Pesce scaduto con falsa etichetta. In Sicilia 5 tonnellate sotto sequestro
I nuclei della Guardia costiera di Palermo, Trapani, Mazara del Vallo, Porto Empedocle e Gela hanno sequestrato 5 tonnellate di pesce in ristoranti, pescherie e mercati della zona; il pesce era scaduto da oltre un anno
Cinque tonnellate di pesce sequestrato tra cui merce congelata scaduta da oltre un anno, 63 illeciti amministrativi contestati per un totale di oltre 100mila euro di multe e sei persone denunciate per frode in commercio. Sono i numeri dell’operazione “Labyrinth”, eseguita nei giorni scorsi su scala nazionale dal comando generale del corpo delle Capitanerie di porto e coordinata a livello regionale dalla direzione marittima di Palermo.

I nuclei “ispettivi pesca” della Guardia costiera di Palermo, Trapani, Mazara del Vallo, Porto Empedocle e Gela e gli uffici marittimi dipendenti hanno effettuato controlli serrati sulla cosiddetta filiera della pesca: controlli in 55 ristoranti, 72 pescherie, 144 porti e punti di sbarco, 22 in mare, 39 supermercati e grande distribuzione, 25 controlli grossisti e mercati ittici e anche 24 ambulanti di pesce su strada. I nomi degli esercizi commerciali però non sono stati forniti.
Nello specifico è stata rinvenuta merce congelata scaduta da oltre un anno (dicembre 2013) all’interno dei magazzini di un grossista palermitano, pronta per essere distribuita ai commercianti al dettaglio oltre a 15 cernie congelate prive di etichettatura. Poi il rinvenimento, all’interno di una cella frigorifera di un grossista di frutta operante nel territorio di Villabate, di una notevole partita di prodotto ittico non tracciabile: circa 800 chili di filetti di brosme, arringhe, sarde, filetti di ling. Ritrovate numerose confezioni di prodotti ittici congelati preconfezionati senza alcuna etichetta all’interno dei magazzini di un grossista di Misilmeri (circa 50 chili di polpi, pesce spada, astici e gamberi).
Sequestrati oltre 1.600 chili di filetto di nasello della Patagonia rinvenuto all’interno di un grossista di Carini: il pesce era stato rietichettato quale nasello dell’oceano Atlantico, specie molto più pregiata rispetto al povero nasello patagonico. Rinvenuti in un centro di stoccaggio sempre a Carini diversi esemplari interi di pesce spada non tracciabili oltre a circa 30 vasetti di polpa di ricci congelata di senza le indicazioni di provenienza e di scadenza.

I nuclei “ispettivi pesca” della Guardia costiera di Palermo, Trapani, Mazara del Vallo, Porto Empedocle e Gela e gli uffici marittimi dipendenti hanno effettuato controlli serrati sulla cosiddetta filiera della pesca: controlli in 55 ristoranti, 72 pescherie, 144 porti e punti di sbarco, 22 in mare, 39 supermercati e grande distribuzione, 25 controlli grossisti e mercati ittici e anche 24 ambulanti di pesce su strada. I nomi degli esercizi commerciali però non sono stati forniti.
Nello specifico è stata rinvenuta merce congelata scaduta da oltre un anno (dicembre 2013) all’interno dei magazzini di un grossista palermitano, pronta per essere distribuita ai commercianti al dettaglio oltre a 15 cernie congelate prive di etichettatura. Poi il rinvenimento, all’interno di una cella frigorifera di un grossista di frutta operante nel territorio di Villabate, di una notevole partita di prodotto ittico non tracciabile: circa 800 chili di filetti di brosme, arringhe, sarde, filetti di ling. Ritrovate numerose confezioni di prodotti ittici congelati preconfezionati senza alcuna etichetta all’interno dei magazzini di un grossista di Misilmeri (circa 50 chili di polpi, pesce spada, astici e gamberi).Sequestrati oltre 1.600 chili di filetto di nasello della Patagonia rinvenuto all’interno di un grossista di Carini: il pesce era stato rietichettato quale nasello dell’oceano Atlantico, specie molto più pregiata rispetto al povero nasello patagonico. Rinvenuti in un centro di stoccaggio sempre a Carini diversi esemplari interi di pesce spada non tracciabili oltre a circa 30 vasetti di polpa di ricci congelata di senza le indicazioni di provenienza e di scadenza.

