorizzata da S.Pellegrino sui più famosi ristoranti al mondo non finisce di creare polemiche. Da un lato ci sono grandi chef, un tempo celebrati e oggi scesi in graduatoria, che si lamentano (per tutti il francese Joel Robuchon) contestando che non ci sono certezze che i giurati abbiano mangiato nei ristoranti indicati. Una polemica che sembra quella che sta travolgendo TripAdvisor... Dall’altro c’è chi contesta un format che sarebbe diventato un’occasione di business (con relativa corruzione). Lo sostiene ad esempio Andy Lynes, uno dei cofondatori del premio, da cui oggi si è allontanato.
La questione vera è come al solito quella di dare un giusto significato a Best 50. Non è un concorso o una classifica assoluta, ma semplicemente un sondaggio fra addetti ai lavori ed esperti di tutto il mondo che votano chi ritengono sia il migliore. Si potrebbe discutere sul fatto che non si conoscono i punteggi e i relativi distacchi fra il primo e il 50°, o che le variabili sono tante e restano legate alle esperienze dei giurati che difficilmente possono visitare nel corso dell’anno tutti i ristoranti che alla fine risultano nell’elenco.
Sta di fatto che, come tutti i sondaggi, anche questo esprime solo delle opinioni e indica delle tendenze. Se ne può discutere, ma è importante che ci si possa confrontare. In questo senso il lavoro fatto dalla rivista britannica “Restaurant” dal 2002 ad oggi è importante. In passato avevamo espresso dubbi sulla attendibilità di un sondaggio che escludevano gli italiani dalla classifica. Non era per essere sciovinisti alla francese, ma perché ci sembrava che la tendenza dei gusti internazionali premiasse la Cucina italiana. E Best 50 no! Da un po’ non è così, al punto che l’Osteria Francescana di Massimo Bottura è al secondo posto. E vista la qualità del nostro Cuoco non sarebbe da escludere che prima o poi il primo posto gli spetti.
Quel che ci resta da segnalare rispetto a questo sondaggio è in qualche modo la debolezza della ristorazione italiana rispetto ad un giudizio internazionale. Ci possiamo consolare con solo 3 locali fra i primi 34 al mondo (grazie ad Alajmo e Crippa oltre a Bottura), ma di spagnoli ce ne sono ben 5 fra i primi 19. Forse un modo diverso di valorizzare i nostri cuochi anche in Italia, facendo sistema, non guasterebbe...
La questione vera è come al solito quella di dare un giusto significato a Best 50. Non è un concorso o una classifica assoluta, ma semplicemente un sondaggio fra addetti ai lavori ed esperti di tutto il mondo che votano chi ritengono sia il migliore. Si potrebbe discutere sul fatto che non si conoscono i punteggi e i relativi distacchi fra il primo e il 50°, o che le variabili sono tante e restano legate alle esperienze dei giurati che difficilmente possono visitare nel corso dell’anno tutti i ristoranti che alla fine risultano nell’elenco.
Sta di fatto che, come tutti i sondaggi, anche questo esprime solo delle opinioni e indica delle tendenze. Se ne può discutere, ma è importante che ci si possa confrontare. In questo senso il lavoro fatto dalla rivista britannica “Restaurant” dal 2002 ad oggi è importante. In passato avevamo espresso dubbi sulla attendibilità di un sondaggio che escludevano gli italiani dalla classifica. Non era per essere sciovinisti alla francese, ma perché ci sembrava che la tendenza dei gusti internazionali premiasse la Cucina italiana. E Best 50 no! Da un po’ non è così, al punto che l’Osteria Francescana di Massimo Bottura è al secondo posto. E vista la qualità del nostro Cuoco non sarebbe da escludere che prima o poi il primo posto gli spetti.
Quel che ci resta da segnalare rispetto a questo sondaggio è in qualche modo la debolezza della ristorazione italiana rispetto ad un giudizio internazionale. Ci possiamo consolare con solo 3 locali fra i primi 34 al mondo (grazie ad Alajmo e Crippa oltre a Bottura), ma di spagnoli ce ne sono ben 5 fra i primi 19. Forse un modo diverso di valorizzare i nostri cuochi anche in Italia, facendo sistema, non guasterebbe...


