Insetti, idea alternativa per Capodanno. Nei menu di ristoranti all'estero
Continua a far discutere la semplificazione delle procedure di impiego di insetti in cucina, già approvata dal Parlamento europeo. In Italia nasce un network online che riunisce oltre 300 ricercatori ed esperti
Nel 2015, soprattutto grazie ad Expo che ha consentito di realizzare in Italia la prima e unica degustazione pubblica autorizzata, si è parlato molto di insetti commestibili. Protagonisti di articoli e trasmissioni televisive, dagli chef stellati ai ricercatori di tutto il mondo, tutti hanno dato il contributo ad un argomento importante per la sostenibilità alimentare e di grande interesse culturale.

Sebbene in alcuni Paesi europei siano venduti anche nei supermercati, nel nostro Paese il loro allevamento e la somministrazione per uso umano sono vietati (per mancanza di norme). A ottobre l’Efsa, l’Agenzia per la sicurezza alimentare europea, ha pubblicato un parere (sotto forma di profilo di rischio) sull’utilizzo degli insetti commestibili per l’alimentazione umana e dopo pochi giorni (28 ottobre), in sessione plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo ha dato avvio all’iter che ne semplificherà l’utilizzo in tutti i Paesi europei.
Ma è sul tema della produzione alimentare sostenibile che l’Italia è stata protagonista nel 2015: è nato infatti il network Edible Insects, promosso da Andrea Mascaretti (nella foto), che riunisce oltre 300 ricercatori ed esperti provenienti da oltre 30 centri di ricerca, università ed istituzioni italiane. Così Edible Insects, in collaborazione tecnica con Fao, ha presentato ad Expo 2015 la proposta italiana sull’utilizzo industriale degli insetti commestibili come alimento sostenibile per contribuire a parte del fabbisogno di proteine per nutrire un Pianeta sempre più affamato.

«Il 2016 sarà l’anno in cui gli insetti commestibili - ha affermato Andrea Mascaretti - saranno veramente protagonisti in Europa. Sarà possibile allevarli industrialmente per produrre mangimi per gli allevamenti ittici e avicoli riducendo così le coltivazioni di soia e l’utilizzo di farine di pesce; contribuiranno in questo modo ad un minor impoverimento delle risorse ittiche fino ad ora troppo sfruttate. Inoltre sarà possibile produrre farine proteiche e integratori a base di insetti per combattere la denutrizione e la malnutrizione in Paesi in via di sviluppo nei quali gli insetti facciano già parte della tradizione alimentare».
«Anche in Italia - ha proseguito Mascaretti - abbiamo vinto una sfida culturale: durante Expo la mostra sui prodotti a base di insetti commestibili che abbiamo realizzato con la Società Umanitaria e Coop Italia è stata visitata da oltre 700mila visitatori, un vero record. E secondo un sondaggio Doxa fatto durante Expo, oltre il 40% degli italiani sarebbero disposti a mangiare degli insetti commestibili».
Ma cercando su internet scopriamo che ormai sono numerosi i siti che, anche in italiano, propongono ricette dove l’ingrediente principale sono proprio gli insetti. L’ultima moda o una stranezza per pochi eccentrici? Molti ristoranti rinomati e stellati in Europa e nel mondo offrono nei loro menu anche piatti a base di insetti commestibili. Saranno il sushi del futuro? Per il momento, chi volesse gustarli per festeggiare il capodanno dovrà andare all’estero.

Sebbene in alcuni Paesi europei siano venduti anche nei supermercati, nel nostro Paese il loro allevamento e la somministrazione per uso umano sono vietati (per mancanza di norme). A ottobre l’Efsa, l’Agenzia per la sicurezza alimentare europea, ha pubblicato un parere (sotto forma di profilo di rischio) sull’utilizzo degli insetti commestibili per l’alimentazione umana e dopo pochi giorni (28 ottobre), in sessione plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo ha dato avvio all’iter che ne semplificherà l’utilizzo in tutti i Paesi europei.
Ma è sul tema della produzione alimentare sostenibile che l’Italia è stata protagonista nel 2015: è nato infatti il network Edible Insects, promosso da Andrea Mascaretti (nella foto), che riunisce oltre 300 ricercatori ed esperti provenienti da oltre 30 centri di ricerca, università ed istituzioni italiane. Così Edible Insects, in collaborazione tecnica con Fao, ha presentato ad Expo 2015 la proposta italiana sull’utilizzo industriale degli insetti commestibili come alimento sostenibile per contribuire a parte del fabbisogno di proteine per nutrire un Pianeta sempre più affamato.

«Il 2016 sarà l’anno in cui gli insetti commestibili - ha affermato Andrea Mascaretti - saranno veramente protagonisti in Europa. Sarà possibile allevarli industrialmente per produrre mangimi per gli allevamenti ittici e avicoli riducendo così le coltivazioni di soia e l’utilizzo di farine di pesce; contribuiranno in questo modo ad un minor impoverimento delle risorse ittiche fino ad ora troppo sfruttate. Inoltre sarà possibile produrre farine proteiche e integratori a base di insetti per combattere la denutrizione e la malnutrizione in Paesi in via di sviluppo nei quali gli insetti facciano già parte della tradizione alimentare».
«Anche in Italia - ha proseguito Mascaretti - abbiamo vinto una sfida culturale: durante Expo la mostra sui prodotti a base di insetti commestibili che abbiamo realizzato con la Società Umanitaria e Coop Italia è stata visitata da oltre 700mila visitatori, un vero record. E secondo un sondaggio Doxa fatto durante Expo, oltre il 40% degli italiani sarebbero disposti a mangiare degli insetti commestibili».
Ma cercando su internet scopriamo che ormai sono numerosi i siti che, anche in italiano, propongono ricette dove l’ingrediente principale sono proprio gli insetti. L’ultima moda o una stranezza per pochi eccentrici? Molti ristoranti rinomati e stellati in Europa e nel mondo offrono nei loro menu anche piatti a base di insetti commestibili. Saranno il sushi del futuro? Per il momento, chi volesse gustarli per festeggiare il capodanno dovrà andare all’estero.

