Mangiare è un piacere, è un dovere, è qualcosa che amiamo e di cui non possiamo fare a meno. La domanda che però è necessario porsi è: che cosa mangiamo? Non si tratta soltanto di descrivere ciò che abbiamo sul piatto, se una pasta, una carne, un pesce o della verdura. Non è sufficiente sapere quante proteine contenga un determinato alimento o quante calorie abbia un dolce.



Il cibo è parte integrante della nostra storia, spesso l’ha condizionata, spesso semplicemente è in grado di rappresentarne i dolori, le sofferenze, i successi o le scoperte. Conoscere l’origine degli alimenti che troviamo sul nostro tavolo è indispensabile, poiché - riprendendo le parole di Renzo Pellati - esiste un legame profondo fra noi e i cibi che ci circondano.

Questa è una giusta introduzione a “La storia di ciò che mangiamo” dello stesso sopracitato Pellati, specialista in Scienze dell’alimentazione e in igiene, autore di numerose pubblicazioni in campo scientifico e divulgativo. Dopo anni di collaborazione con testate giornalistiche nella diffusione dell’educazione alimentare a livello nazionale, ha deciso di tracciare in questo libro un’esauriente mappatura della storia del cibo, della sua provenienza e di alcune interessanti curiosità attorno a tutti i prodotti che a noi sembrano più familiari e scontati.

Sfogliando le più di 400 pagine, un lettore curioso può scoprire che i maccheroni arrivano dal deserto africano, che l’insalata russa a Mosca viene chiamata “insalata italiana”, che nel futuro, osservando le tendenze gastronomiche di oggi, probabilmente mangeremo insetti, che il termine “bagnomaria” ha una leggenda alle spalle che molto spesso viene ignorata.

La storia di ciò che mangiamo aiuta a conoscere, a chiederci come mai i pomodori, che tanto riteniamo indispensabili, solo da due secoli fanno parte della nostra alimentazione; aiuta a comprendere come mai la mela sia il frutto più diffuso al mondo, quali sono le sue proprietà che la rendono così unica; aiuta a scegliere quale varietà di riso sia più adatta ad un genere di condimento o ad un alimentazione ben precisa.

Accanto ad un’analisi dettagliata del nostro cibo, alla sua storia e alla sua origine, tanti asserti in più, come i menu del Quirinale, i nomi dei grandi dell’alimentazione e dell’industria, il tutto tranquillamente rintracciabile seguendo il chiaro indice all’inizio del testo. Un libro che definirlo ben riuscito sarebbe minimizzante, causa la sua natura enciclopedica e originale. Non per altro la sua terza edizione è vincitrice del Prix de la Littérature Gastronomique 2015 dell’Académie Internationale de la Gastronomie.


Titolo: La storia di ciò che mangiamo
Autore: Renzo Pellati
Editore: Daniela Piazza
Pagine: 448
Prezzo: 28€