Cenone con prodotti made in Italy. I consigli dell'Unione consumatori
I consigli dell'Unc per la cena in attesa dell'anno nuovo: sì ai classici cotechino e spumante, ma attenzione alla provenienza geografica e leggere bene le etichette; un occhio di riguardo alle tecniche di conservazione
Al Cenone di Capodanno sono molte le scelte che gl italiani possono considerare, ma si è certi che per la maggior parte le famiglie non rinunceranno ad avere in tavola cotechino, zampone, lenticchi e spumante, ingredienti basilari per tradizione al fine di accogliere l'anno nuovo con i migliori auspici. Qualche consiglio a riguardo lo fornisce Agostino Macrì, responsabile per la sicurezza alimentare dell'Unione nazionale consumatori, in occasione dell'imminente arrivo del 2016.

«Da Nord al Sud del Paese ogni regione ha la sua tradizione culinaria per l'ultimo dell'anno - afferma Macrì - ma alcuni prodotti, come il cotechino e lo zampone o anche semplicemente lo spumante, non possono mancare sulla tavola. Nonostante etichette sempre più precise e marchi di qualità stabiliti per legge non è facile orientarsi tra le numerosissime varietà di prodotti; per quanto riguarda il cotechino e lo zampone, ad esempio, la prima difficoltà i consumatori la affrontano nel distinguere un insaccato piuttosto che un altro».
«Ricordiamo che tecnicamente - spiega l'esperto - la differenza sta nel fatto che il cotechino è racchiuso in un budello naturale e artificiale mentre lo zampone è insaccato nella pelle del piede del maiale. In entrambi i casi è sempre bene leggere le etichette che devono riportare la denominazione, gli ingredienti e la provenienza geografica. Non dimentichiamo, poi, che si tratta di alimenti calorici di cui non bisogna abusare, soprattutto in questo periodo quando pranzi e cene sono già molto abbondanti!».
Non si può salutare l'anno vecchio e inaugurare il nuovo senza un brindisi. «Meglio prediligere spumanti made in Italy - suggerisce Macri - senza cedere alle mode del momento. È importante, poi, scegliere spumanti a fermentazione naturale e fare attenzione alle possibili frodi dei vini “gassificati”, ai quali viene aggiunta anidride carbonica al termine del processo di lavorazione proprio per permettere di “stappare” la bottiglia per il brindisi; inoltre è sempre bene guardare le etichette, nonostante non siano sempre di facile lettura e alle volte scritte in francese anche se si tratta di prodotti italiani».
«Per quanto riguarda le modalità di conservazione - conclude il responsabile per la sicurezza alimentare Unc - è opportuno non tenere lo spumante troppo a lungo nel frigorifero ed evitare di conservarlo nel congelatore. Qualora si avesse poi la necessità di conservare il prodotto per un periodo prolungato, bisogna avere cura di tenerlo lontano dalla luce e da fonti di calore al fine di preservarne il gusto. È infine importante tenere le bottiglie ad una temperatura non superiore ai 15°C e in posizione orizzontale, in modo che il tappo sia mantenuto umido e trattenga l’anidride carbonica, lasciando inalterato il gusto».

«Da Nord al Sud del Paese ogni regione ha la sua tradizione culinaria per l'ultimo dell'anno - afferma Macrì - ma alcuni prodotti, come il cotechino e lo zampone o anche semplicemente lo spumante, non possono mancare sulla tavola. Nonostante etichette sempre più precise e marchi di qualità stabiliti per legge non è facile orientarsi tra le numerosissime varietà di prodotti; per quanto riguarda il cotechino e lo zampone, ad esempio, la prima difficoltà i consumatori la affrontano nel distinguere un insaccato piuttosto che un altro».
«Ricordiamo che tecnicamente - spiega l'esperto - la differenza sta nel fatto che il cotechino è racchiuso in un budello naturale e artificiale mentre lo zampone è insaccato nella pelle del piede del maiale. In entrambi i casi è sempre bene leggere le etichette che devono riportare la denominazione, gli ingredienti e la provenienza geografica. Non dimentichiamo, poi, che si tratta di alimenti calorici di cui non bisogna abusare, soprattutto in questo periodo quando pranzi e cene sono già molto abbondanti!».
Non si può salutare l'anno vecchio e inaugurare il nuovo senza un brindisi. «Meglio prediligere spumanti made in Italy - suggerisce Macri - senza cedere alle mode del momento. È importante, poi, scegliere spumanti a fermentazione naturale e fare attenzione alle possibili frodi dei vini “gassificati”, ai quali viene aggiunta anidride carbonica al termine del processo di lavorazione proprio per permettere di “stappare” la bottiglia per il brindisi; inoltre è sempre bene guardare le etichette, nonostante non siano sempre di facile lettura e alle volte scritte in francese anche se si tratta di prodotti italiani».
«Per quanto riguarda le modalità di conservazione - conclude il responsabile per la sicurezza alimentare Unc - è opportuno non tenere lo spumante troppo a lungo nel frigorifero ed evitare di conservarlo nel congelatore. Qualora si avesse poi la necessità di conservare il prodotto per un periodo prolungato, bisogna avere cura di tenerlo lontano dalla luce e da fonti di calore al fine di preservarne il gusto. È infine importante tenere le bottiglie ad una temperatura non superiore ai 15°C e in posizione orizzontale, in modo che il tappo sia mantenuto umido e trattenga l’anidride carbonica, lasciando inalterato il gusto».

