Alla giornalista Simona Giacobbi il premio "consumo di qualità"
Simona Giacobbi, dell’emittente TeleNorba e autrice del sito Puglia Mon Amour, emiliana trapiantata in Puglia, ha ricevuto a Expo il premio internazionale consumo di qualità - antichi sapori - città degli antichi sapori
La giornalista Simona Giacobbi (nelle foto) è una delle giovani nuove figure della comunicazione gastronomica pugliese. Volto televisivo dell’emittente TeleNorba, cura il sito Puglia Mon Amour nel quale si occupa della divulgazione delle eccellenze enogastronomiche, di recensioni di ristoranti e di eventi. Pochi giorni fa ha ricevuto a Expo 2015, unica giornalista, il Premio internazionale consumo di qualità - antichi sapori - città degli antichi sapori - VIII edizione. È una cara amica e, felice per il riconoscimento assegnatole, l’ho chiamata per farle le mie congratulazioni. Ne è nata, così, una simpatica e spontanea intervista tra il serio e il faceto che riporto di seguito.

Ciao Simo, complimenti per il premio…
Grazie amico mio!
Ora che hai preso questo riconoscimento mi inviterai più a mangiare gnocco fritto a casa tua?
Non ci si dimentica mai degli amici, quindi la porta è sempre aperta. Anche se io sto ancora aspettando il tuo Patate riso e cozze.
Un piacere che riservo solo ai veri amici… Bè, vediamo come rispondi alla prossima domanda e ci penso. Dimmi, tu che sei nata in Emilia e poi emigrata in Canada, proprio qui in Puglia dovevi stabilizzarti?
Mi hanno accolto tutti a braccia aperte. Tutti tranne uno evidentemente… Comunque lo dico sempre. Non potevo scegliere una regione migliore.
Ok, ti sei meritata Patate riso e cozze a casa mia
Meno male…
Passiamo a una domanda seria. Un’emiliana che si occupa della promozione enogastronomica pugliese, come mai?
Quindi devo fare la persona seria? Ok, la faccio. C’è una cosa che mi hanno detto spesso. Che i miei occhi catturano molto più di quelli pugliesi proprio perché vedo le cose da fuori, in modo oggettivo. Quelle belle ma anche quelle brutte. Dagli occhi ai tasti della tastiera il passo è stato breve. Quello di parlare di enogastronomia e di promozione del territorio - al di là del fatto che mi sono appassionata alla materia scoprendomi bravina ai fornelli proprio quando vivevo oltreoceano - è stato un processo che è avvenuto in maniera del tutto naturale. Mi sono innamorata della Puglia dal primo giorno. Quei colpi di fulmine che devono essere vissuti così, a briglie sciolte. Ho trasformato la mia “non pugliesità”, che a qualcuno sicuramente avrà fatto storcere il naso, in un punto di forza. Sono una semplice giornalista che ha ancora tanto da imparare su questa regione e che cerca semplicemente di trasmettere quello che vive in prima persona quando vede un paesaggio che toglie il fiato, un polpo appena pescato o una signora di Bari Vecchia che fa le orecchiette. Esattamente come se fosse la prima volta.
Cosa significa per te questo riconoscimento ricevuto a Expo 2015? Cambia qualcosa nel tuo impegno giornalistico dopo questo premio?
Questo premio ha smosso in me qualcosa. È come se fossi stata risucchiata in un vortice di ricordi. Ripenso alla mia storia. Alla gavetta, alle giornate passate in redazione fino a tardi, agli insegnamenti che ho ricevuto quando ho iniziato, al mio non saper dire di no, nonostante la stanchezza, alle persone che hanno creduto in me. Sono rientrata dal Canada, dopo averci vissuto sei anni, quando molti volevano invece andarsene dall’Italia. È stata una grande scommessa ma mi sono rimessa in gioco. E questo riconoscimento mi fa capire che sto facendo la cosa giusta. Se questo premio cambia qualcosa? No. È sicuramente una bella soddisfazione ma continuerò a fare questo lavoro nel modo più trasparente, onesto e professionale possibile.
In casa anche il tuo compagno è un giornalista. Anche tuo suocero è giornalista. Non è che la giornata rischia di diventare un po’ monotona a parlare sempre di giornalismo?
Per una che è cresciuta a pane e tiggì? No.

Sei molto presente su Facebook e spesso posti foto dai ristoranti che visiti. Riesci a mantenere la linea?
No. Sono disperata.
In tutta sincerità preferisci il ragù alla bolognese o alla barese?
Ragù alla barese. Trovo davvero romantiche quelle ore passate a cuocere, la bruciacchiatura sul fondo della pentola di terracotta e quel dolce sfaldarsi della carne.
Tortellini o orecchiette? Mortadella o capocollo di Martina Franca? Parmigiano reggiano o caciocavallo podolico? Albana o Primitivo?
Una volta ho fatto gli gnocchi di patate con ragù alla barese. Come risposta dovrebbe bastare… ma con fucile puntato sceglierei tortellini (ma come sfondo del mio tablet ho le orecchiette con le cime di rapa), capocollo, parmigiano e primitivo.
Secondo te esiste un punto d’unione tra la cucina tradizionale e quella creativa oppure hanno due diverse dignità e valori completamente opposti?
Secondo me ne esiste più di uno. La tradizione è il nostro grande patrimonio, è il nostro bagaglio di esperienze e idee. Oggi molti cuochi rivisitano le ricette tradizionali giocando un po’ a fare le star. Ma rivisitare significa saper trattare e rispettare gli ingredienti, conoscere e studiare quelle stesse tradizioni che ripropongono poi in chiave diversa. Inoltre anche la qualità delle materie prime è estremamente importante sia nel piatto tradizionale sia in quello rivisitato.
Quali sono, secondo te, le tre caratteristiche fondamentali di un bravo cuoco?
Umiltà, tecnica, conoscenza della materia, dedizione. Sono quattro ma potrei andare avanti.
Hai partecipato insieme a me alla prima riunione operativa del movimento Mordi la Puglia, questa sorta di alleanza tra i protagonisti di vari settori della Puglia. Cosa ne pensi?
Penso che sia un bel modo per promuovere il territorio e un’opportunità, perché no, di far conoscere realtà più piccole, volti nuovi e giovani in cui credo molto, con uno spirito di collaborazione che purtroppo molto spesso manca. Si dovrebbe camminare tutti nella stessa direzione, senza obblighi o forzature, per il bene della Puglia anziché pensare solo a distruggere quello che di buono costruiscono gli altri. Servono persone positive. Basta polemiche ad ogni costo.
Quali sono le tue passioni? Hai un hobby?
Il disegno e la ritrattistica in bianco e nero. Vorrei solo avere più tempo per migliorare e affinare la mia tecnica.
Un’altra domanda seria. Gianvito o Brad Pitt?
Brad Pitt? Non parlo mai dei miei ex. Penso al presente e al futuro. Quindi Gianvito. E comunque hai sbagliato domanda. Avresti dovuto chiedermi Matthew McConaughey o Gianvito. Allora sì che mi avresti messo in difficoltà.

Ciao Simo, complimenti per il premio…
Grazie amico mio!
Ora che hai preso questo riconoscimento mi inviterai più a mangiare gnocco fritto a casa tua?
Non ci si dimentica mai degli amici, quindi la porta è sempre aperta. Anche se io sto ancora aspettando il tuo Patate riso e cozze.
Un piacere che riservo solo ai veri amici… Bè, vediamo come rispondi alla prossima domanda e ci penso. Dimmi, tu che sei nata in Emilia e poi emigrata in Canada, proprio qui in Puglia dovevi stabilizzarti?
Mi hanno accolto tutti a braccia aperte. Tutti tranne uno evidentemente… Comunque lo dico sempre. Non potevo scegliere una regione migliore.
Ok, ti sei meritata Patate riso e cozze a casa mia
Meno male…
Passiamo a una domanda seria. Un’emiliana che si occupa della promozione enogastronomica pugliese, come mai?
Quindi devo fare la persona seria? Ok, la faccio. C’è una cosa che mi hanno detto spesso. Che i miei occhi catturano molto più di quelli pugliesi proprio perché vedo le cose da fuori, in modo oggettivo. Quelle belle ma anche quelle brutte. Dagli occhi ai tasti della tastiera il passo è stato breve. Quello di parlare di enogastronomia e di promozione del territorio - al di là del fatto che mi sono appassionata alla materia scoprendomi bravina ai fornelli proprio quando vivevo oltreoceano - è stato un processo che è avvenuto in maniera del tutto naturale. Mi sono innamorata della Puglia dal primo giorno. Quei colpi di fulmine che devono essere vissuti così, a briglie sciolte. Ho trasformato la mia “non pugliesità”, che a qualcuno sicuramente avrà fatto storcere il naso, in un punto di forza. Sono una semplice giornalista che ha ancora tanto da imparare su questa regione e che cerca semplicemente di trasmettere quello che vive in prima persona quando vede un paesaggio che toglie il fiato, un polpo appena pescato o una signora di Bari Vecchia che fa le orecchiette. Esattamente come se fosse la prima volta.
Cosa significa per te questo riconoscimento ricevuto a Expo 2015? Cambia qualcosa nel tuo impegno giornalistico dopo questo premio?
Questo premio ha smosso in me qualcosa. È come se fossi stata risucchiata in un vortice di ricordi. Ripenso alla mia storia. Alla gavetta, alle giornate passate in redazione fino a tardi, agli insegnamenti che ho ricevuto quando ho iniziato, al mio non saper dire di no, nonostante la stanchezza, alle persone che hanno creduto in me. Sono rientrata dal Canada, dopo averci vissuto sei anni, quando molti volevano invece andarsene dall’Italia. È stata una grande scommessa ma mi sono rimessa in gioco. E questo riconoscimento mi fa capire che sto facendo la cosa giusta. Se questo premio cambia qualcosa? No. È sicuramente una bella soddisfazione ma continuerò a fare questo lavoro nel modo più trasparente, onesto e professionale possibile.
In casa anche il tuo compagno è un giornalista. Anche tuo suocero è giornalista. Non è che la giornata rischia di diventare un po’ monotona a parlare sempre di giornalismo?
Per una che è cresciuta a pane e tiggì? No.

Sei molto presente su Facebook e spesso posti foto dai ristoranti che visiti. Riesci a mantenere la linea?
No. Sono disperata.
In tutta sincerità preferisci il ragù alla bolognese o alla barese?
Ragù alla barese. Trovo davvero romantiche quelle ore passate a cuocere, la bruciacchiatura sul fondo della pentola di terracotta e quel dolce sfaldarsi della carne.
Tortellini o orecchiette? Mortadella o capocollo di Martina Franca? Parmigiano reggiano o caciocavallo podolico? Albana o Primitivo?
Una volta ho fatto gli gnocchi di patate con ragù alla barese. Come risposta dovrebbe bastare… ma con fucile puntato sceglierei tortellini (ma come sfondo del mio tablet ho le orecchiette con le cime di rapa), capocollo, parmigiano e primitivo.
Secondo te esiste un punto d’unione tra la cucina tradizionale e quella creativa oppure hanno due diverse dignità e valori completamente opposti?
Secondo me ne esiste più di uno. La tradizione è il nostro grande patrimonio, è il nostro bagaglio di esperienze e idee. Oggi molti cuochi rivisitano le ricette tradizionali giocando un po’ a fare le star. Ma rivisitare significa saper trattare e rispettare gli ingredienti, conoscere e studiare quelle stesse tradizioni che ripropongono poi in chiave diversa. Inoltre anche la qualità delle materie prime è estremamente importante sia nel piatto tradizionale sia in quello rivisitato.
Quali sono, secondo te, le tre caratteristiche fondamentali di un bravo cuoco?
Umiltà, tecnica, conoscenza della materia, dedizione. Sono quattro ma potrei andare avanti.
Hai partecipato insieme a me alla prima riunione operativa del movimento Mordi la Puglia, questa sorta di alleanza tra i protagonisti di vari settori della Puglia. Cosa ne pensi?
Penso che sia un bel modo per promuovere il territorio e un’opportunità, perché no, di far conoscere realtà più piccole, volti nuovi e giovani in cui credo molto, con uno spirito di collaborazione che purtroppo molto spesso manca. Si dovrebbe camminare tutti nella stessa direzione, senza obblighi o forzature, per il bene della Puglia anziché pensare solo a distruggere quello che di buono costruiscono gli altri. Servono persone positive. Basta polemiche ad ogni costo.
Quali sono le tue passioni? Hai un hobby?
Il disegno e la ritrattistica in bianco e nero. Vorrei solo avere più tempo per migliorare e affinare la mia tecnica.
Un’altra domanda seria. Gianvito o Brad Pitt?
Brad Pitt? Non parlo mai dei miei ex. Penso al presente e al futuro. Quindi Gianvito. E comunque hai sbagliato domanda. Avresti dovuto chiedermi Matthew McConaughey o Gianvito. Allora sì che mi avresti messo in difficoltà.


