Biologico, Ue al lavoro per una riforma. Entro giugno nuove norme di tutela
Per contribuire alla crescita del biologico in Europa, la Commissione Ue sta lavorando ad una proposta di revisione del settore, che tuteli i produttori e che renda i consumatori consapevoli di ciò che stanno mangiando.
In occasione del Biofach di Norimberga, la fiera internazionale dedicata al biologico il commissario europeo all'Agricoltura, Phil Hogan (nella foto), ha annunciato di essere intenzionato ad impegnarsi per raggiungere, entro il primo semestre del 2015, un accordo favorevole alla proposta di revisione del settore biologico in Europa. «Sono consapevole delle preoccupazioni del settore - ha dichiarato Hogan - come per le aziende agricole miste (bio e tradizionali) e per il controllo di piccoli rivenditori con più tipi di prodotti, ma sono disposto a esaminare il problema, soprattutto se può aiutare il lavoro del Consiglio e del Parlamento europeo per migliorare il testo della l'attuale proposta, e in tal modo da contribuire a raggiungere un accordo nella prima metà di quest'anno».

Con l'intento di promuovere lo sviluppo del settore biologico, L'Europa lavorerà in questi mesi su delle norme che garantiscano maggiore flessibilità agli Stati membri. È fondamentale che il consumatore sia consapevole che ciò che sta mangiando è stato prodotto in maniera naturale, e sarebbe auspicabile che tutti i prodotti bio fossero riconoscibili attraverso un logo certificato.
Fine giugno è anche il termine che ha messo in programma la Commissione Juncker, l'attuale commissione europea, per ottenere un risultato positivo, altrimenti deciderà il da farsi. Con il suo intervento Hogan di fatto incita le istituzioni Ue e gli Stati membri ad avanzare nel negoziato sul biologico mettendo a punto un compromesso, grazie anche all'importante lavoro realizzato dalla presidenza italiana dell'Ue nel 2014.
Per il commissario Ue infatti, l'Europa «non può permettersi di aspettare e di soffocare un ulteriore sviluppo del biologico, il settore in più rapida crescita nel comparto agroalimentare, con il rischio di ritardare, probabilmente fino a 5 anni, il miglioramento del quadro normativo». Significherebbe lasciare altri partner mondiali profittare di un settore in piena espansione e creatore di posti di lavoro.
Le cifre sul biologico parlano chiaro: il fatturato globale è passato da 18 miliardi di dollari nel 2000 a 73 miliardi di dollari nel 2013, ossia quattro volte in poco più di un decennio. Quanto al mercato biologico dell'Ue, nel 2013 era di 22,2 miliardi di euro, circa un terzo della totale, con una crescita media annua del 6% nell'ultimo triennio. Inoltre, la crescita del mercato negli Stati Uniti è stimato al 15% l'anno fino al 2018. Il Nord America importa dall'Unione europea volumi significativi di frutta biologica, verdura, carni, legumi, sementi. Una crescita costante (+10%) è prevista anche per le altre regioni: per esempio in Asia, terzo più grande mercato di bio del mondo, ma anche in America Latina e Australia.
«La Commissione europea - aggiunge Phil Hogan - sta anche lavorando per aiutare il settore biologico in ambito internazionale». Dall’1 febbraio scorso infatti, è in vigore un nuovo accordo di equivalenza con la Corea del Sud per la certificazione dei prodotti biologici trasformati. I produttori che sono certificati in Ue sono quindi coperti automaticamente sul mercato coreano e viceversa.
La prima verifica sull'andamento dei negoziati per la riforma del biologico, è attesa per il prossimo Consiglio dei ministri dell'Agricoltura dell'Ue, il prossimo 16 marzo a Bruxelles, dove si dovrebbe capire quali punti restano controversi e in quale misura Bruxelles è disposta a modificare la propria proposta.

Con l'intento di promuovere lo sviluppo del settore biologico, L'Europa lavorerà in questi mesi su delle norme che garantiscano maggiore flessibilità agli Stati membri. È fondamentale che il consumatore sia consapevole che ciò che sta mangiando è stato prodotto in maniera naturale, e sarebbe auspicabile che tutti i prodotti bio fossero riconoscibili attraverso un logo certificato.
Fine giugno è anche il termine che ha messo in programma la Commissione Juncker, l'attuale commissione europea, per ottenere un risultato positivo, altrimenti deciderà il da farsi. Con il suo intervento Hogan di fatto incita le istituzioni Ue e gli Stati membri ad avanzare nel negoziato sul biologico mettendo a punto un compromesso, grazie anche all'importante lavoro realizzato dalla presidenza italiana dell'Ue nel 2014.
Per il commissario Ue infatti, l'Europa «non può permettersi di aspettare e di soffocare un ulteriore sviluppo del biologico, il settore in più rapida crescita nel comparto agroalimentare, con il rischio di ritardare, probabilmente fino a 5 anni, il miglioramento del quadro normativo». Significherebbe lasciare altri partner mondiali profittare di un settore in piena espansione e creatore di posti di lavoro.Le cifre sul biologico parlano chiaro: il fatturato globale è passato da 18 miliardi di dollari nel 2000 a 73 miliardi di dollari nel 2013, ossia quattro volte in poco più di un decennio. Quanto al mercato biologico dell'Ue, nel 2013 era di 22,2 miliardi di euro, circa un terzo della totale, con una crescita media annua del 6% nell'ultimo triennio. Inoltre, la crescita del mercato negli Stati Uniti è stimato al 15% l'anno fino al 2018. Il Nord America importa dall'Unione europea volumi significativi di frutta biologica, verdura, carni, legumi, sementi. Una crescita costante (+10%) è prevista anche per le altre regioni: per esempio in Asia, terzo più grande mercato di bio del mondo, ma anche in America Latina e Australia.
«La Commissione europea - aggiunge Phil Hogan - sta anche lavorando per aiutare il settore biologico in ambito internazionale». Dall’1 febbraio scorso infatti, è in vigore un nuovo accordo di equivalenza con la Corea del Sud per la certificazione dei prodotti biologici trasformati. I produttori che sono certificati in Ue sono quindi coperti automaticamente sul mercato coreano e viceversa.
La prima verifica sull'andamento dei negoziati per la riforma del biologico, è attesa per il prossimo Consiglio dei ministri dell'Agricoltura dell'Ue, il prossimo 16 marzo a Bruxelles, dove si dovrebbe capire quali punti restano controversi e in quale misura Bruxelles è disposta a modificare la propria proposta.

