Agroalimentare, boom di esportazioni +6% a settembre grazie all’effetto Expo
Dopo gli autoveicoli, il commercio estero del settore agroalimentare fa volare l’export del Made in Italy nei primi 9 mesi del 2015. A settembre registrati oltre 3,2 miliardi di euro di fatturato, anche grazie a Expo.
Dopo gli autoveicoli, sono i prodotti agricoli a fare registrare l’incremento maggiore delle esportazioni, con un balzo record del 14% anche sotto la spinta dell’effetto trainante di Expo. È quanto emerge dai dati Istat relativi al commercio estero nel settembre 2015. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente le esportazioni di prodotti agricoli aumentano sia nei Paesi dell’Unione europea (con un aumento del 12,3%) che in quelli extraeuropei (con un +19,8%), anche grazie al tasso di cambio favorevole.
A far registrare un trend positivo è l’intera filiera agroalimentare con i prodotti alimentari, le bevande e il tabacco italiani che crescono all’estero del 4,3% nel mese di settembre. Un andamento che, secondo l’analisi della Coldiretti, spinge le esportazioni dell’agroalimentare made in Italy verso il record storico di 36 miliardi di euro nel 2015.

«Cresce ancora l’export agroalimentare Made in Italy - ha commentato il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina - toccando quota 27 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2015. Un dato in crescita di 8 punti percentuali rispetto allo scorso anno e che nel solo mese di settembre vede l’export agroalimentare superare i 3,2 miliardi, quasi il 6% in più rispetto al 2014. Un risultato straordinario che evidenzia il grande successo che questo settore sta avendo nel mondo, anche grazie all’occasione avuta con il semestre di Expo Milano 2015. I 50mila incontri b2b fatti dalle nostre imprese, le visite dei buyer internazionali nei nostri distretti produttivi, sono un’eredità concreta dell’Esposizione universale».
«Il Governo - ha proseguito il Ministro - è al fianco delle aziende con misure straordinarie per conquistare nuovi spazi sui mercati internazionali. Con la legge di stabilità abbiamo aumentato ancora le risorse per il Piano per l’internazionalizzazione. Per i nostri prodotti stiamo portando avanti, in coordinamento con il Ministero dello Sviluppo economico, una campagna strategica di promozione e di attacco all’Italian sounding. Con lo stesso obiettivo abbiamo lanciato il segno unico distintivo agroalimentare “The extraordinary Italian taste”. Vogliamo crescere ancora e aiutare le nostre aziende ad essere presenti all’estero, perché il mondo cerca Italia».
«Con questi risultati sul commercio estero l’agroalimentare, insieme al turismo, è probabilmente il settore che più di altri sta beneficiando dell’effetto traino dell’Esposizione universale», ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che «il prodotto dell’agroalimentare più esportato dall’Italia nel mondo è il vino, ma rilevanti sono anche le spedizioni all’estero di ortofrutta, di pasta e di olio di oliva».
I due terzi del fatturato si ottengono con l’esportazione di prodotti agroalimentari verso i paesi dell’Unione europea, ma il Made in Italy va forte anche negli Usa che sono il principale mercato di sbocco extracomunitario.
A far registrare un trend positivo è l’intera filiera agroalimentare con i prodotti alimentari, le bevande e il tabacco italiani che crescono all’estero del 4,3% nel mese di settembre. Un andamento che, secondo l’analisi della Coldiretti, spinge le esportazioni dell’agroalimentare made in Italy verso il record storico di 36 miliardi di euro nel 2015.

«Cresce ancora l’export agroalimentare Made in Italy - ha commentato il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina - toccando quota 27 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2015. Un dato in crescita di 8 punti percentuali rispetto allo scorso anno e che nel solo mese di settembre vede l’export agroalimentare superare i 3,2 miliardi, quasi il 6% in più rispetto al 2014. Un risultato straordinario che evidenzia il grande successo che questo settore sta avendo nel mondo, anche grazie all’occasione avuta con il semestre di Expo Milano 2015. I 50mila incontri b2b fatti dalle nostre imprese, le visite dei buyer internazionali nei nostri distretti produttivi, sono un’eredità concreta dell’Esposizione universale».
«Il Governo - ha proseguito il Ministro - è al fianco delle aziende con misure straordinarie per conquistare nuovi spazi sui mercati internazionali. Con la legge di stabilità abbiamo aumentato ancora le risorse per il Piano per l’internazionalizzazione. Per i nostri prodotti stiamo portando avanti, in coordinamento con il Ministero dello Sviluppo economico, una campagna strategica di promozione e di attacco all’Italian sounding. Con lo stesso obiettivo abbiamo lanciato il segno unico distintivo agroalimentare “The extraordinary Italian taste”. Vogliamo crescere ancora e aiutare le nostre aziende ad essere presenti all’estero, perché il mondo cerca Italia».
«Con questi risultati sul commercio estero l’agroalimentare, insieme al turismo, è probabilmente il settore che più di altri sta beneficiando dell’effetto traino dell’Esposizione universale», ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che «il prodotto dell’agroalimentare più esportato dall’Italia nel mondo è il vino, ma rilevanti sono anche le spedizioni all’estero di ortofrutta, di pasta e di olio di oliva».
I due terzi del fatturato si ottengono con l’esportazione di prodotti agroalimentari verso i paesi dell’Unione europea, ma il Made in Italy va forte anche negli Usa che sono il principale mercato di sbocco extracomunitario.

