Fino al 22 febbraio la Galleria del Teatro Accademico di Castelfranco Veneto (Tv) presenta “Facce... di Gusto”, 52 ritratti di protagonisti del cibo delle Terre del Nord Est. L'autore è Renato Vettorato (nella foto in basso), un fotoreporter gourmand che ha all'attivo anni e anni di frequentazioni nel mondo dell'enogastronomia di qualità. L'obiettivo di questo “fotogourmet” o “gastropaparazzo” - come è stato definito con un sorriso dall'assessore alla Cultura di Castelfranco Veneto, Giancarlo Saran - coglie espressioni intense e rivelatrici con un uso disinvolto, leggero, della macchina fotografica.

Renato Vettorato

Vettorato lo fa con uno stile misurato e con un pizzico di ironia, la stessa che usa anche verso se stesso quando lavora in giro per il Triveneto nei campi e tra gli artigiani del cibo, nei grandi eventi nazionali e internazionali come nelle piccolissime frazioni dove in pochi ancora si dedicano ad eccellenze enogastronomiche di nicchia. Sono frammenti di una cultura materiale che si affianca alla storia e all'arte dei territori. Questa mostra “Facce... di Gusto”, è la sua terza del genere dopo “Facce da... Chef” (2011) e “Facce di... Vite” (2013) e conferma come attraverso i ritratti l'autore riesca a trasmettere la passione per la fotografia e per il proprio lavoro, unita a quella per il suo territorio.

I 52 artigiani del gusto ritratti raccontano la loro storia cristallizzata nello scatto: Alessandro Hausbrandt gusta una tazzina del suo caffè, Giovanni Rana controlla l'esattezza della misura di un raviolo, Alberto Maccagna e Edoardo Longo sono sul campo con i cesti colmi di Broccolo Fioraro, Giuseppe Del Re mostra orgoglioso come i suoi croccanti Bibanesi siano stirati effettivamente a mano uno per uno, Gabriele Gamberoni macina le sue olive con l'ausilio del cavallo che gira, come si faceva una volta, Lorenzo D'Osvaldo trae note sublimi, come da un violino, dal suo prosciutto di Cormons, Raul e Mirko Zordan mostrano la loro Bondiola rodigina, Luciana Silvestri e Morgan Pasqual i loro barattoli di giardiniera, Stefan Gruber le sue marmellate e Filippo Bier, produttore di Pitina, è tra le sue capre.

Sono narrazioni, che vanno oltre la sintesi dell'immagine. Se l'amore per il buon cibo Vettorato l'aveva da sempre, la svolta professionale per il gusto che va oltre al quotidiano comincia nel 2004 con la collaborazione a “Papageno”, la rivista dell'Alpe Adria. Il fotoreporter cita le parole di Guy de Maupassant: «Soltanto gli idioti non sono buongustai. Si è gourmand come si è artista o poeta. Il gusto è un organo delicato, percettibile e rispettabile come l’occhio o l’orecchio. La mancanza di gusto è la privazione di una capacità superiore, della capacità di distinguere la qualità di un libro o di un’opera d’arte. Significa possedere una bocca stupida come si può avere la mente sciocca».



Renato Vettorato ha collaborato alla realizzazione di numerosi volumi tra cui la guida “Alle Enoteche” (Editore Bacco e Arianna), “L'inviato a tavola” (Edizioni Vianello) , “Signore & Signori di Treviso” (Europrint), “Friuli da bere” (Terra Ferma), “Oro Giallo” (Curcu e Genovese). Nel 2013 realizza tutti gli scatti del volume “Il pesce povero diventa chic” (Club Magnar Ben) che si è aggiudicato a Pechino il primo premio nel settore dell'enogastronomia internazionale “Best Mediterranean Book al Gourmand Cookbooks Award”. Protagonisti di questo libro sono sei chef veneti che interpretano nei loro piatti il pesce azzurro dell'Alto Adriatico. Il ricavato del catalogo della mostra “Facce... di Gusto” , con contributi di Luca Zaia, Giancarlo Saran, Alvaro De Anna e Domenico Basso, andrà alla Casa dei Gelsi della Onlus Advar di Treviso.