Industrie alimentari, +0,6% i consumi. Cresce la fiducia degli italiani
La fiducia nell'industria alimentare italiana è in crescita, lo dimostra il bilancio positivo dell’intera annata, che registra un aumento dei consumi nazionali pari allo 0,6% su base annua, contro il -3,1% del 2013.
I segnali di recupero della domanda interna e della produzione spingono verso l’alto la fiducia dell’industria alimentare italiana nell’ultimo trimestre del 2014. A rilevarlo è l’Ismea, sulla base della consueta indagine condotta su un panel di 1.300 imprese del settore. L’indicatore che misura il sentiment delle aziende, sintetizzando i giudizi sull’andamento degli ordini e sul livello delle scorte e le attese produttive future, si attesta su un valore pari a -0,4 (-100 e +100 il campo di variazione) con una crescita di 4,5 punti rispetto al trimestre precedente e di 3,9 su base annua.

L’incremento congiunturale dell’indice è da attribuirsi all’evoluzione positiva dei giudizi sugli ordini e sul livello delle scorte, di riflesso a fattori stagionali (festività natalizie), mentre il confronto su base annua, mette in luce un miglioramento di tutte le componenti dell’indice, comprese le aspettative. Positivo anche il bilancio dell’intera annata, con l’indice medio del 2014 attestato sei punti sopra il valore dell’anno precedente. A livello territoriale, la fiducia dell’industria alimentare risulta polarizzata: l’indice è positivo e in miglioramento, su base trimestrale e annua, nelle aree del Nord Est e del Mezzogiorno; negativo e in flessione, su base trimestrale e annua, al Centro e nel Nord Ovest.
Il bilancio sull'andamento della fiducia delle imprese alimentari nel 2014 risulta, comunque, positivo dato che nessun settore ha attraversato nell'anno appena passato un'evoluzione negativa e la maggior parte di essi si sono collocati in posizione positiva o in miglioramento. Solo l'industria dei prodotti dolciari e quella dei prodotti da forno, pur avendo un indice di clima medio ancora positivo hanno segnato un arretramento rispetto a quanto evidenziato nel 2013. Il miglioramento della fiducia dell'industria alimentare italiana risulta allineato all'andamento dei consumi alimentari nazionali, che registrano una lieve ripresa avviatasi in particolar modo dalla seconda metà del 2014.
La spesa alimentare della famiglie italiane riferita al periodo gennaio-novembre 2014, infatti, cresce dello 0,6% su base annua, a fronte di un avanzamento dei volumi dello 0,5%, contro, rispettivamente il -3,1% e il -1,2% del 2013. Tra i diversi settori, spicca il netto recupero della fiducia nell’industria delle acque minerali e delle bevande analcoliche, della prima lavorazione delle carni bianche e dei gelati. Risultano al contrario prevalentemente negativi e in deterioramento i giudizi espressi dall’industria olivicola e vitivinicola, sui quali pesano i deludenti risultati produttivi della campagna 2014-2015.
Infine il focus sulla commercializzazione delle imprese alimentari nel 2014 restituisce uno scenario migliore sul fronte estero, ancora incerto sul fronte nazionale: gli operatori dichiarano, infatti, pareri positivi riguardo al miglioramento della loro posizione competitiva sia sul fronte nazionale, sia su quello estero, che, comunque, risultano inferiori a quelli registrati nel 2013; sull'andamento del fatturato nazionale prevalgono ancora i pareri negativi, segno che la lieve ripresa dei consumi avviata da metà 2014, difficilmente riesce a bilanciare l'andamento stantio dei primi mesi dell'anno; sul fronte estero, i pareri sul fatturato derivante dalle vendite verso Paesi Ue, risultano positivi e in avanzamento, quelli sul fatturato in ambito extra europeo, invece, per quanto ancora positivi, sono inferiori rispetto a quanto dichiarato nel 2013.

L’incremento congiunturale dell’indice è da attribuirsi all’evoluzione positiva dei giudizi sugli ordini e sul livello delle scorte, di riflesso a fattori stagionali (festività natalizie), mentre il confronto su base annua, mette in luce un miglioramento di tutte le componenti dell’indice, comprese le aspettative. Positivo anche il bilancio dell’intera annata, con l’indice medio del 2014 attestato sei punti sopra il valore dell’anno precedente. A livello territoriale, la fiducia dell’industria alimentare risulta polarizzata: l’indice è positivo e in miglioramento, su base trimestrale e annua, nelle aree del Nord Est e del Mezzogiorno; negativo e in flessione, su base trimestrale e annua, al Centro e nel Nord Ovest.
Il bilancio sull'andamento della fiducia delle imprese alimentari nel 2014 risulta, comunque, positivo dato che nessun settore ha attraversato nell'anno appena passato un'evoluzione negativa e la maggior parte di essi si sono collocati in posizione positiva o in miglioramento. Solo l'industria dei prodotti dolciari e quella dei prodotti da forno, pur avendo un indice di clima medio ancora positivo hanno segnato un arretramento rispetto a quanto evidenziato nel 2013. Il miglioramento della fiducia dell'industria alimentare italiana risulta allineato all'andamento dei consumi alimentari nazionali, che registrano una lieve ripresa avviatasi in particolar modo dalla seconda metà del 2014.
La spesa alimentare della famiglie italiane riferita al periodo gennaio-novembre 2014, infatti, cresce dello 0,6% su base annua, a fronte di un avanzamento dei volumi dello 0,5%, contro, rispettivamente il -3,1% e il -1,2% del 2013. Tra i diversi settori, spicca il netto recupero della fiducia nell’industria delle acque minerali e delle bevande analcoliche, della prima lavorazione delle carni bianche e dei gelati. Risultano al contrario prevalentemente negativi e in deterioramento i giudizi espressi dall’industria olivicola e vitivinicola, sui quali pesano i deludenti risultati produttivi della campagna 2014-2015.
Infine il focus sulla commercializzazione delle imprese alimentari nel 2014 restituisce uno scenario migliore sul fronte estero, ancora incerto sul fronte nazionale: gli operatori dichiarano, infatti, pareri positivi riguardo al miglioramento della loro posizione competitiva sia sul fronte nazionale, sia su quello estero, che, comunque, risultano inferiori a quelli registrati nel 2013; sull'andamento del fatturato nazionale prevalgono ancora i pareri negativi, segno che la lieve ripresa dei consumi avviata da metà 2014, difficilmente riesce a bilanciare l'andamento stantio dei primi mesi dell'anno; sul fronte estero, i pareri sul fatturato derivante dalle vendite verso Paesi Ue, risultano positivi e in avanzamento, quelli sul fatturato in ambito extra europeo, invece, per quanto ancora positivi, sono inferiori rispetto a quanto dichiarato nel 2013.

