Un appuntamento importante per i tanti, affezionati, telespettatori di “Melaverde”: domenica 8 marzo 2015 alle 12.00, andrà in onda su Canale 5 la puntata numero 500 del programma su agricoltura, ambiente e tradizioni enogastronomiche del nostro Paese, condotto da Edoardo Raspelli (nelle foto) - vincitore del sondaggio di Italia a Tavola sul Personaggio dell'anno 2014 per la categoria Opinion leader - ed Ellen Hidding (nella foto). Giunta quest’anno alla 17ª edizione, durante la quale si è guadagnata il riconoscimento di programma di punta del day-time di Canale 5, rete diretta da Giancarlo Scheri. A testimoniarlo, i risultati raccolti: una media di oltre 2 milioni di spettatori, con una share che ha sfiorato il 18% e picchi di oltre 3 milioni 900mila spettatori con una share del 23%.

Ellen Hidding e Edoardo Raspelli

Nato da un’idea dell’agronomo Giacomo Tiraboschi, Melaverde ha debuttato il 20 settembre 1998 sugli schermi di Retequattro diventando, in breve tempo, uno dei programmi più seguiti della domenica targata Mediaset. Segreto del suo successo sono le straordinarie meraviglie della penisola italiana con i suoi piccoli, inimitabili, tesori fatti di tradizione ed ingegno, di amore e devozione per mestieri antichi e nuovi. Il tutto sapientemente ripreso dalle telecamere del programma e dai commenti dei presentatori che, in modo approfondito, espongono i temi trattati di puntata in puntata con semplicità e un pizzico di buonumore.

«Siamo partiti 17 anni fa - dichiara Giacomo Tiraboschi - fa quando nessuno credeva in questo progetto. Abbiamo creduto e continuiamo a credere nella tradizione, talento, territorio e nella gente che ci ha trasmesso e ci ha fatto conoscere quello che è l'Agricoltura con la A maiuscola italiana. Quello che riusciamo a fare, lo cerchiamo di trasmettere con passione, tutte le domeniche, ai nostri amici a casa. Siamo orgogliosi di avere fatto conoscere ancora di più il Mady in Italy. Tutto questo è Melaverde». “Melaverde” per domenica 8 marzo ha scelto di celebrare la puntata numero 500 in Valle d’Aosta e in Alto Adige.

Edoardo RaspelliRaspelli alla scoperta della regina della Valle d’Aosta
Con Edoardo Raspelli alla scoperta della regina della Valle d’Aosta. Un prodotto con più di sette secoli di storia, che dal 1995 ha ottenuto dall’Europa lo stemma rosso e giallo della Denominazione di Origine Protetta: la Fontina. Figlia di una agricoltura spesso difficile, oggi la Fontina rappresenta uno dei formaggi “made in Italy” più conosciuti. Può essere prodotta solo in Valle d’Aosta, con il latte munto dalla storica razza bovina Valdostana. Un animale piccolo, potente, in grado di arrampicarsi fino oltre i 2500 metri degli alpeggi estivi. Il latte prodotto ha valori in grassi e proteine eccellenti per la caseificazione.

Non ne produce tanto, come altre razze che dagli anni ’60 in poi hanno altrove sostituito le razze locali proprio perché in grado di produrre più latte. In Valle d’Aosta, la tenacia degli allevatori e dei produttori ha portato al mantenimento di questa antica razza locale, ed a un disciplinare di produzione della Fontina che esclude l’utilizzo di qualsiasi altro latte proveniente da bovini che non siano di razza Valdostana. Visiteremo un bellissimo angolo di Valle d’Aosta, ai piedi del Monte Bianco, per parlare di Fontina, di vacche valdostane, ma anche di tutto ciò che il territorio offre sia dal punto di vista paesaggistico, sia enogastronomico.

Ellen Hidding: maso Val Senales
Una piccola valle considerata una delle più affascinanti delle Alpi... un vecchio maso, uno dei più antichi dell’Alto Adige. Una famiglia, che ancora oggi porta avanti alcune delle tradizioni più antiche di questo territorio, come la pastorizia di montagna, ad esempio, fatta di piccole stalle abitate da tanti animali diversi, fondamentali, da sempre, per l’economia contadina del posto o come anche la cucina locale, semplice, pratica, senza fronzoli, ma ricca di grandi sapori. Quello che un tempo è stato di fatto un grande svantaggio, ovvero l’isolamento dovuto alla conformazione del territorio, all’altitudine, alla quantità enorme di neve che ogni inverno copre queste terre, nel tempo si è trasformato in un a ricchezza.Perché ha permesso, ad esempio, di mantenere alcune antiche razze, come le pecore della Val Senales, le capre della Valpassiria, le vacche Grigio Alpine originali.